Obbligazioni: le nuove emissioni sotto i riflettori (settimana dal 27 al 31 luglio)

Per gli operatori dei mercati, oltre al caldo climatico, si somma una situazione di tensione sui mercati difficile da interpretare e che fa mutare lo scenario da un giorno con l’altro. L’esemplificazione di tutto ciò è quanto successo nell’ultima settimana, infatti lo scorso venerdì si registravano dei forti rialzi nei rendimenti obbligazionari, e nei prezzi delle materie prime, a cui si univano i ribassi dei listini azionari. La motivazione era dovuta, all’acuirsi del conflitto con l’Iran, dove la possibilità di un accordo diplomatico aveva lasciato il posto al solo  verbo delle pallottole.

Lunedì mattina e per un paio di sedute la situazione era totalmente diversa, sembrava si fossero riaperti degli spiragli diplomatici ed i prezzi dei prodotti energetici erano nuovamente in calo. Purtroppo nelle ultime ore questa situazione sembra nuovamente mutata con tutte le conseguenze già evidenziate, che soprattutto hanno come riflesso l’inflazione, non di consumi ma di rialzo dei prezzi produttivi per i rincari dei costi energetici. I mercati sembrano aver iniziato a metabolizzare il conflitto, come accaduto dopo qualche mese per la crisi russo-ucraina, ed almeno per la parte azionaria guardano più alle trimestrali ed alla speculazione sull’AI.

Elemento economico di rilievo era la riunione della Fed, laddove la banca centrale Usa, presieduta per la seconda volta, dall’enigmatico, governatore Kevin Warsh, che gli analisti devono ancora “decriptare”, ha lasciato i tassi d’interesse invariati, ma non con l’unanimità del board, dove tre membri hanno espresso il loro voto a favore di un rialzo dei tassi, visto le pressioni inflazionistiche all’orizzonte, che si mantiene al di sopra dell’obiettivo della banca centrale fissata al 2%. Il dibattito gira intorno al fatto che l’inflazione più alta è diretta conseguenza dello shock energetico provocato dalla guerra nel golfo, mentre i dati interni sui prezzi al consumo di giugno siano risultati più bassi delle stime. La Fed potrebbe intervenire alzando i tassi per frenare le pressioni sui prezzi, di contro le conseguenze negative potrebbero colpire il mercato del lavoro, frenando le nuove assunzioni. Nella conferenza seguente alla riunione, il governatore Warsh ha dichiarato che non intervenire in questa riunione, non significa che la Fed non sia pronta ad agire in futuro e che comunque, il ribasso  nei prezzi dei Treasury, sul lungo termine, svolge già un’implicita funzione “calmierante”.

Alla fine della settimana troviamo di nuovo il Btp decennale alla soglia del 4%, con lo spread contro Bund in area 82 basis. Il trend rialzista tocca tutta l’Eurozona, con la media dei titoli EU che si attesta al 3,6%. Rialzi anche in UK, dove il Gilt decennale è tornato sopra il 5%, mentre i Treasury americani sono al 4,69%.

Come avviene in generale per il mese di dicembre, dove le nuove emissioni sono minori rispetto al resto dell’anno, soprattutto per i nuovi programmi che iniziano con l’anno nuovo, anche in estate l’arrivo di agosto coincide soprattutto in Eurozona, con una minore liquidità e presenza di operatori sui mercati, per poi rilanciare i volumi in settembre. Un minore impatto di questo aspetto si ha sui titoli in dollari che mediamente hanno dei buoni flussi anche in agosto.

Per quanto riguarda la parte governativa,  è stata una settimana di aste, con in particolare il Btp decennale, 3,8% 2036 emesso in aprile a 99,731 e riaperto ora insieme al vecchio Btp 16y 1,45% emesso sotto covid nel 2020 quando i tassi erano a zero, ed infine il Btp 3,15% 2031. In settimana è stato emesso anche un nuovo Btp “inflation linked”, legato all’inflazione europea, con cedola del 2% a cui si accumula poi il rateo d’inflazione sul valore nominale. Isin del titolo IT0005725160 con prezzo di 99,74 e taglio minimo come per tutti i Btp di 1k+1k.

Dalla Germania un nuovo Bund decennale con scadenza agosto 2036, emesso per 12 miliardi con cedola del 3% e prezzo a 99,20. Isin del titolo DE000BU2Z072 con taglio minimo da 1 centesimo.

Aumento di quasi 3 miliardi anche dall’Olanda con un decennale emesso nella sua prima tranche a marzo di quest’anno e che scadrà a luglio del 2036. cedola del 2,75%, isin NL0015073VV8 con taglio da 1 euro+1 e prezzo iniziale di 98,20 contro 96,16 di questa riapertura che significa un rendimento a scadenza del 3,206%.

