Outlook 2026: divergenze e opportunità nell’obbligazionario secondo Jupiter AM

Mentre ci avviciniamo al 2026, lo scenario macroeconomico globale si caratterizza sempre più per una marcata divergenza tra aree geografiche e settori, allontanandosi dai modelli di sincronizzazione ciclica osservati in passato. “Una frammentazione che disegna un panorama complesso per gli investitori, punteggiato sia da rischi specifici che da interessanti opportunità di rendimento”, affermano da Jupiter AM.

Gli Stati Uniti tra AI, lavoro e incognite politiche

L’economia statunitense naviga in acque contrastanti. «La dinamica di crescita rimane positiva, anche se più lenta, sostenuta dalla solidità dei servizi e dagli investimenti in capitale legati all’intelligenza artificiale, mentre settori tradizionali come quello immobiliare continuano a fronteggiare ostacoli persistenti», sottolineano Ariel Bezalel e Harry Richards, Investment Manager Fixed Income di Jupiter AM. Un punto di attenzione cruciale è il mercato del lavoro, che mostra un «indebolimento significativo», guidato da una domanda più debole. Nonostante ciò, le valutazioni degli asset rischiosi permangono elevate, rappresentando «una vulnerabilità fondamentale». Un riallineamento delle troppo rosee aspettative sull’IA potrebbe innescare una correzione dei mercati più ampia attraverso un effetto-ricchezza negativo.

Sul fronte inflazionistico, i due manager vedono un rallentamento dell’inflazione core, specialmente in componenti come gli affitti, mentre l’impatto dei dazi – stimato in 30-40 punti base su base annua – potrebbe attenuarsi con il riadattamento delle catene di approvvigionamento. Per quanto riguarda la Fed, le attese di tre ulteriori tagli dei tassi entro fine 2026 «ci sembrano ragionevoli», sebbene permangano scenari opposti plausibili. Un’incognita aggiuntiva sarà l’indipendenza della Fed, che «potrebbe essere messa in discussione in occasione della nomina del nuovo Presidente», osservano Bezalel e Richards.

Europa: crescita anemica e l’eccezione britannica

Nell’Eurozona, l’inflazione appare sotto controllo, ma la crescita strutturale fatica a decollare, frenata dalla pressione competitiva cinese e da una debole produttività. «La Francia rimane un osservato speciale sul fronte del rischio a causa della frammentazione politica e degli squilibri fiscali», avvertono gli analisti di Jupiter AM, mentre i Paesi periferici mostrano un percorso relativamente più positivo. In questo contesto, un’esposizione ai tassi dell’area può fungere da copertura dall’incertezza.

A brillare in modo inatteso è invece il Regno Unito. «Si distingue come uno dei mercati sviluppati più interessanti», affermano Bezalel e Richards. Rendimenti elevati, un mercato del lavoro in indebolimento, un quadro inflazionistico in miglioramento e un consolidamento fiscale credibile potrebbero favorire la sovraperformance dei Gilt britannici.

Pacifico ed emergenti: scenari differenziati e rendimenti attraenti

Anche nel Pacifico le dinamiche divergono: in Australia, la RBA fronteggia pressioni inflazionistiche con poco spazio per ulteriori strette, mentre la Nuova Zelanda sembra avviarsi verso un ciclo di allentamento monetario anticipato. «La curva neozelandese rimane ripida in termini relativi, offrendo carry e rolldown interessanti», notano i manager.

Nei mercati emergenti, Brasile e Messico catturano l’attenzione per i loro rendimenti reali interessanti e i potenziali catalizzatori di politica monetaria.

Asset allocation: difesa, diversificazione e valore relativo

Le scelte di portafoglio del team Fixed Income di Jupiter riflettono questa dispersione geografica e settoriale. «Privilegiamo un’esposizione diversificata tra Regno Unito, periferia dell’Eurozona e Australia/Nuova Zelanda. La duration statunitense può fungere da copertura», spiegano Bezalel e Richards.

Nel credito, si prevede che gli spread rimarranno sostanzialmente stabili o leggermente più ampi, in un contesto di crescita moderata e politica monetaria accomodante. La marcata dispersione settoriale suggerisce un approccio difensivo, focalizzato su sanità, comunicazioni, beni di consumo e obbligazioni garantite. Il settore finanziario, infine, continua a essere individuato come un’area di valore relativo e solidità patrimoniale.

In sintesi

In conclusione, per Jupiter AM, il 2026 si prospetta come un anno in cui la capacità di discernimento e la selezione attiva saranno fondamentali per navigare tra le divergenze macroeconomiche e cogliere le migliori opportunità nel vasto universo obbligazionario globale.