Secondo Sebastien Mallet, portfolio manager Global Value Equities di T. Rowe Price, il value investing sta vivendo una fase di rinnovata vitalità al di fuori degli Stati Uniti. “In Europa, in Giappone e nei mercati internazionali il Value ha funzionato, sostenuto da tassi più elevati, da una dinamica più forte delle materie prime e da una rinnovata attenzione degli investitori verso i flussi di cassa e le valutazioni”.
Mallet sottolinea come gli Stati Uniti rappresentino l’eccezione, con un ristretto gruppo di società tecnologiche a grande capitalizzazione che ha continuato a dominare i rendimenti. Ma anche lì, le ragioni a favore del Value potrebbero rafforzarsi, man mano che la leadership di mercato si amplia e le tesi di investimento per le grandi tech diventano a maggiore intensità di capitale.
Un nuovo regime macroeconomico
L’attuale panorama degli investimenti è plasmato da inflazione persistente, spesa fiscale elevata, mercati del lavoro più rigidi, domanda di materie prime strutturalmente più forte e crescente frammentazione geopolitica. “Queste non sono semplicemente forze cicliche a breve termine”, avverte Mallet. “Indicano una potenziale svolta nel modo in cui i mercati si comportano e in cui vengono generati i rendimenti”. In questo contesto, il Value non è più solo una posizione contrarian. “Crediamo che stia diventando sempre più parte della prossima fase di leadership del mercato”.
La rinascita del Value oscurata dalla leadership tecnologica Usa
Le aree value in Europa e Giappone hanno registrato rendimenti relativi più forti dal 2022, sostenuti da dinamiche macroeconomiche più favorevoli. “In queste regioni, i settori dell’economia reale, in particolare quelli legati all’attività industriale e alle materie prime, hanno guidato la performance del mercato”. Negli Stati Uniti, invece, il dominio di poche società tech legate all’intelligenza artificiale ha mascherato queste tendenze. “Questa divergenza è importante. Suggerisce che i fattori a sostegno del Value investing sono già in atto a livello globale, ma negli Stati Uniti sono stati temporaneamente oscurati da un insieme concentrato di titoli Growth”.
L’evoluzione delle ragioni a favore del Value negli Stati Uniti
Mallet osserva che anche negli Usa le ragioni per il Value potrebbero cambiare. Le tesi di investimento per le grandi tech rimangono solide, ma molti fattori di crescita strutturale (pubblicità digitale, cloud, software-as-a-service) stanno maturando. L’ascesa dell’IA sta diventando più intensiva in termini di capitale. “L’entità degli investimenti richiesti per costruire e mantenere l’infrastruttura di IA sta aumentando, esercitando una pressione reale sulla generazione di free cash flow e comprimendo potenzialmente i margini”. Restano irrisolte questioni di monetizzazione, dinamiche competitive e rischio di nuovi operatori. “Ciò non sminuisce l’importanza di queste aziende, ma suggerisce che il loro ruolo come unici motori dei rendimenti di mercato potrebbe diventare meno dominante nel tempo”.
Dalla ripresa al ribilanciamento
Alcuni investitori si chiedono se abbiano perso l’opportunità di partecipare alla ripresa del Value. Secondo Mallet, l’evidenza indica un ribilanciamento più ampio. “Il capitale viene sempre più reindirizzato verso settori a maggiore intensità di capitale, mentre l’attività economica globale sta diventando più legata agli asset reali e alle infrastrutture, aree tradizionalmente più orientate al Value”. La crescente importanza di materie prime, produzione industriale e infrastrutture fisiche suggerisce che l’economia reale sta riacquistando un ruolo di primo piano nel guidare i rendimenti.
Il doppio ruolo dell’intelligenza artificiale
L’IA gioca un duplice ruolo: è un potente motore di investimenti, innovazione e produttività, ma contribuisce anche alla concentrazione dei rendimenti in poche aziende, soprattutto negli Usa. “Ciò ha creato una dinamica in cui l’IA sta sia oscurando il più ampio spostamento verso il Value, sia accelerando la necessità di investimenti di capitale, che in ultima analisi sostiene i settori orientati al Value”. Con l’adozione dell’IA che si amplia tra i vari settori, il suo impatto è destinato a estendersi oltre la tecnologia, rafforzando il ribilanciamento della leadership di mercato.
Value e Growth: entrambi hanno un ruolo da svolgere
Mallet conclude che stiamo assistendo all’emergere di un mercato con una leadership più ampia, in cui molteplici motori di rendimento riemergono e la disciplina delle valutazioni diventa sempre più importante. “Sia il Growth sia il Value hanno contribuito in modo significativo ai rendimenti. Ciò riflette un contesto di mercato più complesso, in cui le forze strutturali sono sempre più favorevoli al Value, ma il Growth rimane un’importante fonte di rendimento potenziale, in particolare nelle aree che beneficiano del cambiamento tecnologico”. In questo mercato più equilibrato, “il successo dipenderà meno dall’allocazione di stile e più da una selezione disciplinata degli investimenti”.