Dall’altra parte del mondo arriva una serie abbastanza rara di emissioni in euro dal Cile per un totale di 3,1 miliardi di nuovo debito attraverso un’emissione in tre tranche. Sono stati raccolti 1,25 miliardi di euro tramite un’obbligazione a 8 anni con un rendimento a scadenza del 4,101%, cedola del 4% e prezzo a 99,323, isin XS3459013960; 1,1 miliardi di euro tramite un’obbligazione a 12 anni con un tasso del 4,375% e rendimento del 4,424% per un prezzo d’emissione a 99,551, isin  XS3459014182 ed infine 750 milioni di euro tramite un’obbligazione a 20 anni con un rendimento del 4,759%, a fronte di cedola del 4,75% con prezzo di 99,886, isin XS3459014349. Le obbligazioni senior non garantite del Cile, hanno uno dei rating più alti dell’america latina, con  rating A2/A/A-. I proventi saranno utilizzati per scopi generali di governo, il taglio minimo è 1k+1k

Sul fronte corporate e finanziari uno dei maggiori deal della settimana è quello di At&t, il colosso americano di telecomunicazioni che raramente emette in euro. Per questa offerta ha scelto 4,1 miliardi spalmati su varie scadenze. Si parte da 1 miliardo al 2030 con cedola del 3,6% e prezzo d’emissione a  99,824, isin XS3458960823; si sale al 4,15% di cedola sulla scadenza 2034 offerta per 1,25 miliardi con prezzo di 99,726, isin XS3458961045; un altro miliardo è offerto a 99,864 sulla scadenza 2038 con cedola del 4,55%, isin XS3458961128,  mentre alla tranche più lunga che scadrà nel 2045, è stata riservata una size da 850 milioni con cedola del 5,05% e prezzo di 99,76, isin XS3458961391. Il rating sui titoli è investment grade Baa2/BBB/BBB+, mentre il taglio minimo è di 100k+1k.

Iliad Group ha collocato una nuova emissione obbligazionaria da 650 milioni di euro, caratterizzata da una forte domanda di mercato. La nuova emissione obbligazionaria ha una scadenza superiore a cinque anni e una cedola annua del 4,125%. Inizialmente l’operazione era stata lanciata con un obiettivo di 500 milioni di euro e un prezzo indicativo compreso tra il 4,500% e il 4,625%, tuttavia l’operazione ha generato una forte domanda da parte degli investitori: il book degli ordini ha superato i 2 miliardi di euro, consentendo al Gruppo Iliad di ridurre la cedola al 4,125% e di aumentare l’importo finale dell’emissione a 650 milioni di euro, con una sottoscrizione superiore di oltre 2,5 volte all’offerta. Il successo di questa nuova emissione obbligazionaria, che segue quella di Settembre 2025 da 600 milioni di euro, rifletterebbe la solidità dei fondamentali del Gruppo, supportata dal continuo miglioramento dei risultati finanziari e dai recenti upgrade del rating creditizio da parte delle tre principali agenzie di rating a Ba1/BB+/BB+. Isin FR0014019WY8 e taglio minimo da 100k+100k.

Il gruppo veneto Conceria Pasubio spa, produttore di pellami pregiati per il segmento premium e luxury del settore automobilistico controllato da PAI Partners dal 2021,  ha rifinanziato il debito con l’emissione di 400 milioni di euro di bond senior secured a scadenza 2032 con cedola 9,5% e prezzo di emissione 100. I proventi dell’emissione sono serviti a rimborsare in anticipo i 340 milioni di euro di bond a tasso variabile con cedola pari al tasso euribor più 450 punti base a scadenza 2028, emessi nel 2021 ed a rimborsare in anticipo i 20 milioni di euro del bond cedola 10,9% sempre a scadenza 2028, emessi nel 2025. Il nuovo titolo ha isin XS3445916524, con taglio minimo da 100k+1k e prezzo d’emissione a 100, il rating è B3/B-.

Bilfinger SE (rating BBB- di S&P) ha completato con successo il collocamento di un prestito senior per un importo complessivo di 450 milioni di euro. La domanda da parte degli investitori è stata eccezionalmente forte sin dall’inizio; il portafoglio ordini si è rapidamente consolidato su tutte le tranche raggiungendo un volume superiore a due volte l’importo finale emesso: titoli a tasso variabile (FRN) con scadenza a 4,5 e 6,5 anni e a tasso fisso con scadenza 7 anni.  Grazie al portafoglio ordini che ha registrato un’elevata domanda in eccesso, Bilfinger ha triplicato l’ammontare dell’operazione, portandolo da 150 a 450 milioni di euro; ciò ha dimostrato la forte fiducia degli investitori nel profilo di credito e nel posizionamento di mercato della società.

