Secondo Martin Schulz, Head of International Equity Group di , il panorama economico globale sta cambiando radicalmente. “Stiamo assistendo a un rafforzamento delle sfere di influenza regionali con l’evolversi delle relazioni geopolitiche. Anziché la globalizzazione, assistiamo ora a una regionalizzazione e a un raggruppamento lungo le linee dei centri di potere, delle alleanze, dei blocchi valutari e degli interessi condivisi. Il commercio globale continuerà, ma probabilmente su scala ridotta”.
Schulz precisa tuttavia che non ci troviamo davanti a una nuova Guerra Fredda. “Per ora, la Cina e gli Stati Uniti hanno messo in pausa la loro rivalità: la Cina deve fare i conti con un’economia debole impantanata nella deflazione e l’amministrazione Trump deve concentrarsi sulla politica interna. Non credo che Apple o Tesla lasceranno la Cina. Le catene di approvvigionamento stanno diventando più localizzate rispetto al passato”.
L’impatto dei dazi sulle aziende
Il tema dei dazi rimane centrale. “Riteniamo i dazi siano destinati a rimanere… per ora. Una volta che la sfera della politica trova una nuova fonte di entrate, è sempre difficile eliminarla. Per abolire i dazi negli Stati Uniti, bisognerebbe aumentare le tasse o affrontare un calo delle entrate, e gli aumenti fiscali sono impopolari”.
Secondo Schulz, gli investitori e le aziende globali stanno ancora valutando come gestire questi oneri. “Le aziende non continueranno a sostenere il costo dei dazi per sempre, poiché, soprattutto in molte aziende industriali e automobilistiche, i margini sono semplicemente troppo ridotti. I dazi porteranno probabilmente a un aumento della produzione locale, anche se le aziende si concentrano sul miglioramento della produttività, ma nessuna di queste mosse è priva di complicazioni. Ad esempio, un effetto collaterale dei dazi è che l’eccesso di capacità produttiva cinese invaderà il mondo intero con i suoi prodotti”.
Mercati azionari e opportunità globali
Nonostante l’incertezza, i mercati azionari globali mostrano segnali positivi. “Siamo ormai al momento della verità. Nonostante tutte le difficoltà – incertezza sui dazi, conflitti regionali, tensioni geopolitiche e rallentamento economico – i mercati azionari globali hanno registrato una crescita significativa. Ora è il momento per le aziende mondiali di dimostrare la propria redditività”.
Schulz evidenzia l’interesse verso i mercati emergenti. “Gli utili forward in Europa sono più interessanti di quanto non lo fossero da tempo, anche se il terzo trimestre è stato deludente. A nostro avviso, gli Emergenti sono l’area più interessante, poiché il ciclo di allentamento monetario delle Banche centrali globali accelera, il dollaro dovrebbe indebolirsi nel medio termine e l’economia cinese è in una fase di ripresa”.
Elezioni e prospettive future
Il 2026 si preannuncia un anno di cambiamenti politici significativi. “Numerose elezioni in tutto il mondo, specialmente in Sud America, potrebbero stravolgere le aspettative incrementando il grado di incertezza nel breve termine, ma portando potenzialmente a una maggiore stabilità nel lungo periodo.”
Schulz conclude sottolineando l’importanza della Cina e delle dinamiche asiatiche. “In Cina, la guerra commerciale con gli Stati Uniti è stata per ora risolta, dando al Paese la possibilità di concentrarsi sugli stimoli economici mentre attua il suo prossimo piano quinquennale. Il continuo trasferimento della produzione fuori dalla Cina a causa dei costi e delle restrizioni commerciali dovrebbe aiutare molte altre economie asiatiche. Infine, riteniamo che il ciclo di allentamento monetario globale sosterrà ampiamente i mercati emergenti”.
