Investimenti settoriali: ecco dove trovare valore in questa fase secondo Cfo Sim

Giornata interessante quella di oggi sui mercati finanziari, anche se non di quelle “da terremoto” come spesso si è visto nelle ultime settimane. Il calendario macroeconomico si presenta diviso in modo abbastanza netto tra Europa e Stati Uniti, con due focus principali che cattureranno l’attenzione degli operatori: il clima di fiducia delle imprese tedesche e lo stato d’animo dei consumatori americani. “In Europa l’occhio sarà tutto puntato sull‘Ifo Business Climate tedesco di agosto”, specifica Antonio Tognoli, responsabile macro analisi e comunicazione di Cfo Sim.

Il termometro della congiuntura tedesca

Dopo le letture dei PMI flash di venerdì, che hanno mostrato un quadro ancora discreto ma a due velocità – con la manifattura in ripresa e i servizi più fiacchi – l’Ifo rappresenta il termometro più seguito della congiuntura tedesca. Il mercato si aspetta un leggero miglioramento rispetto al 86,6 di luglio, ma secondo Tognoli “quello che conterà davvero sarà il dettaglio tra valutazione corrente e aspettative”. Se le aspettative dovessero salire in modo convincente, si rafforzerebbe l’idea che la Germania stia finalmente uscendo dalla fase di stagnazione prolungata che ha caratterizzato gli ultimi trimestri.

I tre indicatori americani

Dall’altra parte dell’Atlantico, l’attenzione si concentra su tre indicatori pubblicati tutti intorno alle 16:00 ora italiana: il Consumer Confidence del Conference Board, le vendite di case nuove di luglio e gli indici dei prezzi delle case (Case-Shiller e FHFA). “La fiducia dei consumatori è particolarmente delicata in questo momento”, sottolinea Tognoli, “perché dopo il calo di luglio a 90,8 punti, il mercato si chiede se il sentiment delle famiglie americane abbia trovato un fondo o continui ad indebolirsi”. Un ulteriore calo, in particolare nelle aspettative, potrebbe alimentare i timori di un rallentamento dei consumi nella seconda metà dell’anno.

Le vendite di case nuove offrono invece un aggiornamento sulla tenuta del mercato immobiliare residenziale, un settore che ha sofferto a lungo i tassi elevati e che solo di recente ha iniziato a dare qualche segnale di stabilizzazione. Infine, i prezzi delle case (Case-Shiller di giugno) diranno se la decelerazione dei valori immobiliari prosegue o se si sta stabilizzando.

Il contesto di mercato tra catalizzatori e supporti

Con il posizionamento sui mercati azionari statunitensi, compresi i semiconduttori, tornato quasi neutrale e la stagione degli utili in gran parte conclusa, i dati macroeconomici dovrebbero guidare sempre più la determinazione dei prezzi. “Agosto è storicamente un mese positivo per le azioni statunitensi”, ricorda Tognoli. “Con pochi catalizzatori importanti in arrivo nell’immediato, questo contesto dovrebbe mantenere il mercato orientato al rialzo in vista della pubblicazione degli utili di Nvidia attesa per domani”. Le strategie di targeting della volatilità si stanno affermando come acquirenti marginali con una volatilità realizzata molto bassa, mentre i riacquisti di azioni proprie da parte delle aziende si attestano intorno ai 30 miliardi di dollari a settimana, fornendo ulteriore supporto al mercato.

Le ombre all’orizzonte

Il contesto sta tuttavia diventando meno favorevole. “Settembre e ottobre sono storicamente mesi più difficili”, avverte l’esperto, “e una potenziale offerta pubblica iniziale (IPO) di Anthropic a ottobre potrebbe creare un altro punto di svolta naturale in un anno di elezioni di medio termine”. Nonostante queste preoccupazioni, gli analisti continuano a privilegiare la crescita in questo rally e sono sempre più fiduciosi che la recente fase di rallentamento si sia in gran parte esaurita.

“Un’inflazione più debole e dati sul mercato del lavoro meno stressati dovrebbero per il momento contenere i rendimenti”, spiega Tognoli, “un contesto che favorisce la tecnologia e la crescita secolare rispetto al valore ciclico”. Anche i documenti 13F depositati la scorsa settimana dai gestori di investimenti istituzionali indicano un rinnovato interesse per la tecnologia, con il settore finanziario come notevole beneficiario secondario.

La strategia da adottare

“Riteniamo che questo non sia comunque ancora un mercato che gli investitori debbano inseguire”, chiarisce Tognoli. “Ma con un quadro fondamentale solido e un quadro tecnico in miglioramento nel breve termine, crediamo che sia opportuno continuare a sfruttare i periodi di debolezza per reinvestire la liquidità e tornare a concentrarsi sui titoli a maggiore crescita che hanno beneficiato dei colli di bottiglia in tutto il mercato”.