Barclays emette il primo bond  a cinque anni costruito sul rendimento del BTP quinquennale, pensato per offrire agli investitori un rendimento potenzialmente superiore rispetto al titolo di Stato di pari durata, mantenendo la protezione del capitale a scadenza. Il titolo ( ISIN XS3183922262), quotato sul mercato Euro TLX di Borsa Italiana e denominato in euro, rappresenta una novità assoluta nel panorama delle emissioni strutturate perché è il primo bond costruito sul Solactive BTP 5Y Annual Compounded Yield Index, indice che replica l’andamento del rendimento del BTP italiano a cinque anni. Il bond ha una maturity di cinque anni, prezzo di emissione 99.50 e garantisce il rimborso del 100% del capitale nominale alla scadenza fissata il 22 luglio 2031. L’obbligazione prevede il pagamento di una cedola trimestrale condizionata dell’1,25%, pari al 5% annuo lordo, qualora nelle date di osservazione il rendimento del BTP quinquennale sia pari o inferiore al 3,5%. Le cedole sono dotate di effetto memoria”: qualora una cedola non venga corrisposta perché in una data di osservazione il rendimento del BTP supera temporaneamente la soglia prevista, il relativo importo potrà essere recuperato nelle date di osservazione successive, purché il rendimento torni al di sotto della barriera. A partire dalla fine del primo anno, l’obbligazione potrà essere richiamata anticipatamente tramite meccanismo di autocall. Il rimborso automatico scatterà qualora, nelle date di osservazione trimestrali, il rendimento del BTP a cinque anni sia pari o inferiore al 2,7%. In questo caso l’investitore riceverà il 100% del capitale nominale, l’ultima cedola maturata e le eventuali cedole accumulate in memoria. Qualora il rimborso anticipato non si verificasse, il bond proseguirà fino alla naturale scadenza nel luglio 2031. Alla data finale il capitale nominale verrà in ogni caso rimborsato integralmente. Se il rendimento del BTP sarà pari o inferiore al 3,5%, l’investitore riceverà anche l’ultima cedola e quelle eventualmente accumulate in memoria; qualora invece il rendimento risultasse superiore alla soglia prevista, il capitale verrà restituito integralmente, mentre l’ultima cedola e le eventuali cedole in memoria non saranno pagate. La struttura dell’obbligazione è stata studiata per consentire agli investitori di ottenere un rendimento superiore rispetto a quello attualmente offerto dal BTP quinquennale, mantenendo al tempo stesso un’esposizione ai tassi governativi italiani, purchè si verifichino tutti i parametri della struttura a favore dell’investitore,  rispetto ad un Btp, il  nuovo bond Barclays è tassato al 26% ed i paletti che sono nella struttura possono portare anche a cedole non corrisposte. Rating assegnato A+/AA-.

Altro bond ad alto rendimento, dal gruppo cartario Fedrigoni che ha emesso 665 milioni di euro con scadenza nel 2033 al tasso variabile euribor 3 mesi +375 che significa un rendimento nel primo trimestre in corso del 6,03%. Rating B3 ed isin XS3459788447 con taglio minimo da 100k+1k.

Sul fronte dollaro, American Airlines ha raccolto 1,325 miliardi di dollari statunitensi tramite un’emissione in due tranche. 1,015 miliardi di dollari sono stati raccolti tramite un’obbligazione a 12,5 anni con un rendimento del 5,70%, isin US02377TAA51 offerta a 100, mentre 273,912 milioni di dollari sono stati raccolti tramite un’obbligazione a 9 anni con un rendimento del 6,30%, isin US02377TAB35.  Le obbligazioni senior non garantite hanno rating BBB/BBB- (S&P/Fitch), con taglio minimo da 1k+1k.  L’obbligazione a 12,5 anni è un certificato pass-through di Classe A, mentre quella a 9 anni è un certificato pass-through di Classe B. Le clausole contrattuali includono garanzie incrociate, clausole di default incrociato e una clausola di ripartizione dei pagamenti in base alla quale gli interessi sul saldo del pool di Classe B vengono pagati prima del capitale dei certificati di Classe A. I proventi saranno utilizzati per finanziare gli aeromobili X-37 attualmente di proprietà di American Airlines o che si prevede saranno consegnati alla compagnia.

La società energetica statale di Abu Dhabi (Abu Dhabi National Energy), titolo chiamato sul mercato Taqauh,  ha emesso 750 milioni di dollari con scadenza nel 2031 e cedola del 5,125%, isin XS3446530621. Il taglio minimo è di 200 k +1 mentre il rating è vicino ai massimi livelli delle agenzie, AA3/ AA.