Schroders, asset allocation: azionario e commodity ancora favorite, ma aumentano i rischi

Il quadro macroeconomico internazionale continua a offrire un sostegno all’azionario, ma il contesto di mercato si sta facendo progressivamente più complesso. È questa, in sintesi, la lettura di Ugo Montrucchio, Chief Investment Officer, Multi-Asset di Schroders, secondo cui la combinazione tra crescita economica ancora solida, basso rischio di recessione negli Stati Uniti e buon andamento degli utili societari continua a giustificare un posizionamento pro-ciclico sulle azioni.

La convinzione positiva sull’azionario, tuttavia, è oggi accompagnata da una maggiore attenzione ai rischi. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, la riduzione delle riserve strategiche di petrolio, l’evoluzione dell’inflazione e le difficoltà della Federal Reserve nel calibrare la politica monetaria sono infatti fattori che, secondo Montrucchio, stanno diventando più correlati tra loro.

Azionario ancora al centro della strategia

“Il quadro di crescita economica si conferma favorevole: riteniamo basso il rischio di una recessione negli Stati Uniti e il momentum degli utili societari continua a sostenere la nostra view positiva sull’azionario”, sottolinea Montrucchio.

Gli Stati Uniti rimangono quindi tra le aree preferite, anche se la valutazione del mercato americano richiede maggiore cautela rispetto al passato. Il rischio, in particolare, è rappresentato dalle aspettative già elevate sugli utili e dall’elevata concentrazione del mercato nel comparto tecnologico.

All’interno dell’azionario statunitense Schroders mantiene comunque una view positiva sul Nasdaq. Più prudente è invece l’atteggiamento nei confronti del settore tecnologico asiatico, dopo la performance particolarmente brillante registrata recentemente.

Anche l’Europa, escluso il Regno Unito, conserva un giudizio positivo. A sostenere questa posizione sono il miglioramento degli indicatori anticipatori e una composizione settoriale considerata più equilibrata e favorevole.

Il Regno Unito resta invece neutrale: il miglioramento del quadro di crescita non è sufficiente a modificare una valutazione condizionata dalla natura più difensiva del mercato britannico.

Il ridimensionamento dei mercati emergenti

Una delle principali modifiche nel posizionamento riguarda i mercati emergenti. Dopo il rally degli ultimi mesi, Schroders ha ridotto la propria esposizione, portando a neutrale la view sui mercati emergenti globali.

La stessa scelta riguarda l’Asia emergente, esclusa la Cina. Taiwan, in particolare, ha beneficiato della leadership nella produzione di semiconduttori e dell’estensione della domanda legata all’intelligenza artificiale lungo l’intera catena tecnologica. Secondo Schroders, però, le valutazioni stanno raggiungendo livelli che rendono più difficile mantenere una posizione positiva nel breve periodo.

Anche sulla Cina la view è stata ridotta a neutrale. A pesare sono l’indebolimento dell’economia nel suo complesso e il deterioramento delle prospettive di crescita interna.

Il Giappone rimane invece neutrale. Le politiche fiscali e monetarie di sostegno continuano a rappresentare un elemento favorevole per le azioni, ma l’apprezzamento dello yen e valutazioni considerate elevate limitano l’attrattività del mercato.

Petrolio e Medio Oriente complicano il quadro della Fed

La principale fonte di rischio per lo scenario di Schroders arriva dal fronte geopolitico ed energetico. Le tensioni in Medio Oriente rimangono elevate e le riserve strategiche di petrolio risultano significativamente ridotte.

“Le tensioni in Medio Oriente persistono e le riserve strategiche di petrolio sono ormai significativamente ridotte. Ciò accresce l’attrattiva dei titoli dei settori energetico e minerario”, osserva Montrucchio.

Un eventuale ulteriore aumento del prezzo del greggio rischierebbe però di complicare ulteriormente il lavoro della Federal Reserve. Un petrolio più caro può infatti alimentare le pressioni inflazionistiche proprio mentre la banca centrale americana deve cercare di mantenere sotto controllo i prezzi senza compromettere la crescita.

È anche per questo motivo che Schroders continua a mantenere una posizione positiva sulle materie prime. L’energia e i metalli industriali beneficiano dei vincoli dal lato dell’offerta, delle tensioni geopolitiche e di una domanda ancora solida.

Treasury, oro e politica monetaria

Sul fronte obbligazionario, la view è diventata più prudente. Schroders ha recentemente chiuso le posizioni tattiche lunghe sui titoli di Stato, dopo che l’aumento dei prezzi dell’energia e la maggiore solidità della crescita hanno spinto verso l’alto le aspettative sui tassi.

Le valutazioni dei Treasury restano tuttavia migliorate e, sul decennale americano, Montrucchio segnala una posizione tatticamente lunga.

“Le aspettative sui tassi d’interesse scontate dai mercati sono ora riallineate alle nostre previsioni e manteniamo una posizione tatticamente lunga sui Treasury a 10 anni, a riflesso del miglioramento delle valutazioni”, spiega.

