L’intelligenza artificiale sta rimodellando i mercati del credito, e secondo Martin Coucke, Credit Portfolio Manager di Schroders, la vera opportunità per gli investitori obbligazionari non sta nel seguire l’entusiasmo per la crescita, bensì nel riconoscere dove il mercato prezza in modo errato i rischi legati ai capex per l’IA.
Coucke spiega che l’incertezza economica sull’IA generativa è più acuta per gli investitori azionari, chiamati a valutare se gli investimenti genereranno rendimenti adeguati e giustificheranno valutazioni elevate, mentre per chi investe in credito l’ostacolo è di natura difensiva: valutare se gli emittenti siano in grado di sostenere i flussi di cassa, gestire la leva finanziaria e continuare a servire il debito.
Un rischio diverso da quello azionario
Secondo Coucke, la narrazione di mercato sugli hyperscaler si è spostata dall’entusiasmo per la crescita guidata dall’IA all’analisi approfondita della spesa in conto capitale. “Per chi investe in obbligazioni, l’opportunità legata all’IA è fondamentalmente diversa rispetto all’azionario”, sottolinea il gestore, aggiungendo che molte di queste società rimangono tra i debitori di più alta qualità sul mercato e possono offrire un canale maggiormente incentrato sul reddito per accedere all’evoluzione del tema. La capacità di rivalutare l’esposizione di un portafoglio e di adattarsi man mano che il tema si sviluppa è, per Coucke, fondamentale per cogliere tali opportunità.
Il cambio di scenario nelle valutazioni
Fino a poco tempo fa, ricorda l’analisi, gli hyperscaler offrivano un appeal limitato per gli investitori obbligazionari, costituendo una fonte di reddito relativamente modesta con spread contenuti rispetto all’insieme del mercato investment grade statunitense. Lo scenario è cambiato di recente: l’impennata dei capex legati all’IA ha guidato un marcato incremento delle emissioni obbligazionarie e ha contribuito a una sensibile sottoperformance del credito degli hyperscaler, con le emissioni del 2026 che si avviano verso i 250 miliardi di dollari. “L’opportunità risiede nella capacità di rispondere a tali variazioni delle valutazioni attraverso un posizionamento attivo”, afferma Coucke.
Spread ampi nonostante rating elevati
L’analisi di Schroders evidenzia un elemento sorprendente: gli spread degli emittenti hyperscaler si sono ampliati rispetto all’indice generale del mercato investment grade statunitense, nonostante i loro rating creditizi medi più elevati, pari a circa AA/AA- escludendo Oracle, a fronte di una media di A- per il mercato creditizio investment grade USA, fortemente sbilanciato su emittenti con rating BBB. “In alcuni casi, gli spread sembrano prezzare molteplici downgrade, nonostante le attività operative sottostanti rimangano resilienti”, osserva Coucke, secondo cui l’elevato volume di emissioni ha chiaramente appesantito la performance, ma è possibile che il mercato stia scontando in modo eccessivo il rischio legato ai capex per l’IA.
Il vantaggio della gestione attiva
È proprio qui che, secondo il Credit Portfolio Manager di Schroders, la gestione attiva fa la differenza, consentendo di distinguere un reale deterioramento del credito da una debolezza degli spread guidata dall’offerta di titoli, dal sentiment e dalle preoccupazioni del mercato azionario. “Tali disallineamenti tra valutazioni e fondamentali possono creare opportunità particolarmente interessanti per generare alpha”, sostiene Coucke. La gestione attiva del credito, spiega, si adatta particolarmente bene al tema dell’IA perché consente di scegliere dove, in che misura e su quali scadenze assumere esposizione, anziché affidarsi ai pesi dei generici indici di mercato e a un crescente rischio di concentrazione. Gli hyperscaler rappresentano attualmente circa il 4 per cento del valore di mercato del comparto corporate bond investment grade in USD, ma il loro contributo al rischio è decisamente più significativo, poiché la tendenza a emettere titoli a più lunga scadenza genera un rischio maggiore su base DTS, Duration Times Spread.
Non solo hyperscaler
L’insieme delle opportunità non si limita agli hyperscaler. Il finanziamento dei data center, ad esempio, offre un altro modo per accedere al tema dell’IA, dato il suo ruolo cruciale nel supportare l’IA generativa e il cloud computing. “Emittenti selezionati possono offrire premi interessanti, contratti di locazione a lungo termine, controparti di alta qualità e solide tutele strutturali”, spiega Coucke, consentendo di partecipare alla crescita delle infrastrutture per l’IA senza dipendere esclusivamente dal debito dei principali emittenti tecnologici. La gestione attiva permette, secondo il gestore, di scindere il tema strutturale dell’IA dal rischio di credito specifico di ciascun emittente e obbligazione, valutando se gli spread compensino adeguatamente la leva finanziaria, la duration, il rischio di offerta, le pressioni sui flussi di cassa liberi e la credibilità dei futuri ritorni sugli investimenti.
Cosa significa per gli investitori
All’interno del tema dell’IA, conclude l’analisi, l’azionario può offrire un potenziale di rialzo maggiore qualora gli investimenti guidino un salto di qualità nei profitti a lungo termine, ma è anche più esposto alla pressione sui margini e al mutevole cambio di aspettative del mercato. Il credito offre un profilo diverso: un potenziale di apprezzamento più contenuto ma rendimenti interessanti, una maggiore resilienza nei contesti di ribasso e un’esposizione a emittenti con una solida capacità di servire il debito. “La vera opportunità risiede in un approccio flessibile e selettivo alla gestione del credito globale”, afferma Coucke, incrementando l’esposizione dove le valutazioni sono diventate interessanti, evitando le aree in cui i rischi non sono adeguatamente remunerati e sfruttando il più ampio ecosistema dell’IA, dai data center alle GPU, dalle infrastrutture alle aziende che utilizzano l’intelligenza artificiale. L’IA non è l’unica forza a influenzare i mercati del credito, ma è destinata a rimanere una delle più rilevanti, nonché uno dei tanti canali attraverso cui Schroders cerca di generare alpha per i clienti.
