Moody’s, Italia e le due vulnerabilità da monitorare secondo Vontobel WM SIM

“Moody’s arriva alla review di venerdì con un quadro italiano complessivamente coerente con le condizioni che avevano giustificato l’upgrade a Baa2 nel novembre 2025″. Così Gianni Piazzoli, CIO di Vontobel Wealth Management SIM, introduce l’analisi in vista della decisione dell’agenzia di rating. “Il primo elemento favorevole è la revisione del PIL: la crescita reale 2025 è stata alzata da +0,5% a +0,6%, sostenuta dalla maggiore domanda domestica — consumi, investimenti e scorte — a fronte di un contributo estero più debole”.

I conti pubblici tengono

“Sul fronte fiscale, il deficit 2025 resta al 3,1%, già incorporato da Moody’s a marzo, ma la composizione è relativamente favorevole: il saldo primario sale a +0,8% del PIL da 0,7%, le entrate risultano più elevate e la revisione della spesa riguarda prevalentemente il conto capitale”. Piazzoli sottolinea poi come “il maggiore PIL nominale porta, inoltre, il debito/PIL al 136,7% da 137,1% stimato in precedenza”.

Il ruolo degli investitori esteri

Un ulteriore elemento di supporto è il maggiore coinvolgimento degli investitori esteri nel mercato dei titoli di Stato italiani, fattore che secondo il CIO di Vontobel Wealth Management SIM, “è rilevante perché Moody’s considera già la solida base di investitori un fattore positivo per la capacità di finanziamento dell’Italia. Una domanda estera più ampia rende la base degli acquirenti più diversificata e facilita l’assorbimento dell’elevato fabbisogno di emissioni”.

Le due vulnerabilità da monitorare

“Restano tuttavia due vulnerabilità: crescita potenziale modesta e progressivo aumento del costo medio del debito”, avverte Piazzoli, che aggiunge: “Il punto centrale per Moody’s sarà quindi verificare se avanzi primari, crescita e domanda degli investitori siano sufficienti a rendere credibile la prevista discesa del rapporto debito/PIL dal 2027 come indicato nel Documento di Finanza Pubblica di aprile”.