Goldman Sachs: sull’azionario stiamo assistendo a una correzione, non a un bear market

I mercati azionari globali potrebbero andare incontro a una correzione nel breve termine, ma è improbabile che questa si trasformi in un vero e proprio bear market. Parola di Goldman Sachs, che in un ampio report ha analizzato i fattori di rischio e le opportunità per gli investitori. Ecco cosa nel dettaglio è stato messo in evidenza.

“L’aumento dell’incertezza geopolitica e la crescente ansia per l’impatto della spesa in ambito IA e per la disruption tecnologica stanno, in combinazione, creando un significativo vento contrario per i risk asset nel breve termine”, scrivono gli analisti di Goldman Sachs. Il quadro è reso più fragile dalla straordinaria forza del mercato rialzista degli ultimi anni, che ha portato le valutazioni ai massimi storici in tutte le principali aree geografiche.

Uno dei temi centrali sollevati dal report è il cambiamento nella percezione degli investitori. Dopo anni di dominio incontrastato dei titoli tecnologici, si sta assistendo a una rotazione verso settori più legati all’economia reale. “Le recenti ansie relative alle valutazioni del tech, ai piani di capex e alla disruption dei modelli di business hanno portato a un de-rating dei flussi di cassa a lunga scadenza, a favore di rendimenti a breve termine più certi negli investimenti fisici e nelle infrastrutture”, spiega il team. Un fenomeno che gli esperti definiscono “naturale” in un contesto di innovazione tecnologica, ma che ha reso i listini più vulnerabili.

Secondo i calcoli di Goldman Sachs, i premi per il rischio azionario sono crollati, tornati sui livelli pre-crisi finanziaria. “Queste valutazioni, sebbene giustificate dal miglioramento dei margini e dei ritorni sugli investimenti, hanno reso le azioni più vulnerabili a delusioni o shock”, si legge nel rapporto.

Nonostante il quadro di vulnerabilità, la view rimane costruttiva sul medio periodo. “La profondità e l’estensione di ogni possibile correzione saranno probabilmente limitate, con un rischio relativamente basso che si trasformi in un bear market”, rassicura Goldman.

Alla base di questa relativa fiducia ci sono tre pilastri: “Il ciclo di crescita sottostante appare solido“, con stime per gli Stati Uniti al 2,8% per l’anno in corso. In secondo luogo, “la crescita degli utili rimane robusta, specialmente negli USA e nei mercati emergenti”, tanto che le stime globali sugli utili sono state riviste al rialzo dall’inizio dell’anno. Infine, i bilanci del settore privato (famiglie, imprese e banche) sono sani, e “anche se questo non basterà a prevenire una correzione, probabilmente proteggerà i mercati da effetti recessivi più profondi o rischi sistemici”.

Guardando alla storia, gli strategist ricordano che “la maggior parte degli shock geopolitici degli ultimi anni non ha avuto un impatto duraturo sui mercati“. Analizzando 14 crisi dal 1973 a oggi, la correzione mediana per l’S&P 500 è stata del 6% in 18 giorni.

La ricetta proposta da Goldman Sachs per navigare le prossime settimane è chiara: “Continuiamo a raccomandare un’ampia diversificazione geografica, fattoriale e settoriale come strumento per migliorare i rendimenti risk-adjusted“. E per chi teme il peggio, la conclusione è netta: “Vediamo i rischi di correzione come elevati, date le valutazioni attuali, ma ci aspettiamo che questo presenti un’opportunità di acquisto”.