Analisi a cura di Eliézer Ndinga, Head of Research di 21shares
Il CLARITY Act, ovvero il disegno di legge volto a suddividere la supervisione sugli asset digitali digitali tra la Securities and Exchange Commission (SEC) e la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) e a classificare legalmente i token come security o commodity, ha già superato l’esame della Camera dei Rappresentanti e ottenuto il via libera da due commissioni del Senato. Tuttavia, dato che di norma i disegni di legge vengono presentati in una delle due camere e richiedono l’approvazione sia da parte di una commissione competente sia dell’assemblea plenaria, per poi ripetere l’iter nell’altra camera e giungere infine alla firma del Presidente, l’eventualità che il CLARITY Act diventi legge nel 2026 rimane incerta (probabilità attorno al 50%).
Tuttavia, queste tempistiche dilatate non sembrano rappresentare un grande problema, dato che i cambiamenti che questa legge porterebbe, seppur importanti, non riguardano l’accesso alle criptovalute, se non in modo molto marginale. Infatti, gli investitori possono già ottenere un’esposizione “spot” a Bitcoin, Ethereum, Solana e XRP tramite ETF ed ETP quotati negli Stati Uniti, senza che vi sia necessità una legge apposita. Quello che il CLARITY Act è piuttosto il passaggio da un orientamento normativo provvisorio, soggetto alle decisioni della politica, a un quadro giuridico stabile e vincolante, non facilmente ribaltabile dalle amministrazioni future.
Gli ostacoli all’approvazione del CLARITY Act
Come 21shares riteniamo che siano soprattutto tre gli ostacoli all’approvazione definitiva della nuova legge. Il primo riguarda i rendimenti delle stablecoin: sebbene la bozza del Senato preveda remunerazioni per i detentori di stablecoin, allo stesso tempo vieta gli interessi passivi simili a quelli dei depositi tradizionali. Di conseguenza, le banche interpretano questo cambiamento come il preludio a una fuga di depositi priva di tutele normative equivalenti.
Il secondo blocco è una questione etica. Per garantire l’approvazione, dal testo di maggio della Commissione Bancaria era stata rimossa una disposizione che vietava ai funzionari pubblici di detenere criptovalute mentre regolamentavano attivamente tale classe di attività (misura originariamente pensata per iniziative legate alla famiglia Trump). Recentemente, però, tale restrizione è stata reintrodotta sotto forma di proposta di legge, stabilendo un divieto temporaneo per l’attuale amministrazione in vigore fino al 2029.
Infine, le due versioni del testo del Senato devono essere unificate prima che sia possibile procedere al voto in aula, e l’agenda dei lavori è fitta. Il finanziamento del governo, la legge di autorizzazione alla difesa e il rinnovo della normativa sulla sorveglianza hanno tutti la precedenza rispetto a una proposta sulla struttura del mercato cripto che non prevede scadenze perentorie.
Le conseguenze sul Bitcoin del CLARITY Act
Finora si è detto che l’approvazione del CLARITY Act entro la fine del 2026 non è un evento così probabile e che, anche se passasse, le conseguenze sarebbero di stampo normativo più che di mercato. Quindi questo significa che una sua promulgazione o bocciatura non avrebbe effetti sul prezzo del Bitcoin e delle altre valute virtuali? Per rispondere a questa domanda, si può osservare la reazione del BTC alle elezioni presidenziali del 2024 e utilizzarla come termine di paragone per ipotizzare il comportamento della criptovaluta, anche se le performance passate non sono garanzia di quelle future.
Dall’analisi di regressione emerge che il Bitcoin non ha mostrato alcuna correlazione statisticamente significativa con le probabilità di vittoria elettorale di uno dei due candidati per gran parte della campagna; una sensibilità maggiore è emersa solo nelle ultime due settimane, man mano che l’esito si delineava. Quando la probabilità di vittoria di Donald Trump è aumentata – segnalando un possibile scenario favorevole agli asset digitali – il Bitcoin ha superato livelli di resistenza chiave, registrando un rialzo di circa il 25%.
Un’analisi analoga applicata al CLARITY Act per le elezioni di metà mandato di novembre di nuovo non evidenzia alcuna relazione statisticamente significativa, ma, alla luce del precedente del 2024, è lecito attendersi che il Bitcoin e l’intero mercato delle criptovalute diventino sempre più sensibili alle probabilità di approvazione man mano che ci si avvicina al voto. Più il mercato si avvicina alla definizione dell’esito, più è probabile che l’andamento dei prezzi inizi a riflettere l’esito legislativo.
Conclusioni
In sintesi, vale sicuramente la pena seguire l’evoluzione dell’iter sul CLARITY Act, ma gli investitori che ne attendevano l’approvazione perché speravano di avere un accesso più semplice al mercato hanno già ottenuto in gran parte ciò di cui avevano bisogno attraverso l’approvazione della SEC di un iter standard per la quotazione di ETF ed ETP sul suolo statunitense. Il risultato è che il panorama di questi prodotti spot si è evoluto più rapidamente dell’iter legislativo, con asset come Solana, XRP e altri che sono arrivati sul mercato senza una normativa specifica. Il contributo del disegno di legge, qualora venisse approvato, risiede nella stabilità a lungo termine e sia chiaro che il rischio che tale misura mira a mitigare esiste, ma si parla comunque di eventi estremi e poco probabili, non di una minaccia immediata.
C’è però un beneficiario indiretto ed è la tokenizzazione. I titoli di stato tokenizzati e gli strumenti analoghi rappresentano un mercato che si avvicina ai 30 miliardi di dollari e la nuova normativa contribuirebbe a ridurne il profilo di rischio, pur non essendone la fonte originaria. Tuttavia, i rischi legislativi e di liquidità legati agli strumenti tokenizzati rimangono significativi, a prescindere dall’esito del disegno di legge e sarà quindi fondamentale osservare le decisioni del leader della maggioranza al Senato in merito alla calendarizzazione dei lavori nelle prossime due settimane: si tratta del segnale più concreto, nel breve periodo, per capire se l’obiettivo del 2026 sia ancora raggiungibile.
