Gli investimenti tematici stanno entrando in una nuova fase, caratterizzata dalla presenza simultanea di più megatrend capaci di modificare profondamente interi settori dell’economia. Dall’intelligenza artificiale ai semiconduttori, dalle terre rare alla robotica, fino all’informatica quantistica e allo spazio, secondo WisdomTree il mercato offre oggi una gamma di temi molto più ampia rispetto al passato.
“Mentre nel 2018 l’intelligenza artificiale era ancora confinata soprattutto alle riviste scientifiche, oggi ci troviamo davanti a un numero crescente di tecnologie che potrebbero vivere il proprio momento ChatGPT“, osserva Mobeen Tahir, Director, Macroeconomics and Thematic Research di WisdomTree. “Siamo di fatto entrati nell’era degli investimenti tematici”.
Il fenomeno è evidente anche nei numeri. Dal 2018 la massa gestita dai prodotti tematici europei è passata da circa 83 a circa 422 miliardi di dollari, mentre la quota rappresentata dagli ETF è salita dall’8,2% al 27,9%, secondo i dati WisdomTree, Morningstar e Bloomberg al 30 giugno 2026.
Autonomia strategica al centro
Uno dei principali filoni individuati da WisdomTree è quello dell’autonomia strategica, che non riguarda più soltanto la difesa, ma coinvolge sempre più infrastrutture, materie prime strategiche e capacità tecnologica.
Un esempio significativo arriva dalle terre rare. Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha investito circa 400 milioni di dollari in azioni privilegiate di MP Materials, accompagnando l’operazione con un prestito da 150 milioni di dollari. La società è il principale produttore statunitense di terre rare e l’operazione potrebbe rendere il Pentagono il suo maggiore azionista.
Il tema assume particolare rilevanza considerando che la Cina continua a raffinare circa il 90% delle terre rare mondiali, anche se questa quota è attesa in diminuzione verso il 76% entro il 2030. “La domanda di metalli strategici non arriva più soltanto dall’energia”, sottolinea Tahir. “Le terre rare sono infatti fondamentali anche per tecnologie emergenti come i robot umanoidi, dove i magneti consentono alle mani robotiche di ottenere il livello di precisione necessario per afferrare gli oggetti”.
Secondo WisdomTree, la crescente competizione tra governi per assicurarsi l’accesso alle risorse potrebbe quindi sostenere a lungo il settore dei metalli strategici.
Infrastrutture, la nuova frontiera europea
L’autonomia strategica europea si sta progressivamente allargando anche alle infrastrutture. L’Europa avrebbe bisogno di circa 12.000 miliardi di euro di investimenti infrastrutturali entro il 2040, a fronte di un deficit che, mantenendo gli attuali ritmi, potrebbe arrivare a 5.700 miliardi.
A questo si aggiunge la necessità di ridurre la dipendenza tecnologica dall’estero, soprattutto nel campo dell’intelligenza artificiale. Alla fine del 2025 l’Europa disponeva infatti di appena 8 gigawatt di capacità nei data center, contro i 48 degli Stati Uniti e i 27 della Cina. La proposta di Cloud and AI Development Act punta a triplicare la capacità europea nell’arco dei prossimi cinque-sette anni.
“Le infrastrutture rappresentano già quasi un terzo dei costi di un data center dedicato all’intelligenza artificiale”, spiega Tahir. “Per questo motivo saranno un elemento fondamentale nel processo di costruzione dell’autonomia strategica europea”.
L’intelligenza artificiale entra nella fase dei ritorni economici
Il secondo grande filone è quello del prossimo capitolo dell’intelligenza artificiale. Dopo la fase iniziale dominata dalla ricerca e dalla costruzione delle infrastrutture, stanno emergendo segnali più concreti sulla capacità dell’IA di generare ricavi e profitti.
Il caso di Anthropic è particolarmente significativo: il fatturato annualizzato della società è passato dai 9 miliardi di dollari di fine 2025 a 60 miliardi a luglio 2026, con una proiezione verso oltre 1 miliardo di dollari di utile operativo in un singolo trimestre.
Parallelamente, Alphabet, Meta e Amazon Web Services dovrebbero destinare nel solo 2026 oltre 500 miliardi di dollari agli investimenti in conto capitale, contribuendo a incrementare la capacità globale dei data center di circa 30 gigawatt tra il 2026 e il 2027.
“Per anni ci siamo chiesti se gli enormi investimenti nell’IA avrebbero prodotto ritorni commerciali sufficienti”, afferma Tahir. “I dati più recenti iniziano a suggerire che questi ritorni stanno finalmente emergendo, sostenendo la possibilità che gli hyperscaler continuino ad aumentare gli investimenti”.
Il nodo dei semiconduttori
La crescita dell’IA porta però con sé un’altra area strategica: i semiconduttori. La capacità produttiva dei chip rischia infatti di non riuscire a tenere il passo con la domanda generata dall’espansione dell’intelligenza artificiale.
