Asset allocation: la view di Pictet Am in questa fase

Mentre un anno complesso volge al termine, un cauto ottimismo prevale sui mercati finanziari. Le condizioni di liquidità restano ampiamente favorevoli, il quadro macroeconomico evidenzia segnali di stabilizzazione e la crescita degli utili societari rimane stabile. A questo mix si aggiunge la stagionalità positiva tipica dell’ultimo trimestre, offrendo elementi sufficienti per mantenere una posizione di sovrappeso sulle azioni globali nelle ultime settimane del 2025.

Tuttavia, avvertono gli esperti della Strategy Unit di Pictet AM, “i premi offerti dagli asset rischiosi sono insolitamente bassi rispetto ai titoli sicuri e le valutazioni sono elevate, il che limita i margini di protezione delle azioni in caso di eventuali shock”.

Proprio per questo, l’ottimismo è selettivo. “Pur confermando la nostra posizione di sovrappeso sull’azionario, i mercati emergenti presentano un profilo più interessante rispetto ai titoli statunitensi”, sottolineano gli analisti. Una revisione strategica che ha coinvolto anche i Treasury USA, declassati da “neutrali” a “sottopeso”, poiché i loro rendimenti appaiono scesi eccessivamente.

Il quadro macro: crescita migliore del previsto e liquidità abbondante

I dati recenti supportano questa visione. Gli indicatori del ciclo economico di Pictet mostrano un miglioramento delle condizioni nel corso dell’ultimo mese, con performance di USA, Regno Unito e Svizzera superiori alle attese. Le previsioni di crescita per il PIL statunitense sono state riviste al rialzo, portate all’1,8% per il 2025 e all’1,5% per il 2026.

A livello globale, le condizioni di liquidità sono un forte pilastro del mercato: “attualmente l’83% delle banche centrali mondiali è in una fase di allentamento monetario”, ricordano gli esperti. Il settore privato contribuisce con una robusta spesa delle aziende per l’IA e una ripresa dei prestiti bancari.

Tassi: Pictet più restrittivo del mercato. Attenzione alla Fed

Uno dei punti chiave dell’analisi è il disallineamento tra le attese del mercato sui tassi d’interesse e la visione di Pictet AM. Per quanto riguarda la Fed, “i mercati hanno sovrastimato l’entità dei tagli”, affermano gli esperti. “Prevediamo solo un ulteriore taglio dei tassi di un quarto di punto da parte della Fed”, un scenario molto più restrittivo rispetto ai circa 80 punti base di tagli scontati dagli investitori.

Pur riconoscendo le preoccupazioni per una possibile minaccia all’indipendenza della Fed sotto la presidenza Trump, gli analisti di Pictet non ritengono questo uno scenario probabile nel breve termine.

Anche sulla Cina il team è cauto: “Non pare ci sia grande urgenza di tagli aggressivi dei tassi”. Il Giappone, al contrario, rimane una delle poche grandi economie in fase di stretta, con un rialzo dei tassi atteso dalla Bank of Japan nei prossimi mesi.

Azionario: sì, ma con selezione. Emergenti in primo piano

La scelta di sovrappesare i mercati emergenti non è casuale. Le valutazioni sono il fattore critico: “Il rapporto prezzo/vendite delle azioni statunitensi è pari a 3,5 volte, superiore al picco della bolla delle dot-com”, avvertono gli analisti. “Il premio al rischio dell’azionario statunitense, oggi vicino al 3%, risulta estremamente compresso”.

I mercati emergenti, al contrario, “vantano valutazioni interessanti, fondamentali solidi e dinamiche favorevoli di prezzi e utili”. Quest’anno, in valuta locale, i Paesi emergenti asiatici hanno guadagnato circa il 32% e l’America Latina il 30%, performance quasi doppia rispetto a Wall Street.

A livello settoriale, Pictet mantiene il sovrappeso sui servizi tecnologici e di comunicazione, principali beneficiari del boom dell’IA, e sul settore finanziario, grazie a valutazioni interessanti e un ambiente operativo favorevole.

Reddito fisso: via dai Treasury, spazio a Europa e Emergenti

La mossa di abbassare a “sottopeso” i Treasury USA è motivata da diverse ragioni. Oltre alle aspettative eccessive sui tagli della Fed, “i Treasury appaiono costosi rispetto ai recenti trend di crescita nominale”. L’attuale rendimento del 4% per i titoli a 10 anni è ben inferiore al tasso di crescita nominale dell’economia USA, che si avvicina al 5%.

In questo contesto, Pictet continua a sovrappesare le obbligazioni high yield dell’eurozona e il debito in valuta locale dei mercati emergenti (Cina esclusa). “I fondamentali economici delle economie in via di sviluppo rimangono favorevoli: la crescita è resiliente, l’inflazione in calo e la debolezza del dollaro un vento a favore”.

In conclusione, gli esperti di Pictet AM delineano un finale del 2025 con opportunità, ma richiedono una asset allocation oculata. La fiducia è riposta nelle azioni globali, con una netta preferenza per i mercati emergenti e una crescente diffidenza verso i titoli di Stato USA e le valutazioni ormai esuberanti di Wall Street. La prudenza, in un contesto di premi per il rischio così compressi, rimane d’obbligo.