L’incertezza legata al conflitto in Medio Oriente e la minaccia di una stagflazione globale stanno spingendo gli investitori a rivedere le proprie strategie. Secondo gli esperti della Strategy Unit di Pictet Asset Management, la priorità diventa proteggere il capitale, riducendo le posizioni più aggressive e tornando a un allocazione più neutrale. “Le ragioni per cui le obbligazioni si stanno muovendo in parallelo con le azioni sono però chiare. Una crisi energetica provocata da un conflitto militare porta in primo piano la minaccia di stagflazione: un esito negativo sia per il reddito fisso che per l’azionario”, spiegano gli analisti nella loro analisi pubblicata il 17 aprile 2026.
L’impatto della guerra su inflazione e crescita
Secondo le stime di Pictet AM, una stabilizzazione del prezzo del petrolio ai livelli attuali comporterebbe un aumento medio dell’inflazione dello 0,5% e una riduzione della crescita globale dello 0,5%. Tuttavia, come sottolineano gli esperti di Pictet AM, “la difficoltà per gli investitori risiede proprio nell’utilizzare queste stime come guida per l’allocazione tattica. Il prezzo del greggio e, per estensione, le aspettative sull’inflazione e sulla crescita potrebbero spostarsi notevolmente al di sopra o al di sotto di questi livelli: tutto dipende dalla rapidità con cui terminerà il conflitto in Medio Oriente”.
Le scelte tattiche su Treasury e debito emergente
Di fronte a questo scenario imprevedibile, Pictet AM ha deciso di ridurre le posizioni di sottopeso e sovrappeso. “Poiché non siamo in grado di prevedere con certezza gli sviluppi di questa guerra, riteniamo prudente riportare le nostre allocazioni obbligazionarie alla ponderazione di riferimento”, spiegano gli analisti. Di conseguenza, la posizione sui Treasury USA è passata da sottopeso a neutrale, anche perché “i rendimenti sono già saliti” e “la Fed ha un duplice mandato, il che a nostro avviso limita la possibilità di ulteriori sell-off di obbligazioni statunitensi”. Allo stesso modo, è stata ridotta da sovrappeso a neutrale l’allocazione al debito sovrano e societario in valuta locale dei mercati emergenti.
Le valute difensive come riparo
Pur tornando a posizioni neutre sui principali mercati obbligazionari, Pictet AM mantiene alcune scelte chiaramente difensive. “Abbiamo portato a sovrappeso la nostra esposizione allo yen giapponese e mantenuto un’allocazione superiore al benchmark nel franco svizzero, poiché riteniamo abbiano margine di apprezzamento se il conflitto dovesse continuare”, affermano gli esperti di Pictet AM. In un contesto di forte stress, queste valute tradizionalmente rifugio offrono una protezione aggiuntiva.
Un marzo di perdite diffuse per tutte le asset class
Il mese di marzo è stato particolarmente difficile per i mercati globali. Secondo Pictet AM, “i mercati globali hanno chiuso marzo in rosso. Con l’attacco all’Iran del 28 febbraio da parte di Stati Uniti e Israele, la guerra è divampata in Medio Oriente, minacciando l’intero approvvigionamento globale, dal petrolio al cibo, e sollevando i timori di una stagflazione in tutto il mondo”. Le obbligazioni, le azioni e i metalli preziosi hanno chiuso il mese con perdite sostanziali, lasciando poche opportunità di riparo. L’energia è stato l’unico settore azionario in positivo, con guadagni di circa l’8%, mentre materiali e minerario sono scesi rispettivamente del 15% e del 20%. Il petrolio ha superato i 100 dollari al barile, guadagnando circa il 36% su base mensile, ma con una volatilità estrema: in un terzo dei giorni di negoziazione sono stati registrati movimenti del 6% o superiori in entrambe le direzioni.
La rotazione dal credito ai titoli di Stato e il ruolo del dollaro
Nel reddito fisso, gli esperti evidenziano “segnali di rotazione dal credito high yield ai titoli di Stato”. I mercati emergenti sono stati colpiti in modo particolare, danneggiati dai timori per il commercio globale e dall’indebolimento delle valute. Neppure i tradizionali beni rifugio hanno offerto sollievo: i Treasury USA hanno perso il 2% a causa delle preoccupazioni sull’impatto inflazionistico della guerra. Le aspettative sui tassi della Fed sono cambiate drasticamente: “Poco prima della guerra, le attese erano per uno o due tagli ulteriori della Fed nel 2026; ora si preparano all’eventualità di un rialzo”. L’oro è sceso di circa il 16% sommerso dalle prese di profitto, mentre il dollaro ha guadagnato l’1,4% su un paniere di valute principali, avvicinandosi ai massimi dell’ultimo anno.
La gestione del rischio torna al centro
In sintesi, la Strategy Unit di Pictet Asset Management sottolinea che “in questo contesto, la gestione del rischio torna al centro delle decisioni di investimento, con un approccio sempre più orientato alla protezione piuttosto che alla ricerca di rendimento”. La combinazione di shock energetico, pressioni inflazionistiche e incertezza geopolitica rende meno efficaci le tradizionali leve di diversificazione. Per questo, “mantenere un posizionamento neutrale sulle principali asset class, rafforzando al contempo l’esposizione a valute difensive e strumenti più resilienti, rappresenta una strategia coerente in una fase in cui la priorità è preservare il capitale in attesa di maggiore visibilità sul quadro macroeconomico”.
