El Niño e materie prime: una diversificazione strutturale batte le scommesse tattiche

Gli episodi di El Niño colpiscono tipicamente in modo più marcato i mercati agricoli. I prodotti agricoli più esposti sono le cosiddette soft commodities, come caffè, cacao e zucchero, oltre ai cereali. Tuttavia, l’impatto si estende ben oltre l’agricoltura, come fa di seguito notare George Cotton, portfolio manager del fondo JSS Transition Enhanced Commodities di J. Safra Sarasin.

Il rischio di inondazioni in Cile e Perù può compromettere l’estrazione e il trasporto del rame. I cambiamenti nei modelli meteorologici possono inoltre influire sulla produzione di energia idroelettrica e, più in generale, sulla domanda di energia.

La lezione per gli investitori

Per chi investe, la conclusione è netta. “Per gli investitori, la lezione è chiara: mantenere un’esposizione diversificata all’intero comparto delle materie prime, per trarre vantaggio dalle eventuali perturbazioni ovunque si verifichino“, afferma Cotton. La diversificazione, dunque, non è un optional ma il cuore della strategia.

Un’allocazione permanente, non una scommessa sul timing

Il principale aggiustamento di approccio, secondo il gestore di J. Safra Sarasin, riguarda il modo stesso di concepire l’esposizione alle materie prime. “A nostro avviso, il principale aggiustamento consiste nel considerare l’esposizione diversificata alle materie prime come un’allocazione permanente, anziché cercare di individuare il momento di ingresso in relazione a uno specifico evento”, sostiene Cotton. Questo approccio, aggiunge, “consente agli investitori di posizionarsi in anticipo rispetto agli shock dal lato dell’offerta”.

I tempi lunghi del ciclo

Uno dei motivi per cui la pazienza strutturale paga è che gli effetti del ciclo in corso si manifesteranno con gradualità. “Molte delle conseguenze dell’attuale ciclo diventeranno visibili soltanto il prossimo anno“, avverte Cotton. Da qui la sua convinzione: “Ciò rende un’esposizione strutturale alle materie prime più preziosa di una reazione tattica nell’immediato”.

Il rischio della concentrazione

Il pericolo principale, per gli investitori, è quello di una diversificazione insufficiente. “Il rischio maggiore di sbagliare è una diversificazione insufficiente”, mette in guardia il portfolio manager. “Inseguire una o due storie concentra il rischio idiosincratico in un singolo mercato”, spiega Cotton, e “inoltre, fa perdere il beneficio della diversificazione, che è proprio il motivo per cui, in primo luogo, si detengono materie prime”.