Il quarto trimestre si apre con un quadro macroeconomico che, secondo Dws, continua a offrire spunti interessanti per gli investitori azionari, nonostante la persistente pressione dei rendimenti obbligazionari. Vincenzo Vedda, CIO, e Sabrina Reeh, senior portfolio manager, di Dws, spiegano che l’ottimismo si fonda su due pilastri: la solidità attesa degli utili societari e una crescita economica robusta.
Vedda e Reeh sottolineano in particolare come un dato significativo: per la prima volta in cinque anni, le stime sugli utili a 12 mesi sono state riviste al rialzo per ogni settore dell’indice Msci World. “Restiamo positivi sulle azioni nel quarto trimestre”, affermano, precisando però che il margine di delusione è elevato. Ma se il momentum degli utili dovesse deludere le attese, i mercati azionari potrebbero subire pressioni, avvertono gli esperti di Dws.
I rischi individuati sono tre. Il primo è rappresentato dagli alti rendimenti obbligazionari, che aumentano la pressione valutativa su molti segmenti di mercato. Negli Stati Uniti, i rendimenti dei Treasury decennali hanno superato il 5%, un livello storicamente considerato critico per la performance positiva delle azioni. Il secondo rischio, ormai familiare, è la concentrazione dei guadagni nel settore tecnologico: circa il 50% della crescita attesa degli utili dell’S&P 500 per il terzo trimestre del 2026 dovrebbe derivare dagli investimenti in infrastrutture di intelligenza artificiale. Il terzo rischio è un possibile rallentamento della spesa dei consumatori in un contesto di prezzi energetici elevati. “Finché il conflitto tra Stati Uniti e Iran non sarà risolto, è improbabile che si arrivi a un allentamento delle tensioni”, avvertono Vedda e Reeh.
Economia e inflazione, le sorprese positive e i nodi irrisolti
Sul fronte macroeconomico, il report evidenzia alcune sorprese positive. La crescita del prodotto interno lordo statunitense del secondo trimestre è stata rivista al rialzo dall’1,5% al 2,2%, con una spesa dei consumatori più resiliente del previsto. In Germania, l’indice Ifo di settembre, indicatore mensile del sentiment economico, mostra condizioni migliori di quanto suggerisca la narrativa pubblica, con un miglioramento particolarmente marcato nel settore manifatturiero.
L’inflazione, tuttavia, rimane ben al di sopra degli obiettivi delle banche centrali. Negli Stati Uniti il tasso annualizzato è al 3,4%, anche se le pressioni sui prezzi sembrano essersi attenuate di recente. In Germania, i prezzi energetici hanno spinto l’inflazione al 3,3% a settembre, dal 2,9% di agosto.
Quanto alle banche centrali, secondo Dws la Fed probabilmente manterrà un atteggiamento cauto, mentre nell’Eurozona il forte aumento dei rendimenti obbligazionari, che già stringe le condizioni di finanziamento, rende improbabile un rialzo dei tassi a ottobre.
Il rischio di un ulteriore aumento dei rendimenti dei titoli di Stato è concreto. Un rialzo potrebbe mettere sotto pressione le valutazioni azionarie, finora resilienti. La Francia rappresenta un caso particolare, con spread sui titoli sovrani ai massimi e un consolidamento fiscale che appare sempre più lontano.
Azioni tedesche: opportunità sottovalutate dall’intelligenza artificiale fisica
Dws, vede motivi di ottimismo nonostante il Dax sia stato quest’anno un ritardatario a livello internazionale. “A nostro avviso, il miglioramento degli indicatori economici leading della Germania è più di una breve ripresa del sentiment. Dopo diversi anni di debolezza economica, stiamo vedendo i primi segnali di stabilizzazione”, affermano Vedda e Reeh puntando sulle opportunità create dai grandi programmi di investimento pubblico, la cui piena portata deve ancora dispiegarsi sull’economia. “Questo suggerisce che siamo più vicini all’inizio che alla fine di questo ciclo di investimenti”, vedendo quindi opportunità interessanti nel mercato azionario tedesco per generare rendimenti superiori al mercato attraverso scelte selettive. Per il Dax nel suo complesso, tuttavia, resta decisivo il ciclo economico e di investimento globale.
