Un nuovo protagonista sta rimodellando il mercato obbligazionario globale. Non sono le banche, né i tradizionali titoli industriali, ma le grandi aziende tecnologiche americane. Secondo un’analisi di M&G Investments firmata da Richard Woolnough, fund manager della casa di gestione, Alphabet, Amazon e Meta hanno avviato una fase di emissioni senza precedenti, destinata a cambiare le regole del credito investment grade.
La grande corsa all’intelligenza artificiale
Negli ultimi sei mesi, il cambiamento più significativo nei mercati creditizi è arrivato dalla cosiddetta “Big Tech”. Le tre società stanno emettendo debito su una scala raramente vista nel settore. “Combinate, queste aziende sono ora tra i contributori più rilevanti all’offerta globale di bond societari”, scrive Woolnough. Dietro a questa ondata di emissioni c’è una realtà semplice: le più grandi aziende tecnologiche stanno entrando in un ciclo di spese in conto capitale che non può essere finanziato solo attraverso il flusso di cassa.
Due forze trainanti
Secondo l’analista, due fattori spingono questo cambiamento. Il primo è l’intelligenza artificiale. La costruzione di data center, semiconduttori, reti e infrastrutture di supporto è straordinariamente intensiva in termini di capitale. Come già visto in passato nei cicli di investimento delle telecomunicazioni e dei media, i bilanci si stanno espandendo per finanziare quella che viene considerata la prossima fase di crescita strutturale.
Il secondo fattore è la politica statunitense. Gli incentivi incorporati nell’attuale quadro fiscale hanno migliorato materialmente l’economicità della spesa in conto capitale domestica, accelerando di fatto gli investimenti. “In pratica, questo agisce come un sussidio e le imprese stanno rispondendo di conseguenza”, osserva Woolnough.
Debito in crescita, ma qualità del credito solida
Normalmente, un forte aumento dell’indebitamento metterebbe sotto pressione la qualità del credito. Ma in questo caso, sottolinea il documento, la scala degli utili conta più della scala delle emissioni. Considerando che l’Ebitda complessivo di Alphabet, Amazon e Meta si aggira tra 150 e 200 miliardi di dollari, anche un forte incremento del debito si traduce in variazioni modeste della leva finanziaria. “L’impatto sul rapporto debito/Ebitda è limitato e questi emittenti rimangono ben al di sotto delle soglie richieste per un rating high investment grade”, si legge nell’analisi.
L’effetto immediato: prezzi più interessanti per gli investitori
L’effetto più immediato, però, è sulla formazione dei prezzi di mercato. I mercati obbligazionari tendono a reagire a grandi aumenti dell’offerta chiedendo spread più elevati. “Ciò che rende notevole l’episodio attuale è che sta accadendo in alcuni dei nomi di qualità più alta del mercato”, afferma Woolnough.
Tuttavia, esistono vincoli strutturali dal lato della domanda. A differenza degli investitori azionari, i portafogli obbligazionari sono tipicamente soggetti a severi limiti di diversificazione. L’esposizione verso un singolo emittente è limitata ben al di sotto dei livelli comuni nelle azioni. “Nel breve termine, il mercato obbligazionario fa semplicemente fatica ad assorbire emissioni di questa scala”, spiega l’esperto. Il risultato è una notevole dislocazione: alcune delle società più grandi e redditizie del mondo stanno emettendo debito a spread che appaiono interessanti rispetto al più ampio mercato investment grade.
Una rara finestra di opportunità
Per Woolnough, la combinazione di fondamentali solidi, investimenti guidati da politiche pubbliche e temporanee pressioni sull’offerta sta aprendo una finestra verso il credito di alta qualità a valutazioni più favorevoli del previsto. “Oggi l’impennata dei prestiti da parte delle grandi aziende tecnologiche non è solo una storia di finanziamento della crescita: sta anche creando un raro punto di ingresso per gli investitori obbligazionari e un’opportunità per investire in Big Beautiful Bonds”, conclude il fund manager di M&G Investments.
