Il 90% dei gestori di fondi prevede un ulteriore espansione verso private equity, credito privato e infrastrutture nei prossimi tre anni. È quanto emerge da un’indagine globale condotta da Clearwater Analytics su 250 società di gestione del risparmio, che mostra una trasformazione strutturale verso modelli core-satellite, investimenti alternativi e ribilanciamenti dinamici in tempo reale.
Lo studio, che ha coinvolto 250 dirigenti di alto livello di società di gestione del risparmio negli Stati Uniti, in Europa e nella regione Asia-Pacifico, rivela che i tradizionali quadri di allocazione statica delle attività stanno rapidamente tramontando. Al loro posto, i gestori di fondi stanno adottando il ribilanciamento dinamico, l’esposizione ai mercati privati e una progettazione del portafoglio orientata agli obiettivi e di tipo core-satellite.
La corsa istituzionale verso gli alternativi
Per offrire rendimenti meno correlati e attenuare la deviazione standard dei portafogli core, i gestori di fondi stanno sempre più attuando una rotazione strutturale verso classi di attività alternative. I dati evidenziano un consenso schiacciante tra i gestori: il 90% prevede che l’inclusione degli alternativi, in particolare private equity, credito privato, infrastrutture e hedge fund, all’interno delle strategie core aumenterà nei prossimi tre anni. Questo sta modificando i requisiti di liquidità tra le classi di attività pubbliche e private, costringendo i gestori a fronteggiare rischi più elevati di rimborso e di liquidità sottostante.
La volatilità geopolitica scatena un super-ciclo di copertura
Il panorama operativo e macroeconomico è diventato sempre più teso, spinto dai rischi informatici tecnologici e dalle minacce transfrontaliere agli asset. In risposta, i gestori di fondi globali stanno aumentando l’uso di overlay derivati sofisticati e di coperture. Nell’ultimo anno, il 55% ha incrementato l’utilizzo interno di meccanismi di copertura. Nei prossimi 24 mesi questa tendenza proseguirà. Quasi quattro aziende su cinque, il 79%, prevedono un ulteriore aumento dell’uso di strategie di copertura.
Verso la rotazione regionale e tematica fuori dagli Stati Uniti
Oltre al cambiamento nelle classi di attività, la ricerca mostra una deliberata rotazione globale lontano dalle concentrazioni storicamente pesanti sui mercati dei capitali statunitensi. Spinti dalla ricerca di crescita, il 69% dei gestori di fondi prevede una rotazione strutturale verso le azioni europee e gli investimenti tematici nei prossimi 24 mesi.
Allo stesso tempo, il mandato di gestire i rischi legati alla transizione climatica sta modificando i flussi di capitale regionali. Nei prossimi cinque anni, i gestori di fondi vedono la transizione verde dei portafogli istituzionali accelerare a velocità molto diverse a livello globale. L’Europa è il leader chiaro in questa spinta alla sostenibilità, con il 40% dei gestori che prevede una progettazione aggressiva e a breve termine di portafogli verdi strutturali. Per confronto, le cifre corrispondenti per Stati Uniti e Asia-Pacifico sono rispettivamente del 18% e del 12%.
Il paradosso dell’esecuzione a lungo termine
La costante necessità di aggiustamenti tattici a breve termine sta creando un paradosso nell’esecuzione da parte dei gestori di fondi. I gestori trovano sempre più difficile mantenere le loro allocazioni strategiche di attività a lungo termine. Alla domanda se la volatilità di mercato impedisca direttamente loro di attenersi alla strategia di lungo periodo e agli obiettivi pluriennali del fondo, più della metà di tutti gli intervistati, il 53%, ha ammesso che si tratta di una sfida importante e continua. Solo il 4% ha dichiarato di non affrontare alcun attrito nel preservare i propri orizzonti di investimento strategici di lungo termine.
