Non basta proporre prodotti finanziari adeguati alle esigenze dei risparmiatori: per costruire un rapporto solido con i clienti servono informazioni comprensibili, trasparenza sui costi e sui rischi e un’assistenza che prosegua anche dopo la sottoscrizione di un investimento. È quanto emerge dall’indagine “I bisogni degli investitori”, condotta da Altroconsumo su 886 persone, tra abbonati alla rivista Altroconsumo Investi e soggetti interessati ai temi finanziari ma non abbonati.
La ricerca mette in luce un aspetto centrale per il settore del risparmio: la qualità dell’offerta non dipende soltanto dalle caratteristiche degli strumenti finanziari, ma anche dalla capacità di spiegare agli investitori che cosa stanno acquistando, quali obiettivi possono raggiungere e quali rischi devono affrontare. A questo si aggiunge l’importanza di una relazione continuativa, basata sulla fiducia e sulla disponibilità a fornire supporto nel tempo.
La chiarezza è il primo passo per investire
Comprendere le finalità di un investimento è una condizione fondamentale per orientare le proprie scelte. Il 92% degli abbonati ad Altroconsumo Investi e l’89% dei non abbonati ritengono infatti più facile investire in un prodotto quando è chiaro quale obiettivo consenta di raggiungere o quale esigenza sia in grado di soddisfare.
La comprensibilità delle informazioni non rappresenta, tuttavia, l’unico elemento determinante. Il 90% degli abbonati e l’88% dei non abbonati considerano importante ricevere assistenza anche dopo aver effettuato l’investimento. La fiducia nei confronti di chi propone il prodotto finanziario è invece rilevante per l’83% degli abbonati e per il 79% degli altri intervistati.
Questi risultati indicano che i risparmiatori si aspettano un rapporto che non si esaurisca al momento della vendita, ma che li accompagni anche nelle fasi successive, quando occorre monitorare l’andamento del portafoglio e valutare eventuali cambiamenti nelle proprie decisioni.
Abbonati più orientati agli Etf e attenti all’indipendenza
L’indagine evidenzia anche differenze nei comportamenti e nelle esigenze informative dei due gruppi coinvolti. Tra gli abbonati ad Altroconsumo Investi, il 65% dichiara di aver investito in Etf, gli strumenti finanziari che replicano l’andamento di un indice o di un altro parametro di riferimento. Tra i non abbonati, la percentuale scende al 34%.
Il divario suggerisce una maggiore familiarità degli abbonati con questa categoria di strumenti e contribuisce a delineare profili di investitori con livelli di esperienza e necessità informative differenti.
Emergono inoltre sensibilità diverse rispetto all’indipendenza delle fonti e alla competenza di consulenti e analisti. Elementi che, secondo l’indagine, rendono importante per gli operatori finanziari conoscere meglio le caratteristiche della propria clientela, così da proporre informazioni e servizi coerenti con le diverse aspettative.
Alessandro Sessa, direttore editoriale di Altroconsumo, sottolinea come i risultati confermino la necessità di rendere le informazioni accessibili senza sacrificare il rigore: «È importante rendere le informazioni finanziarie comprensibili, senza rinunciare alla precisione e alla qualità delle analisi».
Sessa evidenzia inoltre che tra gli abbonati alla rivista emerge una particolare attenzione alla competenza e all’indipendenza delle fonti. L’informazione indipendente, osserva, deve fornire ai risparmiatori gli strumenti necessari per comprendere le caratteristiche dei prodotti, i loro obiettivi e i rischi associati, favorendo così decisioni più consapevoli.
Il linguaggio finanziario è ancora una barriera
Uno dei dati più significativi della ricerca riguarda la complessità della comunicazione utilizzata dagli operatori. Il 62% degli intervistati ritiene che il linguaggio adottato da chi propone prodotti finanziari sia spesso troppo complicato e costituisca un ostacolo all’investimento.
La difficoltà di comprendere termini e caratteristiche degli strumenti può infatti rendere più complessa la valutazione delle opportunità disponibili e dei rischi connessi. La chiarezza, quindi, non è soltanto una questione di stile comunicativo, ma una condizione che può incidere sulla capacità dei risparmiatori di effettuare scelte informate.
Accanto alla comprensibilità, assume un ruolo centrale la trasparenza sui costi e sui rischi, considerata estremamente importante da una parte consistente del campione. Per chi investe, disporre di informazioni complete significa poter valutare non soltanto i possibili rendimenti, ma anche gli oneri da sostenere e le eventuali perdite.
La semplicità espositiva, inoltre, non viene percepita come incompatibile con l’autorevolezza. L’85% degli abbonati ad Altroconsumo Investi e l’83% dei non abbonati non ritengono che spiegare un prodotto finanziario in modo semplice riduca la serietà della fonte.
Un’indicazione che invita gli operatori a superare il linguaggio eccessivamente tecnico, mantenendo al tempo stesso precisione e qualità nell’analisi. Rendere un prodotto comprensibile, in questa prospettiva, non significa banalizzarne le caratteristiche, ma permettere al risparmiatore di valutarle con maggiore consapevolezza.
Monitoraggio e assistenza anche dopo la sottoscrizione
La relazione tra intermediari e clienti non si esaurisce con la scelta dello strumento finanziario. Il monitoraggio continuo degli investimenti, accompagnato da avvisi e suggerimenti operativi, è indicato come un elemento distintivo dall’80% degli abbonati ad Altroconsumo Investi e dal 75% dei non abbonati.
Il dato conferma l’interesse per servizi capaci di mantenere un collegamento con il cliente nel tempo, offrendo aggiornamenti e indicazioni utili per seguire l’evoluzione del portafoglio. L’assistenza continuativa diventa così una componente importante dell’esperienza di investimento, insieme alla qualità delle informazioni iniziali.
Benedetta De Michelis, manager Business Development di Altroconsumo, individua proprio in questi aspetti due indicazioni rilevanti per il settore: «Da un lato, aspettative diffuse in termini di chiarezza, trasparenza e assistenza continuativa; dall’altro, le caratteristiche di investitori che presentano comportamenti e sensibilità differenti».
Per De Michelis, comprendere queste esigenze permette alle aziende finanziarie di sviluppare servizi e modalità di relazione più vicini alle aspettative dei risparmiatori, valorizzando la qualità dell’informazione e del supporto offerto.
Il quadro delineato dalla ricerca restituisce quindi un messaggio chiaro per gli operatori: accanto alla costruzione di un’offerta adeguata, diventano determinanti la capacità di comunicare in modo comprensibile, la trasparenza sulle condizioni dei prodotti e la disponibilità a seguire il cliente anche dopo l’investimento. Un insieme di fattori che contribuisce a rafforzare la fiducia e a mettere il risparmiatore nelle condizioni di scegliere con maggiore consapevolezza.
