Healthcare: valutazioni interessanti e utili attesi in ripresa per Robeco

Negli ultimi tre anni, l’attenzione del mercato e i flussi di investimento si sono concentrati quasi esclusivamente sui temi legati all’intelligenza artificiale, lasciando in secondo piano il settore healthcare. Un paradosso, se si considera che si tratta di uno dei comparti più grandi e solidi in termini di crescita, il quarto nell’indice MSCI World.

Alyssa Cornuz, portfolio manager della strategia Robeco Healthy Living di Robeco, spiega che questo disinteresse è in parte giustificato: “Una combinazione di preoccupazioni relative alle riforme sui prezzi dei farmaci, alle pressioni sui rimborsi, ai tagli al numero di iscritti a Medicaid e alla più ampia incertezza politica negli Stati Uniti ha pesato sul sentiment degli investitori, portando a deflussi mentre questi ultimi si orientavano verso il tema dell’intelligenza artificiale”. Secondo Cornuz, tuttavia, questa dinamica sta iniziando a invertirsi grazie all’allentamento delle normative e delle pressioni politiche, come dimostrano il miglioramento dei fondamentali e il rialzo delle valutazioni. “Grazie a valutazioni interessanti e a una crescita degli utili destinata a riprendere slancio nel 2027, il settore sembra pronto per una ripresa duratura“, afferma.

L’intelligenza artificiale come motore di monetizzazione

Il settore dell’healthcare si sta affermando come uno dei casi più interessanti di monetizzazione dell’intelligenza artificiale sul mercato. Lungo tutta la catena del valore, l’IA sta accelerando la scoperta di nuovi farmaci, consentendo diagnosi più rapide e accurate, aumentando la produttività clinica e automatizzando i processi amministrativi. “Offre una combinazione rara di innovazione, generazione di ricavi ed efficienza dei costi”, sottolinea Cornuz. Alla fine del 2025, la FDA aveva approvato oltre 1.400 dispositivi medici basati sull’intelligenza artificiale e sul machine learning, con la radiologia in prima linea nell’adozione di queste tecnologie, grazie alla capacità dell’IA di ridurre i tempi degli esami e migliorare l’accuratezza diagnostica.

Ma ciò che è ancora più interessante, secondo la portfolio manager, è che “l’intelligenza artificiale sta rapidamente rivoluzionando l’economia dello sviluppo dei farmaci”. Le aziende farmaceutiche stanno integrando il machine learning in tutto il processo di ricerca e sviluppo per portare sul mercato un maggior numero di farmaci in tempi più rapidi e a costi inferiori. A livello di settore, gli investimenti nella scoperta di farmaci basata sull’IA continuano a crescere rapidamente, poiché le aziende biofarmaceutiche cercano di aumentare i rendimenti derivanti dall’innovazione.

“Il settore dell’healthcare offre agli investitori un approccio distintivo al tema dell’intelligenza artificiale, andando oltre la narrativa tech per concentrarsi sui benefici diretti derivanti dalla sua adozione nella vita reale”, osserva Cornuz. “Riteniamo quindi che il settore dell’healthcare rimanga una delle opportunità più interessanti e sottovalutate nella prossima fase di adozione dell’intelligenza artificiale”.

I fattori demografici come motore di crescita strutturale

Sebbene il miglioramento dei fondamentali, i rinnovati afflussi di capitale sul mercato e l’emergere di una produttività potenziata dall’intelligenza artificiale forniscano importanti venti favorevoli di natura ciclica al settore healthcare, la tesi di investimento più convincente resta di natura strutturale. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento dell’aspettativa di vita e la continua espansione della classe media globale stanno determinando un aumento sostenuto della domanda di prodotti e servizi sanitari. Questo cambiamento è già visibile nelle abitudini di spesa dei consumatori. Negli Stati Uniti, la quota della spesa sanitaria sul bilancio dei consumi personali è aumentata da appena il 5% negli anni ’50 a circa il 17% oggi, mentre la spesa per alimenti e bevande è scesa dal 21% al 7%.

“Parte di questo aumento può essere spiegato dal fatto che i consumatori destinano costantemente una quota maggiore della spesa incrementale alla salute e al benessere, man mano che i redditi aumentano e i bisogni primari vengono soddisfatti”, commenta Cornuz, “rendendo l’healthcare, probabilmente, uno dei beneficiari più evidenti della prosperità di lungo periodo”.

L’effetto dell’età e l’estensione della domanda

I dati demografici sono destinati a rafforzare questa tendenza nei prossimi decenni. Il ricorso ai servizi sanitari aumenta notevolmente con l’età e l’allungamento dell’aspettativa di vita sta facendo crescere costantemente la domanda di cure mediche, trattamenti e servizi sanitari. Sebbene gli americani di età superiore ai 65 anni rappresentino solo il 18% della popolazione, essi incidono per il 38% sulla spesa sanitaria totale e si recano dal medico in media sette volte all’anno, contro le sole due volte di chi ha meno di 45 anni.

L’effetto diventa ancora più marcato tra la popolazione di età superiore agli 85 anni, una fascia oggi relativamente piccola ma destinata a crescere rapidamente nei prossimi decenni. La domanda si sta inoltre estendendo oltre alle fasce di popolazione più anziane. I confini tra healthcare e beni di consumo stanno diventando sempre più sfumati, man mano che l’assistenza sanitaria diventa più personalizzata, preventiva e orientata alle esigenze dei consumatori.

“I pazienti, in particolare quelli appartenenti alle fasce di reddito più elevate, stanno assumendo un ruolo sempre più attivo nella gestione della propria salute, alimentando la domanda di soluzioni legate al benessere, alla diagnostica, al controllo del peso e alla longevità, con una spesa che va ben oltre l’assistenza medica tradizionale”, conclude Cornuz.