“Nel 2026 gli investitori si trovano ad affrontare molte preoccupazioni. Tra le guerre in Medio Oriente e in Ucraina, le complesse controversie commerciali nelle principali regioni economiche del mondo, i crescenti timori sull’impatto dell’intelligenza artificiale e le profonde divisioni politiche negli Stati Uniti e altrove, può risultare difficile separare le emozioni dalle decisioni di investimento concrete”. A dirlo è Steven Watson, Equity Portfolio Manager di Capital Group, che invita a non lasciarsi paralizzare dall’incertezza.
Secondo Watson, l’ultimo conflitto in Iran rappresenta solo l’ultimo esempio di una lunga serie di shock. Eppure, nonostante i titoli allarmanti e il prezzo del petrolio elevato, il gestore mantiene un approccio orientato al lungo periodo: “I periodi difficili possono anche offrire opportunità di investimento interessanti per gli investitori pazienti e orientati al lungo termine”.
Il mercato azionario guarda avanti
Nonostante il brusco aumento del petrolio dall’inizio della guerra in Iran, l’indice S&P 500 ha toccato un nuovo massimo storico. Secondo Watson, “il mercato azionario anticipa una rapida fine delle ostilità”. A sostegno di questa tesi, cita anche i futures sul petrolio, che indicano un ritorno dei prezzi verso i 73 dollari al barile entro fine anno, livello precedente all’attacco di Stati Uniti e Israele del 28 febbraio.
Il settore energetico, da tempo snobbato, torna sotto i riflettori
“Siamo ottimisti anche sul settore energetico, che è stato a lungo snobbato dagli investitori”, afferma Watson. Se è vero che colossi come Exxon, Royal Dutch Shell e TotalEnergies hanno beneficiato del rialzo del greggio durante il conflitto, il manager sottolinea come il comparto sia cambiato strutturalmente: “A prescindere dalle oscillazioni a breve termine dei prezzi del petrolio, l’attenzione è meno concentrata sulla ricerca di nuovi giacimenti da sfruttare e più incentrata su una gestione oculata del bilancio, una strategia oculata in materia di spese in conto capitale e una politica seria sui dividendi”.
IA: non solo vittime, ma anche promotori
Capital Group sta inoltre “setacciando le macerie dell’intelligenza artificiale” alla ricerca di società ingiustamente penalizzate dal timore che le applicazioni di IA di facile utilizzo possano danneggiarne l’attività. Tra queste, Watson cita grandi società di software come la tedesca SAP, e aziende dei viaggi online come la cinese Trip.com e la spagnola Amadeus IT Group. “A nostro avviso, queste aziende sono promotrici dell’intelligenza artificiale, non ‘vittime dell’intelligenza artificiale’”, precisa il portfolio manager.
La volatilità è un’amica, non una nemica
Watson conclude con una riflessione sulla volatilità: “Tutti i temi di investimento di cui abbiamo parlato finora hanno attraversato periodi di volatilità, snobbati dagli investitori per un motivo o per l’altro. Fa parte del gioco, specialmente se si dà priorità alle valutazioni e non ci si preoccupa di aspettare che un investimento torni in auge in un momento futuro”. I problemi e l’incertezza, aggiunge, “sono terreno fertile per queste opportunità. E l’incertezza è sempre dietro l’angolo”. Infine, una notazione critica sulla memoria collettiva: “Potremmo immaginare un passato caratterizzato da bassa volatilità e grande certezza, ma pensiamo che se è così che ricordate il passato probabilmente lo state ricordando male”.
