Nel report sulla strategia azionaria europea dal titolo “Midterms matter less than oil and rates”, diffuso oggi, gli analisti di Barclays, Emmanuel Cau, Magesh Kumar Chandrasekaran, Emmanuel Makonga e Arihanth Bohra Jain sostengono che il voto di novembre per il rinnovo del Congresso americano avrà un impatto limitato sui mercati azionari. “Questa volta ci aspettiamo un impatto limitato delle elezioni sulla politica e sulle azioni”, scrivono. “Sono il petrolio e i tassi che contano davvero, ed entrambi sono sempre più politicizzati”.
La stagionalità pre-elettorale
Secondo gli analisti di Barclays, le azioni stanno seguendo la tipica stagionalità negativa che precede le elezioni di metà mandato. “Gli indici globali sono in calo di circa il 3 per cento dai massimi estivi”, si legge nel rapporto, che cita l’MSCI World. “Storicamente, le azioni globali tendono a registrare un drawdown medio del 4% da settembre all’inizio di ottobre di un anno di midterm, prima di riprendere il trend rialzista in prossimità dell’evento”. Da qui il consiglio degli analisti: “Non ci si dovrebbe lasciare distrarre troppo dal voto, anche se l’incertezza potrebbe persistere”.
I sondaggi e i mercati di previsione indicano un ambiente migliorato per i democratici, ma con un esito ancora indeciso. “I mercati di previsione concordano, assegnando circa il 60 per cento di probabilità a una vittoria democratica netta alle elezioni di novembre”, osservano gli analisti di Barclays.
Scenari politici e implicazioni per i settori
Gli analisti di Barclays, citando il collega di Public Policy Michael McLean, vedono come scenario base un governo diviso, con i democratici favoriti alla Camera e il Senato in bilico, mentre un controllo repubblicano unificato è considerato l’esito meno probabile. “Le implicazioni per le azioni sono probabilmente modeste in entrambi gli scenari”, scrivono. “Un maggiore controllo congressuale su settori come tecnologia, sanità e banche è possibile e potrebbe generare volatilità guidata dai titoli, ma è improbabile che abbia un impatto duraturo sui fondamentali”.
In caso di vittoria democratica netta, secondo gli analisti di Barclays “è probabile più vigilanza da parte delle commissioni di Camera e Senato, il che potrebbe portare a volatilità per alcuni settori chiave come tecnologia, banche e sanità”. In uno scenario di vittoria repubblicana netta, invece, “potrebbero essere probabili più disegni di legge di riconciliazione e tagli fiscali”, con il rischio di rendimenti più elevati e volatilità a lungo termine.
Lo storico delle elezioni passate
Il rapporto ricorda che dal 1970 un solo partito ha controllato sia la Casa Bianca sia il Congresso solo per 18 anni, il 3% del periodo. “In caso di Congresso diviso, le azioni sono state deboli in avvicinamento alle urne ma sono salite dopo, mentre i rendimenti sono scesi dopo le elezioni”, scrivono gli analisti di Barclays. “Analogamente, negli anni passati di vittoria democratica netta, le azioni hanno faticato prima delle elezioni ma sono salite verso la fine dell’anno, mentre i rendimenti obbligazionari sono scesi marginalmente”. Al contrario, negli anni di vittoria repubblicana netta, “le azioni erano marginalmente più alte mentre i rendimenti si muovevano leggermente al ribasso dopo le elezioni”. La conclusione degli analisti è che “gli esiti elettorali americani sono improbabili che alterino le prospettive per le azioni nel medio termine”.
Petrolio e tassi dettano la rotta
Il cuore del rapporto è però il ruolo del petrolio e dei tassi. “Non vediamo l’esito delle elezioni avere un impatto materiale sulle azioni, ma vediamo piuttosto il petrolio e i tassi come i driver chiave al momento”, scrivono gli analisti di Barclays. Entrambi sono diventati un passivo politico per il presidente Trump, i cui indici di approvazione sono in calo da inizio anno. “In questo contesto, l’amministrazione potrebbe spostare la sua attenzione sul contenimento di ulteriori apprezzamenti dei prezzi dell’energia e quindi dei tassi e dell’inflazione”, si legge nel rapporto.
La correlazione tra petrolio e azioni è tornata profondamente negativa dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran a marzo. “Prezzi dell’energia più alti sono in particolare un vento contrario per le azioni europee, la cui performance rispetto agli Stati Uniti è stata limitata di recente”, osservano gli analisti di Barclays. “Quindi più dell’esito delle elezioni di metà mandato, i progressi sul conflitto Usa-Iran e l’evoluzione dei prezzi dell’energia e dei rendimenti obbligazionari saranno probabilmente importanti per determinare il percorso delle azioni, sia direzionalmente sia tra le regioni”.
Sul fronte dei tassi, gli analisti di Barclays rilevano che “molto falco è ora prezzato” e che lo sviluppo positivo dopo la riunione del FOMC della settimana precedente è che “l’indipendenza e la credibilità della Fed sono state riaffermate”. Tuttavia, “è difficile vedere tassi e azioni stabilizzarsi completamente prima che le pressioni inflazionistiche legate all’energia si attenuino”. Un forte rialzo dei tassi per le “ragioni sbagliate” potrebbe finire per frenare l’attuale forte contesto di attività, anche se non è lo scenario base di Barclays, e portare a rendimenti azionari più moderati rispetto ai guadagni di circa il 20 per cento visti negli ultimi anni.
Le preferenze settoriali
Nonostante il contesto complesso, gli analisti di Barclays non vedono le elezioni di metà mandato come una ragione per alterare la loro visione cautamente ottimistica sulle azioni europee. “Anche se le azioni potrebbero rimanere volatili nel breve termine, petrolio e tassi detteranno probabilmente la direzione verso la fine dell’anno, insieme al tema dell’intelligenza artificiale”, scrivono. “Quindi restiamo Marketweight Europa rispetto agli Stati Uniti”. Gli analisti di Barclays continuano a preferire un orientamento ciclico, con preferenza per i titoli legati ai capex e le banche, mentre hanno recentemente aggiunto telecomunicazioni e assicurazioni a basso beta come copertura. “Restiamo sottopesati sulle parti del mercato orientate ai consumi, ma riconosciamo che se le tensioni Usa-Iran si allentano e il contesto petrolio-tassi migliora, allora i sotto-settori dei consumi più ampi potrebbero essere pronti a un rimbalzo”, concludono gli analisti di Barclays.