Reeh sottolinea come gli utili delle aziende del Dax siano recentemente andati molto meglio di quanto suggerisse il sentiment negativo. Il mercato azionario tedesco, inoltre, è molto più diversificato di dieci anni fa. “Infrastrutture, elettrificazione, software, automazione e tecnologia industriale sono diventati considerevolmente più importanti”, spiega la portfolio manager, secondo cui il Dax è molto più esposto alla tecnologia e ai cicli di investimento di quanto molti investitori possano supporre.
Un potenziale enorme, secondo Reeh, arriva poi dall’intelligenza artificiale fisica. Mentre molti investitori associano l’IA principalmente ai data center o ai grandi modelli linguistici, l’IA fisica riguarda software, sensori, robotica e macchinari che svolgono compiti nel mondo reale. “La Germania ospita molte aziende leader nell’automazione, nel software industriale, nella tecnologia dei sensori, nei sistemi di azionamento e nelle attrezzature industriali e ha una delle più alte densità di robot al mondo”. Questo rende il Paese non solo un fornitore importante ma anche un naturale adottatore di queste tecnologie. “La combinazione di forza industriale, carenza di manodopera e un alto grado di automazione potrebbe rendere la Germania uno dei principali beneficiari dell’IA fisica”, conclude Reeh, ricordando però che per una buona performance delle azioni tedesche è necessario che anche l’economia globale faccia la sua parte, dato che ha un’influenza maggiore di quella domestica.
Le altre aree geografiche e le preferenze di Dws
Sul fronte statunitense, Dws mantiene una view positiva: i prezzi delle azioni dovrebbero restare supportati da una forte crescita degli utili, dagli investimenti guidati dall’IA e da solidi dati sulla produzione. Tra i fattori di rischio figurano la persistente pressione inflazionistica, una spesa dei consumatori più debole e l’esaurirsi degli stimoli fiscali.
In Europa, i dati economici sono recentemente migliorati, ma resta da vedere se il quadro più luminoso porterà a flussi di capitale sostenuti e a una domanda più forte da parte degli investitori. Le preferenze attuali di Dws vanno alle small e mid cap europee, che dovrebbero beneficiare della ripresa del settore industriale e trattano a valutazioni contenute.
Il Giappone mantiene una view positiva. Le condizioni operative delle imprese sono ai massimi dagli anni Novanta e l’economia continua a beneficiare di un robusto ciclo di investimenti guidato dall’intelligenza artificiale. Un yen più forte, prezzi energetici più alti o un rallentamento degli investimenti globali in IA potrebbero però pesare sulla performance.
Obbligazioni, valute e oro
Sul fronte obbligazionario, dopo il recente aumento dei rendimenti, i Treasury statunitensi tornano a essere considerati più attraenti. Secondo Dws, il mercato sconta un irrigidimento monetario della Fed superiore a quanto suggerisca il quadro economico, mentre una crescita più debole e un’allentamento delle pressioni inflazionistiche potrebbero sostenere i prezzi. I Bund tedeschi sono visti come un rifugio sicuro, con rendimenti totali possibili del 6,7% su un orizzonte di 12 mesi. Le obbligazioni investment grade europee offrono opportunità interessanti grazie alla bassa volatilità dei prezzi, a fondamentali solidi e a un’offerta nuova gestibile. Anche i titoli high yield europei appaiono più attraenti dopo la correzione di settembre, che ha ampliato gli spread di circa 50 punti base.
Sul valutario, l’indebolimento recente dell’euro contro il dollaro è considerato probabilmente temporaneo. Nel lungo termine, Dws si aspetta un rafforzamento della moneta unica, anche grazie al restringimento del differenziale dei rendimenti. Quanto all’oro, i maggiori rendimenti dei Treasury hanno recentemente pesato sui prezzi. Nel breve termine, il metallo giallo potrebbe ritestare la soglia dei 4.000 dollari per oncia troy, ma nel lungo periodo Dws vede un sostanziale potenziale di rialzo, sostenuto in parte da una domanda più forte da parte delle banche centrali.
