Investimenti: uno sguardo all’Australia

A cura di Magdalene Teo, Fixed Income Analyst Asia, Julius Baer

Martedì il board della Reserve Bank of Australia (RBA) ha mantenuto il tasso di riferimento al 4,35%, come ampiamente previsto. La decisione è stata unanime, ma il mercato è stato comunque sorpreso dall’orientamento restrittivo della banca centrale, considerati l’aumento della disoccupazione e l’indebolimento del mercato immobiliare. I tassi di interesse elevati e le importanti modifiche alle imposte federali sulla proprietà introdotte a maggio si sono combinati per frenare la domanda degli investitori e portare l’offerta di immobili disponibili a livelli più elevati. Il calo dei prezzi si è ora esteso oltre Sydney e Melbourne. Nell’aggiornamento trimestrale della RBA, le previsioni della banca centrale mostrano un lieve aumento della disoccupazione e un rallentamento anticipato dell’inflazione core al 3,3% entro la fine dell’anno. Il comunicato e le previsioni sono moderatamente accomodanti e contrastano con i commenti restrittivi fatti durante la conferenza stampa. La RBA ha evidenziato le preoccupazioni relative a un mercato del lavoro rigido e a una capacità produttiva stagnante, fattori che potrebbero portare a un radicamento delle aspettative di inflazione. Il mercato del lavoro è stabile ma presenta andamenti divergenti, con un forte aumento delle assunzioni nei settori delle infrastrutture, della sanità e dei mestieri specializzati, mentre i ruoli aziendali impiegatizi stanno registrando una tendenza al raffreddamento. Prima della decisione della RBA, la curva dei rendimenti si era spostata verso l’alto e anche il cambio AUD/USD era salito, a seguito dei dati di giugno che mostravano una solidità della spesa delle famiglie, aumentata del 6% su base annua e superiore alle previsioni, mentre le famiglie adeguavano le proprie abitudini di spesa in risposta all’aumento dei prezzi del carburante. Il consumo di benzina è diminuito del 7% quest’anno, raggiungendo il livello più basso dalla pandemia, a causa del passaggio dai veicoli con motore a combustione interna ai veicoli elettrici. I dati hanno mostrato un aumento della spesa per l’acquisto di nuovi veicoli elettrici, così come della spesa per attività ricreative e culturali e per bevande alcoliche e tabacco. Secondo Bloomberg, a giugno gli investitori giapponesi hanno venduto 567 miliardi di JPY di titoli di Stato australiani (AGB), il dato più elevato dal febbraio 2021, quando avevano venduto un valore record di 644,1 miliardi di JPY. Gli investitori giapponesi hanno venduto titoli di Stati Uniti, Canada e Australia, ma hanno acquistato titoli di Stato di Regno Unito, Svezia ed Eurozona, con gli acquisti netti di titoli di Stato francesi saliti a 348 miliardi di JPY, il livello più elevato dal febbraio 2025. Giovedì i rendimenti degli AGB sono più bassi (di 1,7-3,6 punti base lungo la curva), mentre l’inflazione core statunitense si è attestata su livelli contenuti, riducendo la pressione sulla Fed affinché aumenti i tassi a settembre. Con il CPI core statunitense in linea con il minimo degli ultimi cinque anni registrato a febbraio e il dato sull’occupazione di luglio in rallentamento, il Bloomberg Overnight Index Swap (OIS) indica una probabilità più bassa di un rialzo dei tassi a settembre, pari al 42%, rispetto al 55,7% di una settimana fa.