L’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato dei mercati sviluppati ha caratterizzato il mese di settembre, spinto dalle preoccupazioni per il disavanzo pubblico, dalla crescente competizione per i capitali e dalla solidità dell’economia statunitense. A complicare il quadro si è aggiunta la riacutizzazione della guerra in Iran, con il petrolio in salita che ha alimentato i timori di un’inflazione persistente. Questo scenario ha spinto le banche centrali di Giappone, Eurozona e Stati Uniti ad alzare i tassi di interesse a breve termine, come ricostruisce Franz Weis, CIO, analista, portfolio manager e managing director delle strategie azionarie europee di Comgest.
Prospettive di crescita rafforzate per l’azionario europeo
Nonostante il contesto macroeconomico complesso, per l’azionario europeo le prospettive di crescita sono ulteriormente migliorate nel trimestre. “Le attese di crescita degli utili per azione (EPS) dell’MSCI Europe per il 2026 sono ora al 19%”, sottolinea Weis. Questa roccaforte di crescita, trainata soprattutto dagli investimenti in infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dal petrolio caro, ha permesso alle azioni europee di tenere nonostante il forte rialzo dei rendimenti. Con l’aumento dei rendimenti obbligazionari a lungo termine, le valutazioni sono prevedibilmente scese, ma celando realtà diverse all’interno dei singoli comparti.
La biforcazione nel comparto tecnologico si è riassorbita
Il quadro settoriale mostra dinamiche contrapposte. “Le società di software-as-a-service (SaaS) hanno recuperato con forza da valutazioni depresse, mentre i beneficiari delle spese in conto capitale (capex) per l’IA hanno ceduto terreno con la riduzione di un posizionamento estremo”, spiega l’analista di Comgest. I titoli di qualità difensivi a lunga duration hanno subito una contrazione dei multipli, mentre i titoli ciclici momentum come banche ed energia hanno visto un rialzo dei multipli di valutazione grazie a una curva dei rendimenti favorevole e al rincaro del petrolio. Nel complesso, il contesto è rimasto favorevole ai ciclici value: l’MSCI Europe Value è salito dell’1,5%, mentre sono scesi l’MSCI Europe Quality del 2,8% e l’MSCI Europe Growth del 3,4% (rendimenti netti in Euro).
I protagonisti del trimestre
Tra le società che si sono messe in evidenza, Weis cita in particolare SAP, che “è balzata grazie al +26% annuo del portafoglio ordini cloud corrente, senza segni di rallentamento”. Il management ha inoltre riferito riscontri positivi su Business Data Cloud, la nuova offerta per l’impresa autonoma, e sulla roadmap degli strumenti agentici. Bene anche Kingspan, che “si è distinta battendo le attese nel primo semestre 2026 con forti revisioni al rialzo delle stime per l’esercizio 2026 grazie a ordini robusti, soprattutto nella divisione Advnsys, dedicata ai data center”. Il titolo ha reagito positivamente anche all’acquisizione di BMC Manufacturing Group. Sartorius Stedim è salita con forza: i dati dei concorrenti nelle apparecchiature per il bioprocessing sono stati incoraggianti e la società ha confermato la svolta in questo business, con i finanziamenti al biotech in miglioramento e le terapie avanzate che mostrano i primi segni di ripresa.
IA o non IA, il dilemma del gestore orientato alla crescita di qualità
Quella tra IA e non IA è una delle domande decisive per un gestore orientato alla crescita di qualità. “L’accelerazione della crescita dell’anno è diversificata tra i settori, ma il contributo maggiore viene dalla domanda di infrastrutture per l’IA”, osserva Weis. Il rischio segnalato nel rapporto semestrale 2026, ossia che l’elevato posizionamento degli investitori sul capex per l’IA innescasse una rivalutazione dei titoli, si è concretizzato e le valutazioni sono ora interessanti. L’ottimismo sull’IA si fonda sulla piattaforma di ricerca globale, che indica la crescita e la redditività degli hyperscaler, il rapido aumento dei ricavi dei grandi modelli linguistici, il passaggio dal training al mercato dell’inferenza, strutturalmente più ampio, e una catena di fornitura che sostiene un ciclo più lungo, non più breve. “Tuttavia, il flusso di cassa disponibile degli hyperscaler è di recente diventato negativo (Microsoft esclusa), mentre emissioni obbligazionarie e impegni di leasing sono cresciuti molto: un aspetto da monitorare”, avverte il managing director di Comgest. A suo avviso, l’esposizione della crescita al capex per l’IA è elevata ma non eccessiva, e la diversificazione resta centrale, come mostra la componente sanitaria che offre una crescita difensiva decorrelata dall’IA, al pari delle numerose storie di crescita proprie e specifiche aggiunte.
Il contesto dei tassi non è più sotto controllo
Il trimestre ha mostrato come il contesto dei tassi non sia più sotto controllo, un rischio importante per le valutazioni azionarie, con premi per il rischio ai minimi storici. “A nostro avviso, la crescita resta il miglior antidoto alla pressione sulle valutazioni”, conclude Weis, ribadendo la filosofia di investimento che guida le scelte del team sulle strategie azionarie europee.
