Oro: le prospettive secondo WisdomTree

Il mercato dell’oro si prepara ad affrontare l’ultimo trimestre del 2026 su basi più solide, dopo la brusca inversione del rally che aveva caratterizzato l’inizio dell’anno. Secondo l’analisi di Nitesh Shah, Head of Commodities and Investment Strategists di WisdomTree, i prezzi sono ora tornati intorno ai livelli di dicembre 2025, riassorbendo in gran parte quegli eccezionali guadagni che il modello della società faticava a spiegare. “Con i prezzi ora molto più vicini ai livelli indicati dal modello, il precedente fattore sfavorevole legato alla valutazione si è attenuato“, spiega Shah. “Riteniamo che gran parte della correzione sia ormai alle spalle, sebbene rimangano possibili ulteriori flessioni”.

La resilienza dell’oro tra bond e dollaro

Nonostante un contesto difficile per le obbligazioni, con elevati livelli di debito pubblico e ingenti esigenze di rifinanziamento, l’oro ha mostrato negli ultimi mesi un andamento relativamente stabile. “La sua resilienza suggerisce che gli investitori stiano valutando il suo ruolo di riserva di valore insieme al costo opportunità associato a rendimenti obbligazionari più elevati”, osserva Shah. L’esperto sottolinea come la relazione tra l’oro e i titoli di Stato USA protetti dall’inflazione sia diventata meno stabile negli ultimi anni, ma la recente performance del metallo giallo è stata migliore di quanto la sola relazione storica lascerebbe supporre. Un discorso analogo vale per il rapporto con il dollaro: nonostante il rafforzamento della valuta statunitense, l’oro ha tenuto meglio di quanto la tradizionale relazione inversa suggerirebbe.

Il ruolo difensivo nel ciclo economico

L’analisi storica di WisdomTree, basata sul composite leading indicator dell’OCSE, suddivide il ciclo economico in quattro fasi: recessione, rallentamento, espansione e boom. “L’associazione dei rendimenti mensili delle azioni e dell’oro a queste fasi mostra che il metallo giallo ha registrato la sua performance media migliore durante le fasi di recessione”, afferma Shah. “Questo suggerisce che le caratteristiche difensive dell’oro siano state particolarmente preziose durante le fasi di debolezza ciclica più pronunciata, sebbene le medie storiche non garantiscano protezione in ogni flessione”.

Nuovi acquirenti istituzionali ampliano la domanda

Tre sviluppi meritano particolare attenzione secondo l’analista: l’apertura degli investimenti in oro a determinate compagnie assicurative cinesi, la possibilità per i fondi pensione indiani di investire in ETF su oro e argento e l’espansione delle riserve auree di Tether, l’emittente della stablecoin USDT. “Secondo la nostra interpretazione, le allocazioni iniziali da parte degli investitori che avevano appena ottenuto la possibilità di investire in oro potrebbero aver contribuito alla precedente impennata della domanda”, spiega Shah. “Acquisti più moderati continuerebbero a sostenere la domanda, ma non genererebbero lo stesso impatto iniziale sui prezzi”.

Banche centrali e il rischio di dominanza fiscale

La domanda delle banche centrali continua a rappresentare un’altra importante fonte di sostegno, con acquisti aumentati notevolmente a partire dal 2022. Tuttavia, la limitata trasparenza rende difficile integrare questa domanda nel modello in modo affidabile. “Le stime più recenti mostrano una forte ripresa degli acquisti netti nel secondo trimestre del 2026, dopo un primo trimestre molto più debole, i cui dati sono stati rivisti”, precisa Shah. “L’entità di tali revisioni rafforza la necessità di adottare un approccio prudente nel trarre conclusioni dai dati di un singolo trimestre”. L’esperto sottolinea anche il ruolo difensivo dell’oro, che non esclude la possibilità di vendite quando la necessità di liquidità è urgente, come nel caso della Turchia.

Le previsioni: 4.800 dollari l’oncia entro il terzo trimestre 2027

Passando alle prospettive, le previsioni economiche di consenso indicano una graduale attenuazione delle pressioni macroeconomiche che hanno penalizzato l’oro. “Il dollaro statunitense dovrebbe deprezzarsi e i rendimenti nominali dei titoli di Stato USA dovrebbero scendere”, afferma Shah. “Anche l’inflazione dovrebbe moderarsi, coerentemente con una politica monetaria più restrittiva e una progressiva attenuazione delle perturbazioni delle forniture energetiche legate al Medio Oriente”. Sulla base dei modelli previsionali interni di WisdomTree, l’analista indica un prezzo dell’oro di circa 4.800 dollari l’oncia entro il terzo trimestre del 2027. “Il principale rischio a breve termine è che i rendimenti e il dollaro rimangano elevati più a lungo del previsto”, conclude Shah. “Tuttavia, le persistenti preoccupazioni riguardo alla sostenibilità del debito potrebbero anche rafforzare la domanda di oro, soprattutto qualora la fiducia negli asset sovrani si indebolisse”.