Il Raisin Money Confidence Index 2026 colloca l’Italia all’ottavo posto su 11 Paesi per fiducia finanziaria (44,11 punti): il 54,7% delle famiglie indica il taglio del costo della vita come priorità assoluta, mentre il 57,2% delle donne dichiara un forte stress economico.
La nuova indagine internazionale sulla fiducia finanziaria che ha coinvolto oltre 11.000 persone in 11 mercati, tra cui l’Italia. L’indice, su una scala da 0 a 100, sintetizza cinque dimensioni del benessere finanziario: livello di stress percepito, senso di controllo sulla spesa quotidiana, prospettive future, capacità di far fronte a spese impreviste e capacità di pianificazione di lungo periodo.
Fondata nel 2012 Raisin ha debuttato in Italia nel 2026. La piattaforma connette i risparmiatori con oltre 300 banche partner (tra cui Deutsche Bank, UniCredit e Santander) e gestisce più di 80 miliardi di euro per oltre un milione di clienti.
Un Paese in cerca di sollievo
I risultati fotografano un momento delicato per le famiglie italiane. L’indice colloca l’Italia all’8° posto su 11 Paesi analizzati, con un punteggio di 44,11 su una media globale di 46,47 — una posizione che racconta un Paese pragmatico, più concentrato sul contenimento delle spese quotidiane che sulla crescita del proprio patrimonio.
I numeri chiave
- L’Italia si colloca all’8° posto su 11 mercati nell’Indice Raisin sulla fiducia finanziaria 2026, con un punteggio di 44,11 (media globale: 46,47).
- Il 54,7% degli italiani indica la riduzione del costo della vita come priorità assoluta per il proprio benessere finanziario; solo il 15,8% confida in un aumento dello stipendio.
- Il 57,2% delle donne italiane dichiara un livello di stress finanziario elevato, contro il 44% degli uomini: uno dei divari di genere più marcati tra i mercati analizzati.
- Solo il 25,2% degli italiani crede che la propria situazione economica migliorerà nei prossimi 12 mesi, contro il 33,8% della Polonia, il paese più ottimista dell’Indice.
- Controtendenza generazionale: sono i giovani italiani tra i 18 e i 34 anni a mostrare i livelli più alti di ottimismo e autonomia economica del Paese, capovolgendo lo schema tipico del Nord Europa, dove la sicurezza finanziaria cresce con l’età.
Il peso del caro vita
I dati raccontano famiglie profondamente pragmatiche. Più che su un aumento delle entrate, gli italiani puntano sul controllo della spesa: il 54,7% indica la riduzione del costo della vita come la leva più importante per la propria serenità economica, mentre appena il 15,8% ripone fiducia in un aumento dello stipendio per migliorare le proprie prospettive.
Un divario di genere silenzioso
Dietro i numeri si nasconde anche un forte squilibrio di genere. In Italia, il 57,2% delle donne dichiara di vivere una forte ansia legata alle finanze, contro il 44% degli uomini: un divario che attribuisce alle donne una quota sproporzionata del carico emotivo legato alla gestione economica della famiglia.
Il paradosso generazionale
Il dato forse più sorprendente ribalta una tendenza osservata nel resto d’Europa. Nel Nord Europa la sicurezza finanziaria cresce tipicamente con l’età; in Italia accade l’opposto: sono i giovani tra i 18 e i 34 anni a registrare i livelli più alti di ottimismo e autonomia economica del Paese — una generazione decisa a prendere in mano il proprio futuro, mentre il resto della popolazione resta più cauto.
“Il nostro Money Confidence Index dimostra che gli italiani sono per natura resilienti e cauti, ma la prudenza non dovrebbe tradursi nel lasciare i propri risparmi a prendere polvere in conti correnti a basso rendimento mentre il costo della vita continua a salire”, commenta Marco Falà, Country Manager di Raisin Italia. “Colpisce, in particolare, la spinta dei più giovani a voler prendere in mano le redini del proprio futuro economico, in controtendenza rispetto al resto della popolazione”.
Il quadro europeo
Il podio dell’Indice è guidato dai Paesi Bassi (55,28) e dalla Germania (49,69), seguiti da Spagna (48,20) e Polonia (48,02). In fondo alla classifica si posizionano l’Irlanda (41,09), penalizzata dal peso combinato di costo degli affitti e inflazione, insieme a Regno Unito (43,33) e Francia (43,73). Con il suo punteggio di 44,11, l’Italia si colloca appena sopra questo gruppo di coda: un Paese cauto, ma non tra i più in affanno del continente.
Parallelamente alla pubblicazione dei risultati, Raisin ha introdotto in Italia Raisin Sprint, un conto di deposito che offre un tasso annuo lordo del 3,10% per tre mesi su depositi fino a 50.000 euro, senza commissioni e con apertura interamente online. Al termine del periodo, i risparmiatori possono scegliere se reinvestire la somma attraverso le banche partner europee di Raisin aderenti all’offerta oppure prelevarla sul proprio conto di appoggio. Il conto è disponibile da oggi su Raisin.com.
