Quattro fattori che guideranno i mercati nel quarto trimestre secondo Columbia Threadneedle Investments

“Quattro fattori sono destinati ad avere un impatto significativo sui mercati finanziari nel quarto trimestre di quest’anno”. A affermarlo è Anthony Willis, Senior Economist di Columbia Threadneedle Investments, indicando nell’ordine la politica statunitense, le politiche fiscali nel Regno Unito e in Francia, gli sviluppi legati all’Iran e le prospettive sugli utili societari. “Nel complesso, questi elementi delineano uno scenario in cui i rischi politici e inflazionistici restano elevati, ma il contesto economico e societario di fondo continua a offrire sostegno”, afferma Willis.

Mid-term negli Stati Uniti, equilibri di potere in bilico

Le elezioni di mid-term negli Stati Uniti, in programma all’inizio di novembre, potrebbero modificare in modo significativo gli equilibri di potere a Washington. “Le attuali aspettative indicano che i Democratici potrebbero conquistare il controllo della Camera dei Rappresentanti, mentre la competizione per il Senato rimane più incerta”, spiega Anthony Willis. Un eventuale controllo democratico del Congresso porrebbe maggiori vincoli all’agenda politica del presidente Trump e sottoporrebbe le decisioni della Casa Bianca ad un controllo più stringente. Un cambiamento nella composizione del Congresso non determinerebbe necessariamente un’immediata modifica dell’orientamento fiscale, ma potrebbe incidere sulla direzione e sull’attuazione della politica interna.

Il ricorso all’indebitamento pubblico negli Stati Uniti rimane insolitamente elevato per questa fase del ciclo economico. “Il deficit si attesta su livelli più comunemente associati ad una fase recessiva, nonostante l’economia sembri essere cresciuta ad un tasso annualizzato superiore al 4% nel terzo trimestre”, osserva Willis. I recenti rialzi dei rendimenti dei titoli di Stato statunitensi sembrano riflettere soprattutto il rischio inflazionistico, più che timori immediati sulla sostenibilità del debito. Ciononostante, l’entità del deficit rappresenta una sfida di più lungo periodo, soprattutto considerando che l’economia necessita di un sostegno fiscale aggiuntivo limitato. Un Congresso meno accomodante potrebbe quindi diventare un importante contrappeso al programma politico dell’amministrazione.

Regno Unito e Francia, i nodi della politica fiscale europea

Anche in Europa la politica fiscale sarà attentamente monitorata. Nel Regno Unito, il Budget di fine ottobre attirerà probabilmente notevole attenzione. “Il Cancelliere dispone di margini di manovra limitati, poiché l’aumento dei rendimenti obbligazionari fa crescere il costo del servizio del debito e riduce lo spazio fiscale disponibile”, rileva Willis. Ciò rende improbabile un significativo stimolo macroeconomico: l’attenzione sarà più verosimilmente rivolta a incrementi fiscali marginali e all’individuazione di risorse di spesa sufficienti a rispettare gli impegni già assunti.

La Francia si trova ad affrontare una combinazione altrettanto complessa, caratterizzata da un ampio deficit di bilancio e da una forte frammentazione politica. “Il deficit rimane superiore al 5% del PIL, mentre i tentativi di ridurlo incontrano resistenze sia a sinistra sia a destra”, sottolinea Willis. Per gli investitori, la principale preoccupazione nell’immediato è che il limitato consenso politico e la necessità di un impegnativo aggiustamento fiscale possano continuare ad esercitare pressione sui titoli di Stato francesi. L’avvicinarsi delle elezioni presidenziali francesi aggiunge un ulteriore elemento di incertezza oltre il quarto trimestre. Potenziali cambiamenti nel panorama politico potrebbero complicare gli sforzi per definire un percorso fiscale credibile nel medio termine. Nel breve periodo, la combinazione tra un deficit consistente e una limitata stabilità politica è destinata a rimanere un fattore rilevante per i mercati obbligazionari europei.

Iran, il rischio geopolitico non è prezzato

Gli sviluppi geopolitici legati all’Iran rappresentano una terza fonte di rischio per i mercati. “La ripresa dei colloqui indiretti tra Stati Uniti ed Iran è un segnale incoraggiante, ma al momento sembrano esserci pochi progressi verso un accordo duraturo”, commenta Anthony Willis. Permangono importanti divergenze sui termini di un’eventuale intesa, così come l’incertezza sulle prospettive di normalizzazione delle principali rotte commerciali ed energetiche. Questa incertezza non è ancora pienamente riflessa nei prezzi delle materie prime. Eventuali nuove interruzioni potrebbero alimentare ulteriormente le pressioni inflazionistiche, complicare le prospettive sui tassi di interesse e contribuire ad una maggiore volatilità sui mercati obbligazionari. “Ulteriori negoziati restano possibili, ma in assenza di progressi concreti è probabile che il premio per il rischio geopolitico rimanga elevato”, avverte Anthony Willis.

Utili societari, il contrappeso costruttivo

Le prospettive sugli utili societari rappresentano invece un elemento più costruttivo in grado di controbilanciare questi rischi. Finora i risultati sono stati solidi nel 2026, con una crescita degli utili superiore alle attese sia in termini di diffusione tra i diversi settori sia di entità. La stagione dei risultati del terzo trimestre inizierà nelle prossime settimane e le attuali aspettative suggeriscono che questa resilienza possa proseguire anche nel quarto trimestre. La solidità degli utili dovrebbe contribuire a sostenere la propensione al rischio, soprattutto finché i principali indicatori congiunturali continueranno a segnalare un contesto economico robusto. Tuttavia, la resilienza dell’attività economica offre anche alle banche centrali maggiore spazio per mantenere un orientamento restrittivo o aumentare ulteriormente i tassi qualora le pressioni inflazionistiche non dovessero attenuarsi. I mercati potrebbero quindi dover fare i conti con tassi di interesse elevati più a lungo, anche in presenza di un’economia e di fondamentali societari relativamente solidi.

Prospettive costruttive, ma con margini di revisione

Nel complesso, le prospettive di Columbia Threadneedle Investments rimangono costruttive. “Gli sviluppi politici, i vincoli fiscali e le tensioni geopolitiche potrebbero generare fasi di volatilità, in particolare sui mercati dei tassi e obbligazionari. Tuttavia, la combinazione di un’attività economica resiliente e di utili societari solidi suggerisce che l’economia globale rimanga ben posizionata per assorbire condizioni monetarie più restrittive”, conclude Anthony Willis, precisando che qualora il contesto geopolitico o macroeconomico dovesse deteriorarsi in misura significativa, questa valutazione dovrebbe essere rivista.