Secondo Roger Rüegg, Head Multi Asset Solutions di Swisscanto, “la rotazione settoriale di ottobre dai titoli ciclici a quelli difensivi è stata un caso statistico anomalo e ha penalizzato il nostro posizionamento”. Tuttavia, sottolinea l’esperto, “non sembrano esserci solide ragioni fondamentali a giustificare questo movimento: le società tecnologiche stanno registrando una forte crescita degli utili e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale è in aumento“.
Ciononostante, “i mercati dei capitali richiedono premi per il rischio più elevati a causa dell’elevata necessità di finanziamento”. Pur prevedendo “un’inversione di tendenza dopo le elezioni di mid-term negli Stati Uniti”, alla luce della crescente incertezza Swisscanto sta riducendo leggermente l’esposizione alla filiera dell’IA, utilizzando “titoli di Stato globali (esclusi quelli denominati in euro) a scopo di copertura.
Obbligazioni: il ritorno del bene rifugio
“Lo scenario che avevamo previsto per i titoli di Stato si è concretizzato in ottobre”, afferma Rüegg. “Da tempo riteniamo che i timori legati al debito pubblico e all’inflazione siano eccessivi e consideriamo interessanti le obbligazioni governative agli attuali livelli di rendimento”. In ottobre, spiega, “il rendimento dei Treasury decennali è sceso nuovamente al di sotto del 5%, nonostante un ulteriore aumento del prezzo del petrolio, dati sull’inflazione più elevati e dati economici solidi”. La posizione strategica sui titoli di Stato statunitensi a lungo termine “ha generato, di conseguenza, una performance del 6%”. Swisscanto aumenta quindi ha aumentato la duration negli Stati Uniti, anche per proteggersi da ulteriori potenziali ribassi dei titoli tecnologici, mentre resta sottopesata sulle obbligazioni in euro a causa dell’instabilità politica.
Azioni: la rotazione settoriale non persisterà
“Come a luglio, anche a ottobre abbiamo assistito a una marcata rotazione settoriale”, ricorda Rüegg. “I titoli legati all’intelligenza artificiale sono stati fortemente penalizzati e molti investitori hanno privilegiato i settori difensivi”. Il mercato nel suo complesso “è rimasto sorprendentemente solido, ma sotto la superficie le differenze sono state significative: tecnologia -7%, energia +10%, beni di consumo di prima necessità +8%”. Ora Swisscanto prevede “un rimbalzo, in particolare per i titoli azionari dei mercati emergenti, fortemente penalizzati”. Con un rapporto prezzo/utili inferiore a 9, questi “sono diventati molto convenienti e presentano fondamentali molto più interessanti, per esempio, di quelli delle azioni europee”. Per contro, “riduciamo il nostro sovrappeso sulle azioni globali, alla luce delle crescenti pressioni derivanti dall’inasprimento delle condizioni finanziarie”, continua Rüegg.
Investimenti alternativi: cat bond e oro
Per quanto riguarda gli investimenti alternativi, Swisscanto “mantiene le posizioni in cat bond e oro”. Il prezzo dell’oro “ha subito un calo, ma finora ha tenuto al di sopra della soglia psicologica dei 4.000 dollari l’oncia”. I cat bond “possono vantare ancora una volta un anno positivo, poiché non si sono verificate perdite significative dovute a catastrofi ambientali”. Sebbene “le aspettative di rendimento non siano più così elevate come in passato, essi rimangono un importante strumento di diversificazione nel portafoglio”.
Valute: l’euro rimane sottopesato
Sul fronte valutario, Rüegg conferma che Swisscanto mantiene “l’euro sottopesato a causa delle tensioni politiche e delle aspettative sui tassi d’interesse eccessivamente elevate”, rimanendo “sovrappesati sul dollaro australiano e sulle valute dei mercati emergenti”.
Le modifiche ai portafogli
Quanto ai Treasury USA, “i rendimenti dei titoli di Stato statunitensi sono tornati sotto il 5%, nonostante l’aumento del prezzo del petrolio e i dati economici positivi. Le obbligazioni fungono ancora una volta da bene rifugio. Alla luce dei rendimenti reali interessanti, aumentiamo il nostro sovrappeso in questa asset class”. Sulle azioni, conclude Rüegg, “le azioni restano interessanti sul piano dei fondamentali, ma i fattori contrari stanno diventando un po’ più rilevanti. La reazione del mercato agli utili societari è stata deludente, motivo per cui stiamo riducendo leggermente il nostro sovrappeso”.
