Incertezza crescente? Ecco perché i modelli finanziari tradizionali possono tradire

Secondo gli esperti di Behavioural Investment esiste una confusione diffusa tra due concetti chiave: rischio e incertezza. “Il rischio può essere inteso come qualsiasi situazione in cui esiste più di un possibile risultato, ciascuno con una probabilità nota”, spiegano. L’esempio classico è il lancio di un dado a sei facce, dove i risultati sono noti e le probabilità uguali. “Fondamentalmente, questo scenario non contiene incertezza”.

Perché? Perché siamo certi dei possibili risultati e delle relative probabilità. L’incertezza emerge esattamente quando perdiamo fiducia su quali possano essere questi scenari futuri, o sulla loro probabilità. “L’esistenza umana è intrinsecamente incerta”, ricordano gli analisti.

Le due forme di incertezza che contano per gli investitori

Gli esperti distinguono due tipi di “crescente incertezza” rilevanti per chi investe. La prima è quella che definiscono “incertezza normale”: “Maggiori dubbi sulle probabilità associate agli esiti futuri. Ci sentiamo a nostro agio con il nostro modello del mondo, ma siamo meno sicuri della probabilità che un determinato risultato si verifichi”.

La seconda forma è più profonda e viene chiamata “incertezza del modello”. Questa si verifica “quando un regime politico, di mercato o economico subisce un profondo cambiamento o uno shock, lasciandoci incerti su quale modello sia appropriato in primo luogo”. Gli autori fanno un esempio estremo: fare proiezioni su un paese in via di sviluppo sapendo che esiste la concreta possibilità di una rivoluzione e di un cambio di regime. “Non potrete essere certi che il modello che state applicando rimarrà valido”, avvertono.

Quando gli investitori parlano di “incertezza crescente”

Secondo la newsletter, le preoccupazioni attuali degli investitori riguardano “il comportamento dell’amministrazione Trump, l’ascesa del populismo, un regime inflazionistico in continua evoluzione e la trasformazione della globalizzazione”. Ciò che preoccupa non è semplicemente la calibrazione del vecchio modello, ma piuttosto “la sua eventuale inadeguatezza o obsolescenza”.

Gli autori tengono a precisare che quando parlano di “modelli” non intendono modelli formali o tecnici, bensì “le strutture mentali che utilizziamo per interpretare il funzionamento del mondo”.

Non siamo passati dalla prevedibilità all’imprevedibilità

Nonostante la sensazione di maggiore incertezza, gli esperti invitano alla calma storica. “I mercati finanziari sono intrinsecamente incerti. Ecco perché le previsioni politiche, economiche e relative alle diverse classi di attività si rivelano così costantemente errate”. E aggiungono: “Non siamo passati improvvisamente da un contesto prevedibile a uno imprevedibile. Nel corso dell’ultimo secolo abbiamo attraversato enormi trasformazioni sociali, politiche ed economiche, e i rendimenti delle principali classi di attività si sono mantenuti stabili”.

Tuttavia, avvertono, questa resilienza a lungo termine “non significa che tali contesti siano facili per gli investitori. Non lo sono. Creano sfide profonde, molte delle quali di natura comportamentale”.

Ignorare gli indovini

Quali comportamenti adottare, allora? La prima raccomandazione è chiara: “Più ci sentiamo incerti, più ci verranno proposti prodotti e servizi che promettono di guidarci al posto nostro”. Fondi che si adattano a tutte le condizioni di mercato o ricerche che vantano intuizioni uniche per un nuovo mondo diventeranno comuni. “Questi potrebbero sembrare allettanti antidoti al disagio, ma dovremmo essere scettici. Se il futuro è davvero più incerto, aggiungere ulteriori previsioni non è una soluzione valida”.

Evitare la concentrazione e accettare il costo della diversificazione

In un mondo incerto, spiegano gli autori, “la fiducia nel futuro diminuisce. La concentrazione su singoli titoli, fondi, classi di attivi o temi diventa particolarmente rischiosa. Se non sappiamo dove stiamo andando, dovremmo evitare un’eccessiva esposizione a un singolo scenario”.

I pericoli della concentrazione possono essere mitigati “dalla prudenza della diversificazione, ovvero dall’investimento in attività che si comporteranno bene in scenari diversi”. Sembra semplice, ammettono, ma è psicologicamente difficile, “perché non ci piace detenere attività che sembrano destinate a rimanere indietro”. Una buona diversificazione in un contesto incerto significa “sentirsi a proprio agio nel possedere attività che avrebbero avuto prestazioni migliori in scenari che non si sono verificati”.

Diffidare dei modelli di rischio

Infine, gli esperti mettono in guardia dall’eccessiva fiducia negli strumenti tecnici. “Sebbene sappiamo che ‘tutti i modelli sono sbagliati, ma alcuni sono utili’, spesso, quando si parla di modelli di rischio, diamo troppa importanza all’aspetto ‘utile’ e minimizziamo quello ‘sbagliato’”. Questa sicurezza, spiegano, è spesso illusoria, “particolarmente acuta quando l’incertezza riguarda principalmente il ‘modello’: un quadro di riferimento per la valutazione del rischio, calibrato sul vecchio modello, può fornire risposte apparentemente precise a domande che non sono più pertinenti”.

Concentrarsi sui fattori gravitazionali

Come bussola in un contesto incerto, gli analisti suggeriscono di concentrarsi su ciò che definiscono “fattori gravitazionali”: “Anche in un contesto incerto, esistono elementi di investimento che tendono a funzionare nel tempo: quelli che esercitano una forza di attrazione fondamentale. Tra questi, i rendimenti che otteniamo, le valutazioni che paghiamo e i flussi di cassa che si capitalizzano nel tempo. È più probabile che queste forze agiscano indipendentemente da quale scenario futuro si prospetti”.

Concludono ricordando che il mondo e i mercati finanziari sono sempre stati imprevedibili. “Ci sono, tuttavia, periodi in cui sembra che le regole del gioco siano cambiate. Che ciò si riveli vero o meno è meno importante che riflettere attentamente sui comportamenti necessari per muoversi con successo in tali contesti”.