Produttori come Samsung e SK Hynix stanno aumentando gli investimenti per creare nuova capacità. “L’offerta di chip fatica ormai a tenere il passo con la domanda legata all’IA”, sottolinea Tahir, secondo cui i segnali di miglioramento dei ritorni economici dell’intelligenza artificiale potrebbero sostenere anche nei prossimi anni gli investimenti degli hyperscaler.
Robot umanoidi, dall’esperimento alla produzione industriale
All’interno del megatrend dell’IA emerge inoltre quello della cosiddetta IA fisica, in particolare attraverso la robotica umanoide.
Un episodio citato da WisdomTree riguarda Figure AI. Nel maggio 2026 tre suoi robot umanoidi sono entrati in un magazzino per un test inizialmente previsto della durata di otto ore. I robot hanno però continuato a lavorare e, in 24 ore consecutive, hanno smistato oltre 28.000 pacchi senza assistenza umana.
Anche la tecnologia delle mani robotiche sta facendo progressi: il modello NEO di 1X dispone di 25 gradi di libertà completamente attuati, un livello vicino ai circa 27 della mano umana.
La crescita del settore appare particolarmente rapida in Cina. Goldman Sachs prevede che le spedizioni complessive di robot umanoidi supereranno le 50.000 unità nel 2026, mentre il robot U1 di UBTech ha raccolto oltre 13.000 ordini già nel primo giorno dal lancio.
“I robot umanoidi non sono più confinati alla fantascienza”, osserva Tahir. “Sono qui, si stanno diffondendo e stanno creando nuove opportunità di investimento”.
Informatica quantistica, la corsa è iniziata
Il terzo filone individuato da WisdomTree riguarda le tecnologie all’avanguardia, a partire dall’informatica quantistica.
Il 22 giugno 2026 il presidente statunitense Donald Trump ha firmato due decreti presidenziali dedicati al settore, mentre il Dipartimento del Commercio aveva annunciato pochi giorni prima un finanziamento da 2 miliardi di dollari nell’ambito del CHIPS Act e partecipazioni azionarie in nove società.
La competizione tecnologica coinvolge aziende come IBM, IonQ, Quantinuum, Infleqtion e PsiQuantum, con obiettivi che vanno dalla realizzazione di sistemi fault-tolerant fino allo sviluppo di computer quantistici capaci di operare con centinaia o migliaia di qubit logici.
“Il potenziale trasformativo dell’informatica quantistica è enorme e per questo il settore sta attirando finanziamenti significativi”, spiega Tahir. “Per gli investitori, tuttavia, il modo migliore di affrontare questo tema è considerarlo come un ecosistema, invece di puntare tutto su un’unica società”.
Lo spazio diventa un tema di investimento
Tra le tecnologie di frontiera c’è infine lo spazio. Un passaggio importante è arrivato con la quotazione di SpaceX al Nasdaq il 12 giugno 2026, a un prezzo iniziale di 161 dollari per azione, dopo una raccolta di 75 miliardi di dollari, la più grande IPO della storia secondo i dati riportati nel documento.
La società ha raggiunto una capitalizzazione superiore ai 2.000 miliardi di dollari. Nel frattempo, la tecnologia dei lanciatori riutilizzabili ha contribuito a ridurre drasticamente i costi per raggiungere l’orbita terrestre bassa: il Falcon 9 ha portato il costo da oltre 50.000 dollari al chilogrammo dell’era dello Shuttle a meno di 3.000 dollari.
Anche altri operatori stanno facendo progressi, mentre Starship punta a ridurre ulteriormente il costo al di sotto dei 200 dollari al chilogrammo.
“L’opportunità nello spazio non deve essere necessariamente ricercata nel singolo razzo”, sottolinea Tahir. “La prospettiva più interessante è quella di guardare agli strumenti e alle infrastrutture indispensabili per costruire una vera economia orbitale”.
Sei temi, una nuova fase per gli investimenti
Secondo WisdomTree, il quadro che emerge è quello di un mercato tematico molto più articolato rispetto al passato. I sei temi individuati sono organizzati in tre grandi filoni: autonomia strategica, prossimo capitolo dell’intelligenza artificiale e tecnologie all’avanguardia.
“Questa fase è diversa perché non esiste un’unica tesi dominante”, conclude Tahir. “Sono numerosi i temi che competono contemporaneamente per la leadership, ciascuno sostenuto da catalizzatori differenti. È proprio questo che ci porta a ritenere che siamo entrati nell’era degli investimenti tematici”.
Tra i temi che potrebbero emergere nei prossimi anni WisdomTree cita inoltre nucleare, energie rinnovabili, sistemi di accumulo a batteria, cybersecurity e difesa, tutti potenzialmente in grado di vivere un proprio “momento ChatGPT”.
L’assetto offre quindi nuove opportunità, ma anche rischi elevati. Gli investimenti tematici possono essere più concentrati rispetto alle esposizioni di mercato tradizionali e quindi maggiormente volatili. Le tecnologie emergenti sono inoltre esposte a incertezze tecnologiche, commerciali e normative, mentre valutazioni elevate possono rendere le società interessate particolarmente sensibili ai cambiamenti nelle aspettative di crescita, nei tassi d’interesse e nel sentiment degli investitori.
