Il mercato azionario giapponese ha una forte esposizione al ciclo degli investimenti tecnologici: circa il 40% dell’indice è concentrato in semiconduttori e hardware. Questa caratteristica ha contribuito a sostenere il mercato nella fase di forte espansione degli investimenti legati all’intelligenza artificiale, ma lo rende anche più sensibile a un eventuale rallentamento del ciclo degli hyperscaler.
In Plenisfer investiamo con un approccio attivo, superando i vincoli imposti dal benchmark, per selezionare specifiche opportunità. E se da un lato in Giappone si trovano player della catena del valore dell’AI leader globali – con posizioni difendibili e capacità di resistere a eventuali rallentamenti del ciclo – oggi emergono opportunità che vanno ben oltre l’indice.
Le riforme del mercato dei capitali avviate nell’ultimo decennio hanno progressivamente aumentato l’attenzione verso governance, redditività del capitale, trasparenza e utilizzo della liquidità. Una prima fase ha portato a una rivalutazione soprattutto delle large cap, che sono state le principali beneficiarie del rerating.
Oggi il processo potrebbe entrare in una fase diversa. Il mercato giapponese comprende circa 2.000 società e presenta una dispersione molto significativa dei ROE. Molte aziende di medie dimensioni sono ancora relativamente poco coperte dagli investitori internazionali e presentano valutazioni che non riflettono pienamente la qualità del business o il potenziale di miglioramento della redditività.
È proprio questa dispersione a rendere il Giappone particolarmente interessante per un approccio di selezione dei titoli. Non necessariamente per individuare i settori destinati a crescere di più, ma per identificare società nelle quali un miglioramento della governance, dell’allocazione del capitale o del ROE possa diventare un catalizzatore di valore.
A questo si aggiungono due fenomeni che stanno modificando concretamente il mercato.
Il primo è la crescente presenza dei fondi attivisti, con conseguente aumento della pressione sulle società affinché migliorino la gestione del capitale e la creazione di valore per gli azionisti.
Il secondo è il ricambio generazionale nelle numerose aziende familiari giapponesi: la successione può favorire una maggiore apertura del capitale, operazioni di private equity e cambiamenti negli assetti proprietari.
Il Giappone presenta quindi oggi una combinazione particolare di rischi e opportunità. Da un lato, la concentrazione dell’indice nei titoli tecnologici e le valutazioni raggiunte da alcune società richiedono maggiore selettività, soprattutto se il ciclo degli investimenti in AI dovesse rallentare. Dall’altro, le trasformazioni nella governance e nell’allocazione del capitale stanno ampliando progressivamente il potenziale di valorizzazione dell’universo azionario.
Per questo, più che considerare il Giappone come una semplice esposizione geografica o come una scommessa sul Nikkei, riteniamo che oggi vada letto come un mercato in evoluzione, nel quale la dispersione tra aziende e la presenza di catalizzatori specifici possono diventare più importanti della direzione dell’indice.
È in questo spazio che vediamo opportunità: tra società di qualità capaci di comporre valore nel tempo, gli abilitatori della crescita dell’AI e quelle special situations in cui il cambiamento della governance, del capitale o degli assetti proprietari può ancora non essere pienamente riflesso nelle valutazioni.
