Mercato del credito: la resilienza paga

Il comparto del credito sta mostrando una tenuta che molti osservatori non avevano previsto nei mesi scorso. A fotografare di seguitop questo scenario è Eoin Walsh, gestore di portafogli di TwentyFour Asset Management, boutique di Vontobel, il quale sottolinea come, nonostante un anno segnato da shock geopolitici, timori per l’inflazione e forti movimenti sui titoli di Stato, i mercati del credito hanno mantenuto una calma sorprendente.

Secondo Walsh, gli spread creditizi sono rimasti per gran parte dell’anno all’interno di un intervallo relativamente ristretto, allargandosi soltanto nei primi giorni del conflitto in Iran per poi tornare a restringersi. Un comportamento diametralmente opposto a quello registrato dai mercati dei titoli di Stato, che hanno invece vissuto una volatilità decisamente maggiore, con il ritorno dei timori sull’inflazione e una revisione delle aspettative degli investitori sulle prossime mosse della Bce e della Fed.

La prudenza degli asset manager come fattore di stabilità

Questa resilienza del credito non è frutto del caso, ma riflette secondo l’esperto sia la qualità del mercato sottostante sia l’atteggiamento prudente adottato da molti asset manager. In particolare, Walsh osserva che i portafogli sono stati generalmente posizionati con cautela, privilegiando gli asset di maggiore qualità e mantenendo una quota significativa di liquidità. In un anno in cui le notizie politiche hanno ripetutamente alimentato fasi di incertezza, limitarsi a vendere gli asset rischiosi al primo segnale di volatilità per poi tentare di ricomprarli successivamente non si è rivelata una strategia premiata dal mercato.

La lezione che emerge dalla prima metà dell’anno è quindi chiara: la disciplina e la capacità di resistere agli impulsi di breve termine hanno pagato più dell’inseguimento delle oscillazioni quotidiane. Un approccio che ha permesso di assorbire gli shock senza subire perdite strutturali.

Le scadenze intermedie: il punto di forza del reddito fisso

Guardando alle opportunità per i prossimi mesi, Walsh indica una direzione precisa: le scadenze brevi, ma non quelle ultra-brevi. In questo contesto, il segmento a due-quattro anni risulta particolarmente interessante, soprattutto per i titoli di Stato, area dove erano già stati prezzati numerosi potenziali rialzi dei tassi. Con il mutare di queste aspettative, i rendimenti offerti da questo segmento della curva possono risultare interessanti, consentendo di ottenere un buon livello di reddito senza assumere un rischio di duration eccessivo.

Per gli investitori, il principale punto di forza del debito a più breve termine risiede nell’equilibrio che può offrire. Da un lato, consente di beneficiare di rendimenti ancora interessanti; dall’altro, limita l’esposizione alle oscillazioni di prezzo più marcate che possono interessare gli asset con duration più lunga quando le aspettative sull’inflazione o sulle politiche delle banche centrali cambiano bruscamente. In un contesto di volatilità, questo equilibrio rappresenta un vantaggio significativo.

Il roll-down e le curve dei tassi: strategie per gestori attivi

Un altro elemento sottolineato da Walsh riguarda l’andamento delle curve del credito, che si sono talvolta irripidite, premiando gli investitori che si sono spinti verso scadenze più lunghe. Questo crea opportunità per i gestori di beneficiare del cosiddetto “roll-down”, ovvero acquistare un’obbligazione con una scadenza più lunga, incassare il carry e generare un guadagno man mano che il titolo si avvicina alla scadenza e gli investitori accettano un rendimento inferiore. Quando invece le curve sono più piatte e gli spread sono compressi, il miglior valore relativo si trova spesso sui titoli a più breve scadenza.

Questa dinamica conferma il valore di un approccio d’investimento attivo, capace di muoversi con flessibilità lungo la curva dei rendimenti per cogliere le occasioni offerte dalle diverse fasi del ciclo.

Prospettive per la seconda metà dell’anno

Per i gestori obbligazionari che adottano un approccio flessibile, l’attuale scenario conferma inoltre il valore di un approccio d’investimento attivo. I rischi macroeconomici restano elevati, le pressioni fiscali difficilmente scompariranno nel breve periodo e la trasformazione tecnologica sta creando sia opportunità sia rischi. Tuttavia, con rendimenti ancora interessanti e fondamentali degli emittenti complessivamente solidi, il reddito fisso continua a offrire agli investitori un ventaglio di opportunità significativo, a patto che si adotti un approccio selettivo.

In chiusura, Walsh traccia il quadro per i prossimi mesi: in un mercato dominato dall’incertezza, la lezione della prima metà del 2026 è che resilienza e flessibilità sono elementi fondamentali. Il credito non è stato immune alla volatilità, ma ha assorbito gli shock dell’anno meglio di quanto molti si aspettassero. Per gli investitori capaci di mantenere la disciplina, evitare rischi non necessari e concentrarsi sulle aree che offrono una remunerazione adeguata al rischio assunto, la seconda metà dell’anno potrebbe ancora riservare opportunità interessanti nell’intero universo del reddito fisso.