In un contesto globale segnato da tassi d’interesse persistentemente bassi e da una progressiva normalizzazione della politica monetaria elvetica, la gestione patrimoniale si trova davanti a nuove sfide. La solidità del Franco svizzero continua a rappresentare un punto di riferimento, ma impone agli investitori un cambio di approccio, più dinamico e diversificato.
Come sottolinea Michaël Lok, Group CIO and Co-CEO Asset Management di UBP, “in un contesto caratterizzato da tassi d’interesse bassi e da una normalizzazione della politica monetaria svizzera, tale forza richiede una gestione audace e diversificata degli asset per ottimizzare i rendimenti”.
Il Franco come rifugio e sostituto del rendimento
Lo status del Franco svizzero continua a esercitare una pressione al ribasso sui tassi d’interesse, mantenendoli vicini allo zero. Tuttavia, è proprio nelle fasi di tensione geopolitica che emerge la sua funzione più rilevante: quella di valuta rifugio.
Lok evidenzia che il Franco si conferma una valuta forte il cui costante apprezzamento funge da sostituto del rendimento. Un fenomeno strutturale, che si protrae da oltre 25 anni e che rafforza il ruolo della valuta elvetica come riserva di valore nel lungo periodo.
Il parallelismo con l’oro appare naturale. “In un momento in cui i rischi geopolitici si stanno intensificando e l’incertezza è tornata a essere una costante sui mercati, l’oro – proprio come il franco svizzero – sta confermando il suo ruolo di protezione naturale contro la volatilità degli asset rischiosi”, osserva Lok.
Il trend dell’Eur/Chf nel lungo termine – Grafico su base mensile

Diversificazione obbligata per gli investitori
La stabilità del franco, tuttavia, ha un costo: l’assenza di rendimento. Questo scenario impone agli investitori una revisione delle strategie tradizionali. “Gli investitori che operano in franchi svizzeri non possono più ignorare la necessità di una diversificazione più decisa, che comporta anche l’accettazione di un maggiore livello di rischio”, afferma Lok.
Il nodo centrale diventa quindi conciliare la forza della valuta svizzera con le opportunità offerte da altri mercati, in particolare quello statunitense. La soluzione passa attraverso un bilanciamento mirato tra esposizione internazionale e protezione valutaria.
Tecnologia Usa e dividendi svizzeri
Una possibile strategia consiste nell’investire nel settore tecnologico statunitense, accompagnando l’esposizione con coperture valutarie per mitigare il rischio cambio. Questo consente di beneficiare della crescita economica americana senza rinunciare alla stabilità del Franco.
Parallelamente, Lok sottolinea l’importanza di valorizzare il mercato domestico: “una rinnovata attenzione alle società svizzere con dividendi compresi tra il 4% e il 5% permette di compensare i bassi rendimenti obbligazionari senza esporsi al rischio di cambio”.
Le aziende svizzere, grazie a bilanci solidi e a una consolidata politica di distribuzione degli utili, rappresentano una fonte di reddito stabile e prevedibile, particolarmente preziosa in un contesto di tassi bassi.
Real estate e oro, nuove fonti di rendimento
Oltre all’azionario, emergono altre opportunità. I fondi immobiliari svizzeri si configurano come valide alternative alle obbligazioni, ormai penalizzate da rendimenti limitati.
Anche l’oro sta vivendo una fase di trasformazione. “Da semplice strumento di protezione, sta assumendo un ruolo più attivo come fonte di rendimento, sostenuto dalla domanda delle banche centrali e degli investitori istituzionali”, spiega Lok.
Se adeguatamente coperto dal rischio valutario, il metallo prezioso può quindi contribuire in modo significativo alla performance complessiva del portafoglio.
Il ruolo del dollaro e il tema della de-dollarizzazione
Nonostante il dibattito ricorrente sulla de-dollarizzazione, i fondamentali continuano a sostenere la valuta statunitense. L’economia americana e i tassi d’interesse positivi mantengono alta l’attrattività del dollaro per i capitali internazionali.
“In contrasto con alcune narrazioni di mercato, non si osservano segnali strutturali di indebolimento del dollaro”, sottolinea Lok, ridimensionando le ipotesi di un declino imminente.
Una base solida per il lungo termine
In conclusione, il franco svizzero si conferma un pilastro nelle strategie di investimento di lungo periodo. La sua capacità di resistere a diversi scenari di mercato lo rende un elemento imprescindibile per la conservazione del capitale.
La sfida, oggi, consiste nel trasformare questa stabilità in rendimento. “Spetta alla piazza finanziaria svizzera sviluppare strumenti adeguati – tra coperture, prodotti strutturati e soluzioni innovative – per valorizzare appieno le caratteristiche uniche del franco”, conclude Lok.
