Yen prossimo ai minimi contro Dollaro: cosa può ora accadere in Giappone

Il proseguimento della guerra in Medio Oriente e il blocco dello Stretto di Hormuz hanno spinto lo Yen ai minimi dal 2024 nel cambio contro Dollaro Usa in scia al fatto che l’Asia (e il Giappone in particolare) si affida alle esportazioni mediorientali di petrolio per un ammontare compreso tra il 60% ed il 70% del proprio fabbisogno.

Dal punto di vista tecnico, l’Usd/Jpy, ovvero il cross valutario tra Dollaro e Yen, ha oltrepassato la resistenza statica posta in area 158 e punta ora al top del luglio del 2024 a quota 161,95, come è possibile osservare sul grafico sottostante settato su base settimanale.

Se il deprezzamento dovesse accentuarsi ulteriormente, le conseguenze economiche potrebbero essere rilevanti sia per il Giappone sia per l’economia globale.

Il primo effetto di uno yen debole è l’aumento del costo delle importazioni. Il Giappone dipende fortemente dall’estero per energia, materie prime e parte dei prodotti alimentari; quando la valuta si indebolisce, questi beni diventano più costosi in termini di yen.

Se l’inflazione dovesse aumentare mentre la crescita economica rimane debole, il Giappone potrebbe entrare in una fase di stagflazione, cioè inflazione elevata accompagnata da crescita stagnante. Alcuni analisti segnalano che il mix tra yen debole e petrolio caro potrebbe spingere l’economia nipponica proprio in questa direzione.

Un indebolimento eccessivo dello yen complica anche la politica monetaria. La Bank of Japan potrebbe essere costretta ad aumentare i tassi di interesse prima del previsto per contenere l’inflazione derivante dalle importazioni. Tuttavia una stretta monetaria troppo rapida rischierebbe di rallentare ulteriormente la crescita economica, creando un delicato equilibrio tra stabilità dei prezzi e sostegno all’economia.

Un alternativa è che, se il deprezzamento dovesse accelerare, il Governo giapponese potrebbe intervenire direttamente sul mercato dei cambi acquistando yen per sostenere la valuta. E Le autorità di Tokyo hanno già dichiarato di essere pronte ad agire in caso di movimenti eccessivi o disordinati del cambio.