Il ritorno dei fondamentali guiderà i mercati nel 2026 secondo Freedom24

Il mercato finanziario si avvicina al 2026 in una fase di crescita matura, lontana sia dallo spettro della recessione sia dal ritorno alle condizioni di liquidità eccezionalmente favorevoli che avevano sostenuto i mercati negli anni passati. È questo lo scenario di base delineato da Freedom24, società internazionale di broker online, che intravede un contesto più selettivo e disciplinato, in cui il valore torna a essere creato soprattutto dagli utili aziendali.

“L’epoca in cui era possibile far salire i prezzi affidandosi alla sola liquidità si sta chiudendo: il principale motore della redditività torna a essere quello tradizionale, ovvero gli utili aziendali, non l’espansione dei multipli. Il 2026 si profila come un anno in cui il mercato premierà i risultati concreti più delle sole indicazioni prospettiche”, spiega Francesco Bergamini, Head of Representative Office di Freedom24 in Italia.

Crescita senza surriscaldamento

Sul fronte macroeconomico, Freedom24 prevede per il 2026 una crescita moderata del PIL globale, compresa tra il 2,7% e il 3,1%. L’inflazione prosegue il suo percorso di discesa, pur senza tornare ai livelli prossimi allo zero del passato, mentre la politica monetaria dovrebbe assumere un’impostazione prudentemente neutrale.

In questo contesto l’economia continua a espandersi, ma il costo del denaro resta un fattore chiave e la liquidità di stimolo, come buyback aggressivi o forti tagli dei tassi, non rappresenta più il principale driver dei mercati. Si apre così una nuova fase caratterizzata da maggiore disciplina nell’uso del capitale, minore ricorso ai riacquisti di azioni proprie, più investimenti nello sviluppo delle imprese e un’allocazione delle risorse più razionale.

Azioni in crescita, ma con maggiore selettività

Secondo Freedom24, il mercato azionario nel 2026 dovrebbe mantenere un trend moderatamente rialzista. “Prevediamo un mercato azionario moderatamente positivo, con gli indici ampi in territorio rialzista e uno S&P 500 atteso nel range 7.300–7.500”, prosegue Bergamini.

La crescita, tuttavia, non sarà uniforme. La selezione dei titoli diventerà centrale e si concentrerà sulla qualità degli utili, valutando quattro fattori chiave: sostenibilità della crescita dei margini operativi, aumento del free cash flow, solidità dei programmi di capex orientati allo sviluppo futuro e capacità di remunerare gli azionisti.

Il risultato sarà un mercato più frammentato: gli indici potrebbero salire, ma i rendimenti principali arriveranno da un numero limitato di società, quelle in grado di dimostrare modelli di business solidi e flussi di cassa sostenibili. “Non sono le storie di maggior rilievo a vincere, ma coloro che sanno come trasformare il capitale in profitto”, sottolinea Bergamini.

AI: dall’entusiasmo alla sostenibilità economica

L’intelligenza artificiale resta il trend strutturale dominante del decennio, ma il mercato sta entrando in una fase di maggiore razionalità. L’attenzione si sposta dalla potenza dei chip alla capacità di monetizzare la tecnologia. Le priorità riguardano infrastrutture, servizi cloud, piattaforme software e soluzioni AI per le imprese, dove iniziano a emergere ricavi concreti.

Diventa quindi essenziale distinguere tra produttori di hardware e player che monetizzano l’AI attraverso software e servizi. Le infrastrutture offrono domanda stabile ma sono soggette a cicli di investimento, mentre software e cloud garantiscono margini più elevati, pur in un contesto altamente competitivo.

“Per gli investitori nel 2026 questo significa essenzialmente una cosa: non scommettere su un solo anello della catena, ma distribuire in modo sensato i rischi. L’infrastruttura offre stabilità sistemica, mentre software e servizi aggiungono potenziale di crescita. È la combinazione di questi due livelli a rappresentare l’approccio più equilibrato agli investimenti nell’AI”, commenta Bergamini.

Energia, infrastrutture e difesa: cicli di lungo periodo

Gli investimenti in energia e infrastrutture stanno aprendo un nuovo ciclo di allocazione del capitale. Non si tratta solo di rinnovabili, ma del rafforzamento complessivo del sistema: reti elettriche più moderne, data center, infrastrutture di rete e una crescente domanda di energia legata all’economia digitale e all’AI. Una dinamica strutturale, sostenuta da necessità tecnologiche oggettive, che favorisce le aziende attive alla base dell’economia.

Anche il settore della difesa viene visto come una tendenza strutturale più che come un picco congiunturale. Anche in uno scenario di de-escalation, una parte della maggiore spesa per la sicurezza dovrebbe restare stabile, grazie a programmi pluriennali che garantiscono flussi di ordini prevedibili.

Il ritorno delle obbligazioni

Nel 2026 le obbligazioni sono destinate a tornare una componente centrale delle strategie di investimento. Freedom24 individua opportunità soprattutto negli strumenti con duration breve e media e con alta qualità dell’emittente. Cresce l’interesse per il credito corporate, ma con un approccio più prudente e selettivo, privilegiando obbligazioni investment grade e un’esposizione mirata al debito corporate di fascia alta.

Il reddito fisso, in questo scenario, non è più un compromesso, ma uno strumento capace di ridurre la volatilità, generare flussi di cassa prevedibili e rafforzare la resilienza del portafoglio in fasi di correzione dei mercati azionari.

Valute, oro e i rischi all’orizzonte

Il dollaro dovrebbe rimanere forte e volatile, rendendo importante la gestione del rischio valutario. L’oro continua a svolgere il ruolo di assicurazione strutturale contro shock geopolitici, sorprese inflazionistiche e fasi di turbolenza dei mercati. Una piccola esposizione di copertura può risultare appropriata in un’ottica di lungo periodo.

Infine, i rischi non mancano: possibili pressioni inflazionistiche da salari e servizi, maggiore frammentazione del commercio globale, ritardi nella monetizzazione degli investimenti in AI o shock legati alle infrastrutture energetiche. Elementi che colpiscono soprattutto le imprese più fragili. In un contesto di crescita matura, la solidità del bilancio e la stabilità dei flussi di cassa diventano non solo un vantaggio competitivo, ma una condizione di sopravvivenza.