Goldman Sachs Asset Management ha pubblicato il suo Investment Outlook 2026, dal titolo “Seeking Catalysts Amid Complexity”, un’analisi che fotografa uno scenario finanziario attraversato da forze contrastanti: innovazione alimentata dall’intelligenza artificiale, politiche monetarie divergenti, rischi fiscali, mutamenti geopolitici e una riorganizzazione del commercio globale. In questo contesto, la società individua nuove fonti di rendimento sia nei mercati pubblici sia in quelli privati, invitando gli investitori a un approccio “realmente diversificato e multi-asset”.
“Le trasformazioni macroeconomiche in corso creano opportunità tanto nei mercati pubblici quanto in quelli privati”, ha affermato Alexandra Wilson-Elizondo, Global Co-CIO of Multi Asset Solutions. “Serve una gestione attiva, una selezione granulare dei titoli e coperture efficaci per proteggere il capitale e intercettare nuove aree di crescita”.
Mercati pubblici: IA, geopolitica e banche centrali plasmano il 2026
Azioni USA: Magnificent 7 ancora protagoniste, ma cresce la dispersione
Negli Stati Uniti, i grandi colossi tecnologici continuano a dominare grazie alla solidità dei loro core business e agli investimenti massicci in IA. Gli hyperscaler — Amazon, Google, Meta, Microsoft e Oracle — dovrebbero mantenere forte il ritmo di spesa anche nel 2026. Tuttavia, Goldman osserva i primi segnali di una maggiore dispersione all’interno del gruppo.
“Monitoreremo attentamente la capacità delle aziende di sostenere i propri investimenti in IA”, spiega Sung Cho, Co-Head of Technology Investing. “Le applicazioni dell’intelligenza artificiale stanno crescendo rapidamente e questo apre spazi interessanti oltre i Magnifici 7”.
Anche le small cap potrebbero beneficiare del contesto, soprattutto nei settori difesa, tecnologia, consumer e healthcare, ma la loro volatilità richiederà una gestione attiva particolarmente rigorosa.
Europa: investimenti in capex e reindustrializzazione come fattori di spinta
Il Vecchio Continente potrebbe vedere un aumento degli investimenti, favorito da maggiore flessibilità fiscale e iniziative di reindustrializzazione. Difesa, energia e finanza restano i comparti meglio posizionati.
Le strategie quantitative, secondo Goldman, potrebbero aiutare gli investitori ad affrontare la frammentazione e le inefficienze tipiche del mercato europeo.
Giappone: vento in poppa da politica monetaria stabile e megatrend globali
Si rafforza l’ottimismo sulle azioni nipponiche, sostenute da un mix di inflazione moderata, politica monetaria stabile, crescita degli utili e riforme corporate. IA e semiconduttori restano tra i motori principali.
Mercati emergenti: valutazioni attraenti
Goldman segnala che i mercati emergenti scambiano con uno sconto del 40% rispetto agli Stati Uniti in termini di P/E forward: un gap destinato a ridursi grazie a prospettive di utili solide e condizioni macro favorevoli.
Reddito fisso: tra divergenza delle banche centrali e timori sul ciclo del credito
Gli investitori nel reddito fisso dovranno confrontarsi con segnali macro contrastanti: possibili tagli della Fed nel 2026, stabilità della BCE nel breve termine, un ritorno alle riduzioni dei tassi da parte della Bank of England e un probabile rialzo da parte della Bank of Japan. “L’equilibrio dei rischi sta cambiando e richiede un approccio sempre più dinamico”, osserva Kay Haigh, Co-CIO del comparto Fixed Income.
Tra le opportunità citate figurano i titoli cartolarizzati, le tranche AAA dei CLO, l’high yield e i bond BBB, mentre cresce l’attenzione verso un possibile turning point del ciclo del credito — specialmente in presenza di incertezze politiche o fiscali.
Mercati privati: più dispersione, più deal, più selettività
Private equity: dealmaking in accelerazione
Con un miglioramento delle condizioni dei mercati dei capitali e costi di finanziamento più bassi, Goldman prevede un incremento delle operazioni e una maggiore dispersione nei rendimenti dei gestori. “La creazione di valore sarà fondamentale”, commenta Michael Bruun, global co-Head of Private Equity. “Le società più solide attireranno acquirenti sia strategici sia pubblici”.
I mercati secondari, inclusi i continuation vehicle, continueranno a svolgere un ruolo chiave nel fornire liquidità.
Venture capital e growth equity: più opportunità grazie alla dry powder
La disponibilità di capitale potrebbe permettere agli investitori di entrare in aziende di alta qualità che fino a poco tempo fa presentavano valutazioni proibitive. Le società restano private più a lungo, aumentando la domanda di round su scala growth.
Private credit: rendimenti elevati e domanda in crescita
Con la ripresa delle M&A, il private credit potrebbe vivere una nuova fase di espansione, soprattutto nel segmento investment grade e nei finanziamenti asset-backed. I rendimenti restano più alti rispetto ai mercati pubblici, con tassi di insolvenza storicamente inferiori.
Real estate: possibili segnali di ripartenza
La combinazione tra attesi tagli dei tassi e volumi di transazioni in ripresa potrebbe rilanciare il settore immobiliare, sebbene la dispersione tra aree e asset rimanga elevata.
Infrastrutture: IA, energia e digitalizzazione guidano la crescita
Dal mid-market alla transizione energetica, l’infrastruttura globale offre nuove opportunità, in particolare nei servizi essenziali legati a economia circolare, riciclo e gestione dell’acqua.
Il Goldman Sachs Investment Outlook 2026 tratteggia quindi un anno caratterizzato da incertezza, ma ricco di potenziali catalizzatori. In un mondo ridefinito dall’intelligenza artificiale e da nuovi equilibri geopolitici, la parola d’ordine per gli investitori diventa flessibilità: cross-asset, diversificazione globale, gestione attiva e attenzione rigorosa ai rischi di coda.
