Mercati Emergenti, il 2026 è l’anno del sorpasso? La view di Fidelity International

Per la prima volta dal 2017, nel 2025 i mercati emergenti hanno corso più veloce di quelli sviluppati e di Wall Street. Un’inversione di tendenza che, secondo gli esperti di Fidelity International, potrebbe essere solo l’inizio. Nonostante il rally, infatti, le valutazioni restano scontate e il contesto macroeconomico, unito a potenti fattori strutturali come l’IA, disegna uno scenario favorevole per il 2026.

Ecco di seguito i punti chiave dell’analisi del team Emerging Market della casa di gestione.

Valutazioni: uno sconto del 40% che lascia spazio al rialzo

Il primo, fondamentale pilastro della tesi di Fidelity è il dato valutativo. Nonostante la buona performance dello scorso anno, il listino dei mercati emergenti tratta con uno sconto profondo rispetto al resto del mondo.

“Nel corso del 2025 i mercati emergenti sono stati tra i mercati azionari che hanno fatto registrare le performance migliori, superando gli Stati Uniti per la prima volta dal 2017. Questo potrebbe far dimenticare che le valutazioni rimangono ancora particolarmente interessanti: il mercato tratta infatti con un forte sconto rispetto agli Stati Uniti e al resto del mondo”, spiega Chris Tennant, Emerging Markets Portfolio Manager di Fidelity International.

“Considerando che l’asset class scambia ancora con uno sconto di circa il 40% rispetto al resto del mondo, il 2026 potrebbe offrire spazio per un ulteriore re-rating”.

Un contesto macroeconomico costruttivo: dollaro e tassi amici

Dopo anni di ostacoli, il vento macro sembra girare a favore dei Paesi Emergenti. Diversi fattori, secondo Fidelity, stanno contribuendo a creare un ambiente più favorevole.

“Fino alla fine del 2024, la combinazione di debolezza della Cina, tassi strutturalmente più alti e forza del dollaro avevano pesato sui ME, causando un lungo periodo di sottoperformance rispetto ai Mercati Sviluppati”, ricorda Tennant.

Ma nel 2025 la musica è cambiata: “diversi fattori hanno iniziato a invertire la rotta: indebolimento del dollaro, tassi di interesse in calo, momentum di alcune materie prime chiave – quali rame e oro – e segnali di ripresa in alcuni settori della Cina a sostegno di questa asset class. Anche l’aumento del numero di investitori alla ricerca di investimenti alternativi agli Stati Uniti ha fornito un sostegno significativo”.

Un punto cruciale è la maggiore solidità fiscale dei Paesi Emergenti. A differenza delle nazioni sviluppate, molti di essi non hanno potuto permettersi pacchetti di stimolo massicci durante la pandemia, e ora ne raccolgono i frutti in termini di flessibilità di bilancio. Inoltre, l’indebolimento del dollaro, se dovesse proseguire o mantenersi stabile, rappresenterebbe un ulteriore carburante per la crescita.

Tecnologia e materie prime: i motori degli utili

Le attese per il 2026 sono ambiziose: gli analisti prevedono una crescita degli utili per i mercati emergenti superiore a quella dei loro omologhi sviluppati. Una previsione sostenuta da due pilastri principali: la tecnologia e le materie prime.

Sul fronte tecnologico, Fidelity sottolinea come i Paesi Emergenti siano il vero “cuore pulsante” della rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale.

“Un altro fattore che negli ultimi anni ha sostenuto i mercati statunitensi è stato, naturalmente, l’ottimismo legato all’Intelligenza Artificiale. Ciò che spesso è stato trascurato, però, è che la maggior parte della filiera produttiva dell’IA si trova nei Mercati Emergenti, come Taiwan e, in misura minore, la Corea”.

Questo offre un’opportunità unica: “È probabile che una parte significativa del valore generato dall’IA e dai data center venga catturata dalle società dei Mercati Emergenti. Riteniamo quindi che vi siano importanti opportunità per esporsi a queste aziende tecnologiche cruciali per la filiera dell’IA, che spesso offrono una crescita dei ricavi superiore a quella di molte società tech statunitensi, a multipli decisamente più convenienti”.

Parallelamente, il mercato delle materie prime vive un contesto “Goldilocks” (né troppo caldo, né troppo freddo). La domanda strutturale di rame, trainata dall’elettrificazione e dai data center, combinata con un’offerta limitata, disegna uno scenario particolarmente positivo. Anche l’oro continua a godere del supporto delle banche centrali in fase di diversificazione.

Cina: non solo consumi, ma innovazione industriale

Data la sua rilevanza nell’indice, la Cina merita un discorso a parte. Se il comparto consumer resta in difficoltà, Fidelity intravede segnali incoraggianti altrove.

“Sebbene le prospettive per i consumatori restino difficili, sul mercato iniziano a emergere alcuni segnali positivi, in particolare all’interno di diversi settori industriali emergenti, dove stiamo osservando una rapida innovazione da parte delle aziende cinesi”.

“Vi sono molte aree chiave in cui la Cina sta scalando la catena del valore, tra cui alcuni dei segmenti di esportazione più innovativi e in più rapida crescita a livello globale, come le batterie, i componenti per semiconduttori e la robotica”.

La selezione dei titoli è fondamentale

L’analisi di Fidelity si chiude con una nota di cautela operativa. L’universo dei mercati emergenti è estremamente variegato e la dispersione dei rendimenti è elevata, rendendo la selezione dei singoli titoli più importante che mai.

“La dispersione presente all’interno dei Mercati Emergenti crea inoltre un contesto particolarmente favorevole per la selezione dei titoli. Abbiamo assistito a una forte divergenza delle valutazioni a livello di singoli Paesi: i mercati più convenienti – come Sudafrica, Brasile e Messico – hanno subìto un de-rating, mentre quelli più costosi – tra cui India e Taiwan – hanno visto un ulteriore aumento dei multipli. Ciò offre notevoli opportunità in termini di valutazioni all’interno dell’indice più ampio”, conclude il team.

In sintesi

Per Fidelity International i mercati emergenti sembrano avere tutte le carte in regola per confermarsi protagonisti nel 2026, ma la chiave del successo risiederà nella capacità di navigare un universo complesso, puntando sugli innovatori e sui campioni nazionali pronti a cogliere i frutti delle grandi trasformazioni globali.