Allo stesso tempo, Schroders mantiene una posizione sull’oro come strumento di copertura. La ragione è legata anche ai dubbi sulla credibilità della Fed nel contrastare l’inflazione.

Secondo Montrucchio, il rialzo dei tassi effettuato dalla Federal Reserve il 16 settembre rappresentava un passaggio necessario per dimostrare determinazione nella lotta all’inflazione. Nonostante questo, “le preoccupazioni sulla credibilità della banca centrale continueranno a persistere”, motivo per cui l’oro conserva un ruolo importante nel portafoglio.

Debito corporate, cautela sull’investment grade

La maggiore prudenza emerge soprattutto nel credito. Schroders mantiene una view negativa sull’investment grade statunitense. A fronte di rendimenti ancora interessanti, gli spread offrono infatti un premio per il rischio considerato insufficiente.

A questo si aggiunge un elemento specifico legato all’intelligenza artificiale: l’aumento delle emissioni obbligazionarie da parte delle società coinvolte nella costruzione delle infrastrutture necessarie allo sviluppo dell’AI.

Anche in Europa gli spread risultano storicamente compressi. I fondamentali societari rimangono solidi, ma le valutazioni di partenza rendono meno favorevole il profilo rischio-rendimento.

Il quadro è più favorevole per il debito dei mercati emergenti in valuta locale. Il carry positivo e il miglioramento dei fondamentali continuano a sostenere questa asset class. Schroders guarda in particolare ai titoli di Stato coreani, sostenuti da valutazioni considerate interessanti, inflazione interna contenuta e una posizione fiscale relativamente solida.

High yield, prudenza negli Stati Uniti

Sul segmento high yield la view rimane negativa negli Stati Uniti. Le valutazioni lasciano infatti un margine di errore ridotto: un eventuale deterioramento, anche graduale, dei fondamentali societari potrebbe tradursi in un ampliamento degli spread.

Inoltre, un periodo prolungato di rendimenti elevati potrebbe accentuare le tensioni sul mercato del credito.

Più equilibrata è la posizione sull’high yield europeo, dove Schroders mantiene una view neutrale. Il differenziale di spread e il vantaggio in termini di rendimento rispetto ai corporate bond americani possono continuare a sostenere la domanda. Resta però da monitorare l’impatto dell’inflazione energetica in vista dei mesi invernali, anche alla luce di livelli delle riserve di gas ancora contenuti.

Oro e metalli industriali tra le materie prime preferite

Le materie prime rimangono complessivamente una delle aree preferite da Schroders.

Sul petrolio, le tensioni geopolitiche hanno contribuito a spingere i prezzi verso l’alto, mentre il mercato rimane sostenuto da diversi fattori dal lato dell’offerta.

La view sull’oro resta positiva. A sostenere il metallo prezioso sono la domanda degli investitori, gli acquisti delle banche centrali e un fattore stagionale favorevole.

“Con dinamiche inflazionistiche vischiose, ma sotto controllo, negli Stati Uniti, la domanda degli investitori mostra segni di ripresa. Inoltre, un solido vento a favore stagionale legato agli acquisti delle banche centrali sostiene la nostra view positiva”, afferma Montrucchio.

Positiva anche la valutazione sui metalli industriali, nonostante la persistente debolezza del mercato immobiliare cinese. In particolare, la domanda strutturale di rame continua a offrire sostegno.

Più neutrale è invece l’atteggiamento sulle commodity agricole. Il fenomeno meteorologico El Niño è in corso, ma il recente rialzo dei prezzi è stato determinato soprattutto dall’aumento dei costi energetici e dalle interruzioni nel Mar Nero, più che da un deterioramento dei fondamentali. L’offerta agricola statunitense, inoltre, continua a dimostrarsi resiliente.

Dollaro neutrale, yen e franco svizzero in evoluzione

Sul mercato valutario, Schroders ha ridotto la propria view sul dollaro da positiva a neutrale. A determinare il cambiamento sono soprattutto le minacce di intervento sullo yen e i dubbi sulla capacità della Fed di mantenere una politica sufficientemente restrittiva per contrastare l’inflazione.

Lo yen è stato invece rivisto al rialzo, passando a una posizione neutrale. Il cambiamento riflette, secondo Montrucchio, una trasformazione strutturale dell’economia giapponese, caratterizzata da una crescita nominale più elevata, mentre la Bank of Japan continua a muoversi con maggiore lentezza rispetto alla curva dei rendimenti.

Neutrale anche la posizione sulla sterlina, con il miglioramento della crescita britannica che viene compensato da un momentum ancora debole.

Sul renminbi, invece, Schroders mantiene una view positiva. La valuta cinese dovrebbe beneficiare della transizione del Paese verso un’economia a maggiore valore aggiunto e della resilienza delle esportazioni.

Infine, anche il franco svizzero è stato portato a neutrale. La debolezza del dollaro ha fornito sostegno alla valuta elvetica, mentre il rallentamento de