Dall’AI alle banche: le aree d’investimento sotto osservazione di Kairos

AI, semiconduttori, software e banche. Sono questi alcuni dei principali filoni di investimento sui quali si concentra l’attenzione di Massimo Trabattoni, head of Italian Equity di Kairos Partners Sgr, in una fase di mercato nella quale gli investitori continuano a interrogarsi sulla sostenibilità della corsa dell’intelligenza artificiale e sulle sue ricadute sui diversi comparti dell’economia.

Secondo Trabattoni, anche nei prossimi mesi il tema dell’intelligenza artificiale continuerà a rappresentare uno dei principali driver per i mercati azionari. “Riteniamo che anche per i prossimi mesi l’attenzione del mercato continuerà a vertere sull’assestamento delle prospettive legate al settore dell’AI”, spiega il manager di Kairos.

Il punto centrale, nella lettura di Trabattoni, riguarda però non soltanto le società direttamente impegnate nello sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale, ma soprattutto quelle che forniscono l’infrastruttura necessaria per consentirne la diffusione su larga scala. “Manteniamo un sovrappeso su aziende fornitrici di semiconduttori e servizi a supporto dell’ecosistema dei datacenter”, sottolinea infatti Trabattoni.

AI, la domanda di infrastrutture resta superiore all’offerta

La scelta di mantenere un’esposizione superiore al peso di mercato verso questo segmento nasce dalla convinzione che la costruzione dell’infrastruttura necessaria per sostenere la crescita dell’AI sia ancora lontana dall’essere completata.

“Riteniamo che il divario tra la domanda e l’offerta di servizi necessari per la concreta messa a terra dell’AI sia ancora estremamente ampio e sbilanciato verso la domanda”, osserva Trabattoni. Una situazione che, secondo il responsabile dell’Italian Equity di Kairos Partners Sgr, dovrebbe continuare a sostenere gli investimenti destinati alla realizzazione e all’ampliamento dei datacenter.

“Per colmare questo divario è necessario continuare a investire”, evidenzia Trabattoni, indicando proprio nelle società impegnate nella realizzazione dell’infrastruttura dei datacenter alcuni dei potenziali beneficiari della prosecuzione del ciclo di investimenti legato all’intelligenza artificiale.

Un tema che, secondo Kairos, riguarda anche Piazza Affari. Sebbene il mercato italiano venga tradizionalmente associato soprattutto a banche, utilities e società del lusso, esiste anche un gruppo, ancora relativamente ristretto, di aziende attive in segmenti collegati alla filiera tecnologica e infrastrutturale dell’AI che possono presentare prospettive interessanti.

Software, l’AI come complemento e non come sostituto

Un altro ambito sul quale Trabattoni mantiene una view positiva è quello del software. In questo caso il tema centrale è l’impatto dei nuovi modelli di agentic AI, sistemi capaci di svolgere autonomamente una serie di attività e processi, con possibili conseguenze rilevanti sull’organizzazione e sulla produttività delle imprese.

La lettura di Kairos, tuttavia, non è quella di una sostituzione automatica delle società di consulenza tecnologica da parte dell’intelligenza artificiale. “Manteniamo la nostra view positiva sull’industria del software”, afferma Trabattoni, spiegando che “siamo convinti che i modelli di agentic AI siano destinati a complementare e non a sostituire l’offerta delle società di consulenza ICT”.

Il ragionamento parte dai vantaggi offerti dai nuovi strumenti di AI. I modelli sviluppati da società come OpenAI e Anthropic possono consentire di realizzare determinati progetti in tempi più brevi e con maggiore efficienza. Ma, secondo Trabattoni, questo non elimina il ruolo degli operatori tradizionali, che dispongono di un patrimonio di conoscenze e relazioni difficilmente replicabile.

“Da una parte i modelli di OpenAI o Anthropic rendono possibile svolgere progetti in modo più rapido ed efficiente rispetto al passato”, osserva il manager di Kairos. “Dall’altra, i consulenti hanno il vantaggio di conoscere perfettamente i sistemi interni e i dati sensibili delle aziende clienti con cui hanno stabilito partnership pluriennali”.

