Il mercato azionario giapponese sta vivendo una fase di rinnovato entusiasmo dopo lunghi anni di stagnazione. La svolta è coincisa con l’ascesa politica di Sanae Takaichi, eletta alla guida del Partito Liberal Democratico nello scorso ottobre e poi confermata dalla schiacciante vittoria nelle elezioni parlamentari anticipate del febbraio 2026. Gli investitori sembrano aver accolto con favore questa transizione politica, interpretandola come un segnale di continuità e determinazione nel portare avanti le riforme economiche avviate dal defunto Shinzo Abe.
Takaichi, conservatrice populista e fedele allieva del suo mentore, ha proposto una versione aggiornata delle politiche espansive nota come “Sanaenomics“. Il suo programma prevede investimenti strategici in settori chiave, stimoli fiscali e riforme strutturali per rilanciare l’espansione economica. Tra le prime misure adottate, la sospensione dell’imposta dell’8% sui generi alimentari per alleviare il costo della vita e un pacchetto di stimoli da oltre cento miliardi di dollari. Ma è soprattutto l’accelerazione delle riforme aziendali volte a migliorare l’efficienza del capitale, sostenere la ricerca e sviluppo e promuovere la sicurezza economica a rappresentare il vero banco di prova per conquistare la fiducia degli investitori globali.
Le sfide di una crescita sostenibile
Nonostante l’ottimismo, le difficoltà non mancano. Il nuovo Governo deve sostenere la domanda interna attraverso aumenti salariali, contenendo al contempo un’inflazione cronica che rischia di minare la fiducia dei consumatori. L’uscita dal lungo contesto deflazionistico, pur rappresentando un successo politico, ha creato tensioni tra i consumatori e un inasprimento delle condizioni finanziarie che potrebbe esercitare pressione sugli utili interni.
Il deprezzamento dello yen, sebbene favorevole per gli esportatori, penalizza i consumatori aumentando il costo dei beni importati. Sul fronte fiscale, il Giappone ha migliorato la propria posizione rispetto alla maggior parte dei paesi del G7, ma deve ancora gestire un debito pubblico che supera il duecento per cento del PIL. A ciò si aggiungono fattori esterni come l’aumento dei prezzi dell’energia legato al conflitto in Medio Oriente, che potrebbe rappresentare un ostacolo significativo data la dipendenza del Giappone dalle importazioni di petrolio e gas naturale.
Tuttavia, come sottolinea Kei Okamura, Portfolio Manager di Neuberger, “un vantaggio fondamentale per Takaichi è la sua attuale maggioranza qualificata alla Camera bassa giapponese, insieme al controllo di importanti commissioni politiche, che dovrebbe contribuire a spianare la strada alla sua agenda. Questo è un motivo chiave per cui, nonostante le questioni a breve termine, riteniamo che la situazione del Giappone dovrebbe continuare a mostrare progressi nel medio-lungo termine”.
Flussi e valutazioni: è ancora tempo di investire?
Il mercato azionario giapponese ha compiuto progressi notevoli in breve tempo, sollevando un interrogativo fondamentale per gli investitori: è ormai troppo tardi per entrare? Secondo Okamura, nonostante la recente volatilità, “da qui in avanti si possono verificare periodi di volatilità nel breve termine, ma riteniamo che ci possa essere un notevole margine di crescita, date le tendenze secolari positive e il miglioramento del sentiment degli investitori”.
Un dato interessante emerge dal confronto con il passato. Al culmine dell’entusiasmo per le politiche di Abe, un decennio fa, il mercato giapponese registrò circa ventiquattro trilioni di yen di investimenti esteri netti cumulativi. Dagli annunci del Liberation Day dell’aprile 2025 fino alla metà di febbraio 2026, tale cifra ha raggiunto i quindici trilioni di yen, ben al di sotto del precedente record, nonostante i significativi contributi alla crescita e alla redditività apportati dalle recenti riforme aziendali.
Per quanto riguarda le valutazioni, mentre molti investitori si concentrano sul ristretto indice Nikkei 225, attualmente considerato costoso, Okamura suggerisce di guardare al Topix, più diversificato con circa millesettecento emittenti. “Le valutazioni, pur essendo più elevate rispetto a un paio di anni fa, rimangono a nostro avviso ragionevoli: l’indice Topix viene scambiato a quindici volte gli utili previsti per il 2027 rispetto alle diciotto volte dell’S&P 500, con un rapporto price/book pari a 1,7 contro il 5,1 dell’S&P 500”.
Il vantaggio della selezione attiva
In questo contesto, la capacità di selezionare i titoli giusti diventa cruciale. Okamura sottolinea che “il contesto futuro dovrebbe favorire gli stock picker”. Di fronte all’aumento strutturale dei costi dei fattori produttivi e della manodopera, e in un contesto caratterizzato dalle sfide poste dai dazi statunitensi e dai cambiamenti in materia inflazionistica, le società giapponesi di qualità dotate di dimensioni significative, quote di mercato, forte fedeltà al marchio e potere di determinazione dei prezzi hanno dimostrato una maggiore resilienza rispetto alle altre.
Inoltre, mentre l’intelligenza artificiale ha decimato alcuni settori del mercato statunitense, ha di fatto suscitato interesse per le notevoli capacità del Giappone nel campo della robotica e dell’automazione, considerate la prossima ondata del trend dell’IA.
Okamura suggerisce di non limitare la ricerca alle large cap: “avventurarsi nel segmento SMID cap può rivelarsi altrettanto redditizio, in parte perché le riforme volte a stimolare la crescita e la redditività stanno prendendo piede più lentamente in questo segmento di mercato. Tali società potrebbero inoltre essere particolarmente aperte al dialogo con gli investitori per migliorare le proprie pratiche aziendali e contribuire a generare valore per gli azionisti”.
Prospettive future
Le riforme giapponesi in materia di governance aziendale e gestione del capitale restano fondamentali per il percorso di ripresa del Paese. Tuttavia, l’attenzione degli investitori si sta spostando verso ciò che queste riforme potrebbero generare: una crescita secolare degli utili. Le aziende cercano sempre più spesso di impiegare il proprio capitale in eccesso per espandere il business, attraverso investimenti in capex, ricerca e sviluppo o fusioni e acquisizioni.
Con l’elezione decisiva del nuovo primo ministro e la possibilità di mantenere le attuali riforme e lo slancio di crescita, Okamura conclude che “il mercato giapponese possa avere molto da offrire agli investitori nei prossimi anni”. Una prospettiva che, se confermata dai fatti, potrebbe segnare l’inizio di una nuova era per l’economia del Sol Levante, finalmente uscita dal lungo tunnel della stagnazione.
