L’inasprirsi delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente continua a influenzare le strategie di investimento globali, imponendo agli operatori una revisione delle prospettive su crescita, inflazione e asset allocation. In questo contesto, resta centrale il tema dell’energia, destinato ad avere effetti più duraturi del previsto sulle economie e sui mercati.
Secondo Patrick Brenner, Chief Investment Officer Multi-Asset di Schroders, le scelte recenti si sono rivelate appropriate: “Eravamo nel giusto a mantenere la nostra posizione di sovrappeso nell’azionario nonostante l’incertezza geopolitica delle ultime settimane, ma dobbiamo riconoscere che l’interruzione delle forniture energetiche sarà probabilmente più persistente di quanto supposto agli albori del conflitto in Medio Oriente”.
Nonostante il quadro complesso, le aziende hanno mostrato una certa solidità. “Gli utili societari si sono dimostrati resilienti e, quando modelliamo l’impatto di prezzi energetici più elevati, emerge una significativa divergenza regionale, con gli Stati Uniti relativamente poco influenzati mentre l’Europa e l’Asia risultano più vulnerabili”.
Petrolio incerto, focus sulle materie prime agricole
Il mercato petrolifero resta altamente imprevedibile. “La situazione del mercato petrolifero continua a essere estremamente binaria e guidata dagli eventi geopolitici. È quindi molto difficile per noi assumere una posizione a questi livelli di prezzo”.
In risposta a questo scenario, la strategia si è orientata verso altri comparti: “Riconoscendo il rischio di un’interruzione più prolungata, abbiamo deciso di assumere una posizione lunga sulle materie prime agricole, dove i prezzi non hanno reagito finora”.
Parallelamente, resta confermata la fiducia nell’oro come asset difensivo: “Abbiamo mantenuto la nostra posizione lunga sull’oro: sebbene riconosciamo che la sua correlazione con l’azionario sia aumentata, continuiamo a credere che offra un’esposizione difensiva migliore rispetto ai titoli di Stato, date le nostre preoccupazioni sulla sostenibilità del debito a lungo termine”.
Obbligazionario: cambia il quadro sui tassi
Sul fronte obbligazionario, il recente aggiustamento delle aspettative sui tassi ha modificato il quadro. “Dopo il rapido riprezzamento delle aspettative sui tassi, le valutazioni obbligazionarie basate sul nostro modello di fair value non sono più costose”, spiega Brenner.
Allo stesso tempo, “la distribuzione del rischio macro è evoluta”, passando da uno scenario dominato dall’inflazione a uno più equilibrato tra inflazione e crescita. Questo ha portato a un cambiamento operativo: “Sulla base di questo scenario, abbiamo chiuso la nostra posizione corta sui titoli di Stato”.
A livello geografico emergono differenze: “Manteniamo la nostra posizione di sottopeso sui bond statunitensi, dove l’economia rimane relativamente più resiliente, ma favoriamo i bond europei, specificamente i Btp”. Resta invece prudenza su altri segmenti: “Rimaniamo sottopesati sulle obbligazioni investment grade negli Stati Uniti poiché gli spread attuali offrono scarsa protezione contro i potenziali rischi stagflazionistici”.
Azionario: preferenza per Usa e tecnologia
Per quanto riguarda l’azionario, le valutazioni appaiono leggermente più interessanti. “Le valutazioni azionarie sono leggermente migliorate, in quanto i prezzi non hanno tenuto il passo con gli utili”.
Una dinamica che potrebbe sostenere ulteriori rialzi: “Ci aspettiamo ulteriori guadagni dall’azionario guidati dagli utili”. La preferenza resta orientata verso gli Stati Uniti e il comparto tecnologico, ma con aperture ad altri mercati: “Continuiamo ad avere una predilezione per gli Stati Uniti e la tecnologia… Al fine di diversificare il rischio, ad aprile abbiamo preso posizione anche sull’azionario del Regno Unito e del Canada”.
Valute e scenario macro
Sul fronte valutario, cambia la view sul dollaro: “Abbiamo rivisto la nostra view sul dollaro statunitense da positiva a negativa”, mentre migliorano le prospettive per lo yen e resta positivo il giudizio sul debito emergente in valuta locale.
Nel complesso, lo scenario centrale resta costruttivo, pur con crescenti rischi: “Tutto sommato, il nostro scenario centrale è ancora quello di una crescita nominale positiva, sostenuta dalla spesa pubblica e dagli investimenti strategici nella difesa e nella resilienza delle catene di approvvigionamento”.
Tuttavia, conclude Brenner, “abbiamo riflettuto l’aumento dei rischi per la crescita derivanti dalle perturbazioni in Medio Oriente neutralizzando la nostra posizione di sottopeso nei titoli di Stato e andando lunghi sulle materie prime agricole e sui mercati azionari legati all’energia”.