I recenti dati sull’inflazione e sulle vendite al dettaglio hanno rafforzato la convinzione che la Fed possa mantenere i tassi d’interesse invariati il 16 settembre prossimo. “I dati relativi di CPI e PPI hanno continuato a suggerire che le pressioni inflazionistiche sono più contenute di quanto molti temessero”, afferma Tognoli, “anche se il percorso verso l’obiettivo di inflazione della Fed rimane più lento del previsto”. La nostra ipotesi di base rimane che la Fed non aumenterà nuovamente i tassi quest’anno e che il picco della politica restrittiva sia probabilmente alle spalle.

Il ruolo di Nvidia e le prospettive sugli utili

Non essendo previsti altri dati economici di rilievo per il resto di agosto, gli utili di Nvidia si profilano come il prossimo importante fattore determinante per i mercati. Nel frattempo, manteniamo una visione positiva sul contesto di crescita globale. “Gli analisti stimano che l’economia statunitense crescerà di oltre l’8% in termini nominali nel terzo trimestre”, evidenzia Tognoli, “un contesto che continua a supportare, per ora, un approccio propenso al rischio”.

Il supporto fondamentale alla base di questo mercato rimane difficile da ignorare. Con oltre il 90% delle società dell’indice S&P 500 che hanno già pubblicato i risultati, FactSet stima una crescita degli utili del secondo trimestre superiore al 50%, il ritmo più sostenuto dal secondo trimestre del 2021. La crescita, escludendo i guadagni una tantum di Alphabet e Amazon, si attesta ancora su un robusto 32%. “La solidità degli utili ha contribuito a sostenere il mercato durante la correzione del mese scorso”, osserva Tognoli, “e a migliorare i parametri interni a sufficienza da consentire agli analisti di adottare un approccio leggermente più aggressivo”. L’indice S&P 500 ha ora superato l’obiettivo medio di fine anno a 7.750 e ora prevedono che possa raggiungere quota 8.000 entro la fine di dicembre.

Settori e opportunità da monitorare

Le condizioni di ipervenduto stanno portando a un rimbalzo nel settore tecnologico ad alta volatilità, mentre la leadership ciclica continua ad ampliarsi. “Continuiamo a privilegiare l’esposizione ciclica, ma destineremmo il capitale marginale a settori in crescita man mano che si riprendono”, suggerisce Tognoli. Energia, metalli e miniere e private equity nel settore finanziario appaiono promettenti, mentre le aziende produttrici di memorie per computer rimangono interessanti e la cybersecurity continua a distinguersi nel settore dell’intelligenza artificiale.

Anche i settori sanitario e industriale hanno registrato una buona performance. A livello internazionale, la rottura al rialzo dell’indice MSCI EAFE (Europa, Australasia ed Estremo Oriente) è incoraggiante, con il Giappone ancora tra i mercati più forti, l’Europa in miglioramento e il settore industriale EAFE particolarmente interessante. “Il messaggio rimane lo stesso”, conclude Tognoli: “gli utili hanno continuato a convalidare il mercato rialzista, mentre l’ampliamento del mercato ha creato maggiori opportunità di partecipazione”.

Le tre aree di interesse per gli investitori

Tognoli individua tre aree specifiche su cui concentrare l’attenzione. La prima riguarda la scarsità di risorse di calcolo e memoria. “La domanda di IA sembra essere sempre più limitata dalla disponibilità di risorse di calcolo, non dalle prestazioni dei modelli”, spiega. La domanda di noleggio di risorse di calcolo continua ad aumentare nonostante il crollo dei costi dei token, suggerendo che la domanda di inferenza sta crescendo più velocemente dell’offerta. Le aziende neo-cloud sono tra i principali beneficiari di questa tendenza.

La seconda area riguarda i titoli delle memorie, che rimangono un’interessante opportunità di recupero nel settore dell’IA. “Il settore è rimasto indietro rispetto ai principali vincitori dell’IA in generale”, ammette Tognoli, “in parte perché alcuni investitori hanno ridotto le loro posizioni nei titoli delle memorie per aumentare le posizioni in GPU, software e infrastrutture”. Tuttavia, la memoria è al centro dell’operatività dell’IA, con le memorie ad alta larghezza di banda (HBM) e i chip di memoria NAND che rimangono i principali colli di bottiglia per la scalabilità del calcolo.

La terza area riguarda le small cap. “Chi ci segue sa che negli ultimi mesi abbiamo privilegiato le small cap, basandoci sulla tesi che gli utili sarebbero rimbalzati, che il posizionamento fosse leggero e che le valutazioni relative fossero molto interessanti”, ricorda Tognoli. L’indice Russell 2000 si trova ai massimi storici ed è silenziosamente l’indice statunitense con la migliore performance da inizio anno, con un +24,6% contro il +19,4% del Nasdaq 100. Se i dati economici rimarranno solidi e la Fed non aumenterà i tassi a settembre o ottobre, ciò potrebbe creare ulteriori potenziali rialzi per il Russell 2000.

Gli analisti continuano inoltre a privilegiare le biotecnologie e le banche regionali tra le small cap, sebbene alcune società attive nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale stiano finalmente iniziando a riprendersi e offrano opportunità di acquisto mirate sui ribassi.