Scauri (Lemanik): “Ciclo utili intatto, pronti a sfruttare le correzioni”

Nonostante la volatilità che continua a caratterizzare i mercati finanziari internazionali, resta ottimista la view di Andrea Scauri, gestore del fondo azionario Lemanik High Growth di Lemanik. “Manteniamo una visione positiva sui titoli azionari e approfitteremo delle correzioni legate ai tassi e al settore energetico per aumentare l’esposizione. Il ciclo degli utili rimane intatto, la crescita economica è resiliente e le valutazioni in Europa e in Italia rimangono ragionevoli”, spiega Scauri. “I principali rischi che continuiamo a monitorare sono una possibile delusione riguardo alla monetizzazione degli investimenti nell’intelligenza artificiale e il persistere delle tensioni energetiche legate al Medio Oriente”, aggiunge l’esperto. “La nostra previsione è che i tassi abbiano raggiunto il picco, con il rendimento a 10 anni in calo rispetto all’attuale livello del 5,2%”.

Il ruolo dei tassi e delle banche centrali

Secondo Scauri, il potenziale di rialzo del mercato azionario italiano dipende in larga misura dall’andamento dei tassi di interesse, in particolare dal rendimento dei titoli di Stato statunitensi a 10 anni, in seguito ai dati sull’inflazione e alle decisioni della Fed. “L’azione congiunta del Tesoro statunitense e della Fed dovrebbe portare a un calo rispetto a questo livello e, soprattutto, a un calo dei rendimenti sulle scadenze a più lungo termine. Riteniamo che questo scenario possa estendersi anche ai titoli di Stato italiani”, osserva il gestore di Lemanik. Se invece dovesse continuare la vendita massiccia di obbligazioni, i settori più comunemente considerati difensivi sarebbero i titoli industriali con un indebitamento molto basso o posizioni di cassa nette positive. Le banche e le compagnie assicurative, nonostante un effetto positivo a breve termine derivante dall’aumento dei margini di interesse netti, dovrebbero affrontare rischi legati all’impatto del deprezzamento dei titoli di Stato sui propri bilanci e a un possibile aumento dei crediti in sofferenza, con un conseguente maggiore costo del rischio.

Le scelte di portafoglio

In questo scenario, Andrea Scauri ritiene che i titoli farmaceutici siano interessanti e ha ridotto l’esposizione nel settore bancario. “Tendiamo a privilegiare i titoli a maggiore capitalizzazione e più liquidi e, in generale, quelli caratterizzati da una forte generazione di flussi di cassa, un basso indebitamento finanziario e modelli di business solidi”, precisa Scauri. Per quanto riguarda il settore petrolifero, conferma la preferenza per Saipem, che combina valutazioni ancora interessanti e ipotesi prudenti sulla fusione con Subsea7.

Le prospettive sui rendimenti

Il 16 settembre la Fed ha aumentato i tassi di interesse di 25 punti base e il mercato sconta un ulteriore rialzo di 32 punti base entro la fine dell’anno. “La nostra previsione è di al massimo un ulteriore rialzo entro la fine dell’anno”, afferma Scauri. L’andamento dei rendimenti riflette principalmente una crescita nominale statunitense ancora molto robusta, con il GDPNow della Fed di Atlanta che indica una crescita del PIL reale annualizzata del 3,5% nel terzo trimestre. Il rendimento dei titoli del Tesoro a 10 anni ha superato il 5%, sulla scia dell’aumento dei prezzi dell’energia, dell’indice ISM ai massimi degli ultimi quattro anni e della minore domanda registrata all’asta dei titoli del Tesoro a 5 anni. Il rendimento a 30 anni è vicino al 5,6%. In Europa, il 10 settembre la BCE ha aumentato i tassi al 2,5%. Il mercato sconta circa 32 punti base entro fine anno e quasi quattro rialzi entro la fine del 2027. Il Bund a 10 anni è salito al 3,56%, dal 3,32% di fine agosto. Lo spread BTP-Bund si è ampliato a circa 98 punti base dagli 83 precedenti, mentre lo spread rispetto alla Francia continua a essere favorevole all’Italia, con un differenziale di 20 punti base.

I rischi da monitorare

Ad avviso di Scauri, l’aumento dei rendimenti è determinato dalla crescita, non da una perdita di controllo sull’inflazione. Le aspettative di inflazione rimangono ancorate, con l’inflazione di pareggio a 10 anni negli Stati Uniti al 2,35%, le dinamiche salariali sono moderate e lo shock sembra prevalentemente di natura offerta, legato all’energia, senza evidenti effetti di secondo ordine sui salari. Tuttavia, il rischio principale da monitorare è il livello dei rendimenti a 30 anni negli Stati Uniti: un rendimento stabilmente superiore al 5,5% potrebbe spingere il costo del capitale degli hyperscaler al di sopra del rendimento atteso sugli investimenti, aumentando il rischio di un rallentamento degli investimenti in conto capitale e di revisioni al ribasso degli utili.

I temi preferiti

Tra i temi preferiti dal fondo Lemanik High Growth, Scauri segnala in primo luogo le energie rinnovabili. “Riteniamo che i titoli del settore delle infrastrutture, come Enel, offrano il miglior equilibrio tra opportunità di investimento, valutazioni e rischio normativo. Il settore delle energie rinnovabili, come Erg, potrebbe beneficiare di politiche europee più favorevoli, ma ciò richiede un rafforzamento del quadro normativo e degli incentivi a livello nazionale, che al momento risultano ancora incerti”, spiega Scauri. Stm e Technoprobe rimangono posizioni chiave, mentre è stato recentemente aggiunto Diasorin sulla scia delle notizie molto negative degli ultimi tempi, che hanno spinto il prezzo del titolo a livelli considerati un punto di ingresso molto interessante. Telecom e Poste rimangono una posizione chiave grazie al solido caso di investimento, sostenuto da un panorama competitivo più favorevole e da una governance molto più lineare con l’ingresso di Poste Italiane.

Selettività sul settore finanziario

Sul fronte finanziario, Andrea Scauri si dichiara molto selettivo, con una preferenza per BPER, Unipol e MPS. “Continuiamo a ritenere che i fondamentali rimangano solidi e prevediamo un’ampia conferma delle previsioni per l’esercizio durante la stagione dei bilanci del secondo trimestre 2026. Inoltre, i livelli di remunerazione tra i più elevati del mercato, con un rendimento medio dei dividendi per il 2026 previsto superiore al 7,5%, rappresentano un ulteriore fattore di sostegno”, conclude Scauri. Il fondo è stato inoltre riposizionato su Fincantieri e Leonardo sulla scia del recente de-rating dei titoli.