Da qui deriva una delle convinzioni centrali della strategia indicata da Trabattoni: le società di consulenza tecnologica potrebbero diventare uno dei principali canali attraverso i quali l’intelligenza artificiale verrà progressivamente introdotta nei processi aziendali.

“Riteniamo che alla fine le società di consulenza tradizionali saranno l’enabler per un’adozione sicura e progressiva dei sistemi di agentic AI all’interno delle aziende”, sottolinea Trabattoni.

Vanguard-Altruist, il valore della collaborazione tra innovatori e incumbent

A sostegno di questa impostazione, Trabattoni richiama anche un caso recente proveniente dal settore del risparmio gestito, seppure estraneo direttamente al comparto software e alla consulenza ICT.

Il riferimento è all’operazione con cui Vanguard ha acquisito Altruist, società fintech specializzata in strumenti di pianificazione finanziaria e fiscale. L’operazione viene letta da Trabattoni come un esempio della possibilità che l’innovazione tecnologica non determini necessariamente la disintermediazione degli operatori tradizionali, ma possa invece condurre a forme di integrazione.

“Una prima conferma della nostra tesi, anche se in un ambito completamente diverso, arriva dal fatto che di recente Vanguard, storico colosso dell’industria del risparmio gestito americano, abbia comprato Altruist”, spiega Trabattoni.

Il caso è significativo perché, secondo il manager, dimostra come l’innovazione possa essere valorizzata attraverso la collaborazione con gli operatori già presenti sul mercato. “Gli innovatori necessitano di collaborare con i player consolidati della specifica industria di riferimento così da poterne integrare e migliorare l’offerta destinata al cliente finale”, osserva.

Il messaggio, dunque, va oltre il singolo caso Vanguard-Altruist. La crescente disponibilità di strumenti basati sull’intelligenza artificiale può modificare profondamente i modelli di business, ma il vantaggio competitivo potrebbe derivare anche dalla capacità degli operatori tradizionali di integrare le nuove tecnologie all’interno delle proprie piattaforme, della propria distribuzione e delle relazioni già costruite con la clientela.

Secondo Trabattoni, infatti, per i nuovi operatori tecnologici raggiungere autonomamente la clientela finale può essere particolarmente complesso. La collaborazione con società consolidate può quindi rappresentare un modo per accelerare la diffusione delle nuove soluzioni.

Banche, attenzione ai titoli che beneficeranno del consolidamento

Accanto ai temi tecnologici, resta infine centrale per Kairos il comparto bancario. Il ritorno di una prospettiva di tassi più elevati più a lungo continua infatti a mantenere vivo l’interesse degli investitori verso gli istituti di credito.

Anche in questo caso, tuttavia, Trabattoni sottolinea la necessità di un approccio selettivo. “La rinnovata prospettiva di tassi ‘higher for longer’ mantiene vivo l’interesse per il settore bancario”, afferma il manager.

Non si tratta però, secondo la strategia di Kairos, di assumere un’esposizione indiscriminata al comparto. “Noi continuiamo ad approcciare il settore bancario in modo altamente selettivo”, precisa Trabattoni.

Il focus è in particolare sulle banche che potrebbero emergere rafforzate dalla nuova fase di consolidamento del sistema finanziario. L’obiettivo, quindi, è individuare quei nomi che possono beneficiare delle trasformazioni in corso, anziché considerare il settore bancario come un blocco omogeneo.

Nel complesso, la lettura di Trabattoni del mercato italiano e internazionale si concentra quindi su alcuni grandi temi destinati a rimanere centrali nei prossimi mesi: la necessità di infrastrutture per sostenere l’espansione dell’intelligenza artificiale, la progressiva integrazione dell’AI nel software e nella consulenza, la collaborazione tra nuovi operatori tecnologici e aziende consolidate e, sul fronte più tradizionale, le opportunità offerte dal settore bancario in un contesto di tassi potenzialmente più elevati più a lungo.

“L’attenzione del mercato continuerà a vertere sull’assestamento delle prospettive legate al settore dell’AI”, ribadisce Trabattoni. Ed è proprio su questo processo di assestamento, più che sulla semplice corsa alle società direttamente associate all’intelligenza artificiale, che secondo Kairos si giocherà una parte importante delle prossime scelte di investimento.