Investimenti, autonomia strategica: il nuovo motore della crescita europea

Secondo Allianz Global Investors, l’autonomia strategica sta emergendo come un tema di investimento strutturale focalizzato su produttività e crescita. I recenti shock geopolitici hanno esposto vulnerabilità critiche nei settori dell’energia, delle catene di approvvigionamento e delle tecnologie fondamentali, accelerando la spinta verso una maggiore indipendenza del Vecchio Continente.

Come sottolineano Christophe Hautin, Senior Portfolio Manager, e Mark Wade, Head of Sustainability Research and Stewardship di Allianz Global Investors, l’autonomia strategica non significa creare isolamento economico o protezionismo, ma rappresenta piuttosto una via per sostenere la crescita attraverso la diversificazione, l’innovazione e la costruzione di capacità strategiche.

Le basi di un nuovo modello di sviluppo

Il rapporto evidenzia come l’innovazione, l’autonomia e la resilienza stiano diventando i pilastri fondamentali della strategia della Commissione Europea per la stabilità economica e la competitività a lungo termine. L’Europa si trova in una posizione relativamente vantaggiosa grazie a un forte sostegno politico e a notevoli risorse di risparmio disponibili per finanziare gli investimenti.

Un dato particolarmente significativo riguarda i risparmi delle famiglie europee, stimati in circa 10 trilioni di euro depositati in conti bancari a basso rendimento. Wade e Hautin osservano che mobilitare anche una modesta parte di questi risparmi verso investimenti produttivi potrebbe sostenere sia le priorità strategiche dell’Europa sia gli obiettivi di finanziamento pensionistico a lungo termine.

Gli otto fattori della sovranità europea

L’approccio di investimento proposto da Allianz Global Investors si articola in otto aree chiave dove il rafforzamento delle capacità, l’allineamento politico e le risorse potrebbero influenzare significativamente la competitività, la resilienza e la sicurezza europea. Sebbene presentati separatamente, questi fattori sono altamente interdipendenti e supportano un quadro diversificato per gli investimenti nell’autonomia.

Le opportunità nel settore energetico

L’energia rappresenta un pilastro fondamentale dell’autonomia strategica. Il conflitto nello Stretto di Hormuz ha ulteriormente esposto la vulnerabilità strutturale dell’economia europea in materia di approvvigionamento energetico. La politica energetica europea sta riflettendo un equilibrio più pragmatico tra convenienza, competitività, decarbonizzazione e sicurezza delle forniture.

Secondo le stime della Commissione Europea, gli investimenti annuali per la transizione energetica dovranno ammontare a 660-695 miliardi di euro fino al 2040. Gli investitori si concentrano su tecnologie che possono migliorare sia la sicurezza delle forniture che l’efficienza del sistema, inclusi infrastrutture di rete, apparecchiature per la trasmissione di energia, sistemi di accumulo e soluzioni per l’efficienza industriale.

La rinascita del settore della difesa

Le tensioni geopolitiche hanno accelerato gli investimenti nella difesa. Morningstar ha stimato che l’obiettivo di spesa per la difesa del cuore dell’Europa come percentuale del PIL salirà dal 2,3% nel 2025 a oltre il 4,5% nel 2035, con una spesa effettiva che passerà da circa 380 miliardi a oltre 1,1 trilioni di euro. L’obiettivo formale della NATO del 5% del PIL entro il 2035 include il 3,5% per la difesa core e l’1,5% per infrastrutture di sicurezza più ampie.

Hautin e Wade sottolineano che l’opportunità di autonomia nella difesa si estende oltre gli appaltatori principali tradizionali a un ecosistema più ampio di tecnologie abilitanti e fornitori critici, includendo comunicazioni sicure, sistemi di rilevamento e radar, componenti elettronici e sistemi autonomi.

Sanità: un’infrastruttura critica

I sistemi sanitari sono considerati infrastrutture nazionali critiche che sostengono la continuità economica, la produttività e la mitigazione delle crisi. L’OCSE ha sottolineato questo aspetto in “Health as an Economic Imperative”, mentre il World Economic Forum ha messo in guardia sull’aumento dei costi sanitari e sulla perdita di vite umane legata al cambiamento climatico.

La resilienza sanitaria è sempre più riconosciuta come una questione di produttività oltre che di salute pubblica. In Europa, iniziative come il programma EU4Health, Horizon Europe e lo Spazio Europeo dei Dati Sanitari mirano a promuovere infrastrutture sanitarie resilienti e digitalizzate. Il settore farmaceutico europeo, fortemente esposto a shock nelle catene di approvvigionamento a causa della dipendenza da principi attivi provenienti dall’Asia, sta cercando soluzioni attraverso il proposto EU Critical Medicines Act.

Tecnologia e infrastrutture digitali

La tecnologia europea vale oggi circa 4 trilioni di euro, equivalente al 15% del PIL europeo, e comprende quasi 40.000 aziende tecnologiche finanziate. Nel suo programma Digital Decade Policy Programme 2030, l’UE definisce la trasformazione digitale attraverso quattro pilastri: infrastrutture digitali, digitalizzazione delle imprese, servizi pubblici digitali e competenze digitali.

Gli autori del rapporto evidenziano come l’Europa occupi già posizioni di leadership globale in diverse tecnologie critiche, tra cui apparecchiature per la produzione di semiconduttori, automazione industriale e software aziendale. L’opportunità tecnologica si estende oltre l’intelligenza artificiale e i semiconduttori a infrastrutture digitali, software industriale, cybersecurity e soluzioni per la gestione dei dati.

La sfida della resilienza climatica

La scarsità d’acqua, le interruzioni agricole, i danni alle infrastrutture e gli impatti sulla salute sottolineano la necessità di adattamento climatico per garantire la resilienza economica. L’Agenzia Europea dell’Ambiente ha avvertito che l’Europa è il continente che si riscalda più rapidamente al mondo, con rischi climatici che minacciano energia, cibo, infrastrutture, acqua, stabilità finanziaria e sistemi sanitari.

La Commissione Europea stima che siano necessari circa 70 miliardi di euro all’anno per l’adattamento climatico fino al 2050. L’Europa è leader mondiale nelle tecnologie idriche, detenendo il 40% di tutti i brevetti a livello globale. Le opportunità includono tecnologie per il trattamento delle acque, infrastrutture per la protezione dalle inondazioni e servizi di ingegneria per il supporto all’adattamento climatico.

Una prospettiva di lungo periodo

Il rapporto conclude che l’autonomia strategica sta diventando sempre più integrata negli impegni di spesa pubblica, nelle iniziative di politica industriale, nel sostegno normativo e nella spesa in conto capitale del settore privato. Per gli investitori, questo crea esposizione a fattori di crescita strutturale a lungo termine in molteplici settori.

Come evidenziato da Hautin e Wade, l’opportunità per gli investitori si concentra sulla resilienza, con esposizione a fattori trainanti a lungo termine come la reindustrializzazione e la regionalizzazione. Un recente rapporto di Barclays Equity Research ha sottolineato che i fondi tematici guidati da considerazioni geopolitiche hanno registrato il maggior aumento percentuale nell’allocazione degli asset in gestione nel primo trimestre del 2026.

L’Europa si trova quindi di fronte a un’opportunità storica per trasformare le sfide geopolitiche in un motore di crescita e innovazione, mobilitando le sue notevoli risorse finanziarie e tecnologiche verso un futuro più autonomo e resiliente.