Giappone: ecco perché inserirlo in portafoglio secondo Comgest

Mentre le tensioni in Medio Oriente tengono con il fiato sospeso i mercati energetici di mezza Asia, il Giappone guarda alla crisi con un vantaggio strategico non indifferente. Secondo Richard Kaye, portfolio manager del fondo Comgest Growth Japan di Comgest, il Paese del Sol Levante è meno esposto dello shock rispetto ad altre economie regionali grazie a due pilastri: riserve petrolifere che superano i 200 giorni di consumi e una solida esposizione al gas naturale australiano.

“Il Giappone non è certo estraneo alla scarsità di risorse”, spiega Kaye all’interno del suo ultimo commento di mercato. E proprio questa consapevolezza storica ha plasmato un modello di sicurezza energetica che oggi lo rende più resiliente. Ma il nocciolo della tesi di Kaye va ben oltre le commodity: i settori in cui il Giappone eccelle – brand di consumo aspirazionali, contenuti innovativi e tecnologia avanzata – servono clienti situati in paesi ben più vulnerabili alle attuali dislocationi geopolitiche.

Sul fronte monetario, la Banca del Giappone ha nuovamente rinunciato a modificare la propria politica, deludendo chi sperava in una svolta. Kaye osserva che lo stile Value nel mercato giapponese è stato strettamente correlato ai rendimenti statunitensi dall’epoca del Covid, con il suo periodo più brillante nel 2021-23. “Sebbene il value continui a sovraperformare dall’inizio dell’anno, si è recentemente indebolito”, scrive il portfolio manager. “Nella misura in cui il value rifletteva le speranze di un significativo cambiamento di politica della Banca del Giappone, tali speranze sono state piuttosto messe alla prova”.

Nel corso dell’ultimo trimestre, gli incontri con le aziende hanno restituito un quadro sorprendentemente dinamico. Kaye segnala una ripresa della domanda nella catena di fornitura dell’elettronica in Cina (con un caso emblematico rappresentato da Keyence), prospettive molto solide per le società di apparecchiature per semiconduttori come Lasertec e Disco data la carenza di memoria, una forte pipeline di software per videogiochi come si osserva in Sony, e la notevole capacità dei brand giapponesi di intercettare il consumatore asiatico emergente – illustrata dai forti risultati di Fast Retailing in Cina nonostante un contesto dei consumi generalmente incerto.

Incontri con il senior management di Cognex e ASML hanno confermato due trend chiave: l’avvio di un ciclo pluriennale per i sensori ottici (con effetti già visibili presso Keyence) e la sorprendente solidità, durata e visibilità della domanda di litografia EUV. Quest’ultimo aspetto ha riflessi diretti su Lasertec, che domina la fornitura di apparecchiature per l’ispezione di blanks per fotomaschera nelle applicazioni EUV.

Disco ha registrato una performance positiva trainata dalla ripresa degli ordini per le sue macchine da taglio per wafer di semiconduttori, in particolare per la tecnologia di packaging CoWoS (Chip on Wafer on Substrate) di TSMC. Shin-Etsu Chemical ha avanzato su segnali di tensione tra domanda e offerta nel PVC, uno dei suoi prodotti principali, nonostante commenti cauti sul business dei wafer per semiconduttori nell’ultima stagione degli utili. Mitsubishi Heavy Industries ha continuato a performare bene grazie a ordini record e a un portafoglio ordini in crescita nella divisione turbine a gas, unitamente al sentiment positivo sulla spesa per la difesa – che rappresenta una percentuale di ricavi nell’ordine del 10-13%.

Uno dei rally più significativi è stato quello di Ajinomoto, storicamente nota per il suo ruolo nell’alimentare ma oggi protagonista nel settore tech grazie alla netta ripresa del business ABF (Ajinomoto Build-up Film). Kaye individua qui una crescita strutturale di lungo termine, data l’importanza di questa tecnologia per le unità di elaborazione grafica di Nvidia e la posizione unica di Ajinomoto come fornitore.

“I temi legati ai semiconduttori sono stati e rimangono solidi”, sottolinea il portfolio manager, “trainati dalla domanda finale per l’architettura dei data center e dalle capacità uniche di società come Disco nel taglio dei wafer e nelle nuove architetture di memoria DRAM”.

Tra le storie meno note ma potenzialmente di grande valore, Kaye cita Sky Perfect JSAT, il principale operatore satellitare giapponese. La società potrebbe valorizzare il suo storico business legato al broadcasting con nuove applicazioni nella difesa – dove è già stata selezionata nell’ambito di un consorzio governativo – nonché nella sorveglianza industriale e agricola.

Quanto alle prospettive per il paese, il secondo governo Takaichi appare determinato non tanto a difendere e regolamentare, quanto a valorizzare i punti di forza nazionali in settori prioritari che spaziano dall’IA all’aviazione, in particolare negli investimenti congiunti con gli Stati Uniti nei data center, nella difesa e nell’energia.

Kaye non ignora i segnali di cautela che arrivano da alcuni strategist, secondo i quali gli utili aggregati reali in Giappone starebbero già diminuendo poiché lo yen ha smesso di deprezzarsi così nettamente. Ma la sua lettura rimane selettivamente ottimista: “I punti di forza genuini del Giappone nei settori in cui è competitivo a livello globale, o dove è spesso l’unico fornitore di certi prodotti e servizi, dovrebbero continuare a rappresentare fonti di crescita – sovraperformando il mercato giapponese nel suo complesso e altri indici. Sono precisamente questi punti di forza che cerchiamo di intercettare”.