Outlook azionario globale: la view di T. Rowe Price per l’anno a venire

La rivoluzione dell’intelligenza artificiale continua a ridefinire i confini del mercato globale, ma il 2026 potrebbe essere l’anno in cui la leadership azionaria si allargherà oltre il ristretto gruppo di giganti tecnologici. È la visione espressa da Josh Nelson, Head of Global Equity, e Dave Eiswert, portfolio manager di T. Rowe Price, secondo cui “il contesto dell’IA sta entrando in una fase di investimenti esistenziali”, mentre nuove aree geografiche e settori si preparano a guadagnare terreno.

Dalla corsa ai modelli all’era dell’IA fisica

Secondo Nelson ed Eiswert “le principali aziende tecnologiche devono investire massicciamente per preservare il proprio valore nel lungo termine”. La crescita esplosiva dell’IA generativa ha infatti trasformato vecchi monopolisti in concorrenti diretti, costringendo gli hyperscaler a potenziare la propria infrastruttura: data center, chip avanzati, sistemi di raffreddamento, reti energetiche.

La leadership, spiegano, “si sta spostando verso l’IA fisica”, la spina dorsale tecnologica che abiliterà la prossima ondata di applicazioni. In questo scenario, i fornitori di semiconduttori, le aziende energetiche e i gruppi legati all’automazione industriale potrebbero diventare protagonisti grazie a valutazioni ancora sottostimate e a cicli di prodotto sempre più divergenti.

Una partecipazione più ampia ai mercati

Gli Stati Uniti si preparano intanto all’impatto del One Big Beautiful Bill Act, che entrerà in vigore a luglio. La manovra fiscale potrebbe immettere nell’economia tra i 200 e i 300 miliardi di dollari nel solo 2026, rilanciando investimenti in infrastrutture fisiche, reti energetiche, ponti, strade e nuova capacità industriale. Un contesto che, secondo gli strategist di T. Rowe Price, dovrebbe rafforzare settori come industria, materiali ed energia.

L’amministrazione Trump, aggiungono, sta contribuendo alla deregolamentazione finanziaria, mentre sia in Europa che negli Stati Uniti le banche vedono rafforzarsi la redditività grazie ai tassi elevati e alla ripresa delle attività di M&A. Tutti elementi che potrebbero alimentare nuovi cicli di prestiti, trading e investimenti.

Difesa, aerospazio e tecnologia: settori resilienti

Il settore aerospaziale e della difesa rimane un pilastro della crescita globale. Il portafoglio ordini pluriennale, la ripresa dei viaggi e l’aumento delle spese militari sostengono una domanda robusta, mentre le innovazioni legate all’IA — dalla sorveglianza ai sistemi autonomi — stanno accelerando ulteriormente il ciclo industriale.

L’espansione dell’IA oltre gli Stati Uniti

Fuori dagli USA emergono nuove aree di forza:

  • Giappone: governance migliorata, valutazioni interessanti e posizionamento strategico nelle catene globali di robotica e semiconduttori.
  • Europa: con la sospensione del freno al debito in Germania e la spinta agli investimenti, gli industriali europei si preparano a un ruolo centrale nella costruzione dell’“IA fisica”.
  • Cina: un atteggiamento normativo più morbido e lo slancio di modelli linguistici domestici come DeepSeek aprono opportunità tattiche, anche se la crescita più lenta e la geopolitica impongono prudenza.
  • Mercati emergenti: demografia favorevole, riforme in India e Brasile, e diversificazione delle supply chain potrebbero attrarre nuovi capitali, soprattutto se il ciclo globale dovesse rafforzarsi.

Opportunità oltre la tecnologia

Per Nelson ed Eiswert “il prossimo anno dovrebbe portare una partecipazione più ampia”. L’IA resta un ciclo potente ma in evoluzione, mentre politiche fiscali espansive, reindustrializzazione e divari di valutazione offrono molteplici traiettorie di crescita.

Gli esperti sottolineano che “i buoni titoli non sono più limitati alla tecnologia statunitense”: oggi la qualità si trova in un ventaglio molto più ampio di settori e regioni, rispecchiando una trasformazione strutturale dei mercati globali.

In un mondo in cui l’IA continua a ridefinire il concetto stesso di leadership, il 2026 potrebbe segnare il ritorno di una crescita più equilibrata e geograficamente distribuita.