I mercati azionari stanno attraversando una fase positiva, ma secondo BDL Capital Management non mancano elementi di rischio che invitano alla prudenza. Valutazioni elevate, aumento del costo del debito, deficit fiscali in crescita e massicci investimenti nell’intelligenza artificiale rappresentano alcuni dei principali fattori che stanno condizionando le scelte di portafoglio della società di gestione.
«Il nostro approccio resta improntato alla cautela», ha dichiarato Louis Larere, Co Portfolio Manager di BDL Capital Management. «Le valutazioni azionarie sono elevate, i deficit fiscali dei principali Paesi sono in espansione e il costo del debito è in aumento». A questi elementi, ha aggiunto Larere, «si sommano i rischi geopolitici e l’incertezza legata ai prossimi appuntamenti elettorali».
L’intelligenza artificiale e il rischio sul debito
Uno dei temi sui quali BDL Capital Management mantiene maggiore attenzione è quello dell’intelligenza artificiale. La crescita degli investimenti delle grandi società tecnologiche potrebbe infatti avere conseguenze anche sul mercato obbligazionario.
«Nei prossimi anni le big tech investiranno cifre senza precedenti in capex, accumulando un debito molto elevato, anche fuori bilancio», ha spiegato Larere. Secondo il gestore, «questo fenomeno, unito all’alto stock di debito pubblico, espone a nostro avviso il mercato obbligazionario a rischi particolarmente elevati».
Da qui deriva una posizione particolarmente prudente. «Su questo fronte manteniamo un approccio molto prudente», ha sottolineato Larere, precisando che «ad oggi, non abbiamo esposizione ai titoli “vincitori” dell’intelligenza artificiale».
Il tema non riguarda quindi soltanto le valutazioni delle società direttamente coinvolte nello sviluppo dell’AI, ma anche le implicazioni finanziarie della nuova fase di investimenti. L’aumento dei capex delle big tech, secondo l’analisi di BDL, può infatti tradursi in un maggiore ricorso al debito, inserendosi in un contesto già caratterizzato da elevati livelli di indebitamento pubblico.
Un portafoglio orientato verso titoli resilienti
La cautela si riflette anche nella composizione del portafoglio long di BDL. Circa il 65% è costituito da titoli considerati anti-ciclici e resilienti dal punto di vista macroeconomico, mentre il restante 35% è destinato ad altre opportunità di valutazione.
La scelta evidenzia l’attenzione della casa di gestione alla capacità delle società in portafoglio di affrontare un contesto macroeconomico caratterizzato da maggiore incertezza e da un costo del capitale più elevato.
Francia, ridotta l’esposizione
Particolarmente prudente è anche la posizione assunta da BDL nei confronti del mercato francese. «Il quadro resta debole», ha affermato Larere, spiegando che «abbiamo ridotto in modo significativo la nostra esposizione netta al mercato francese».
La scelta si inserisce nel più ampio atteggiamento prudente adottato dal gestore nei confronti dei mercati, in una fase nella quale l’evoluzione del costo del capitale e il livello del debito rappresentano variabili sempre più importanti per le valutazioni degli investitori.
Le nubi sui mercati
Il quadro complessivo viene sintetizzato dallo stesso Larere in termini di crescente attenzione ai rischi che potrebbero emergere nei prossimi mesi.
«Se da un lato i mercati sembrano attraversare un buon momento, dall’altro vediamo alcune nubi addensarsi», ha osservato il Co Portfolio Manager di BDL Capital Management. Tra queste, Larere indica «il costo del capitale in aumento, l’elevato stock di debito e il rischio di una bolla legata agli investimenti in intelligenza artificiale».
Si tratta di fattori che, nella lettura di BDL, rendono necessario mantenere un approccio selettivo, evitando di considerare il positivo andamento dei mercati come un elemento sufficiente per ridurre l’attenzione ai rischi.
Energia, il nodo resta geopolitico
Un ulteriore elemento di incertezza riguarda infine il mercato dell’energia. Interpellato sull’evoluzione dei prezzi, Larere ha collegato le prospettive soprattutto all’andamento dei conflitti in Ucraina e in Medio Oriente.
«Una loro risoluzione favorirebbe un rientro della tensione sui prezzi dell’energia», ha spiegato Larere. Al contrario, «in caso contrario – e con un inverno rigido – il rischio è quello di nuove pressioni inflazionistiche».
Per BDL Capital Management, quindi, il contesto di mercato continua a richiedere attenzione a più variabili contemporaneamente: dalle valutazioni azionarie al debito pubblico e privato, dagli investimenti delle big tech alle tensioni geopolitiche e all’andamento dei prezzi dell’energia.
