Rotazione sull’azionario: i mercati si stanno muovendo in modo asincrono

La superficie è piatta, ma il mare sottostante è in tempesta. Negli ultimi giorni, i principali indici azionari statunitensi non hanno registrato variazioni di rilievo, chiudendo sostanzialmente invariati. Tuttavia, secondo gli analisti, questa apparente stasi è solo un’illusione ottica.

A fornire una lettura approfondita del momento è Nadège Dufossé, Global Head of Asset Allocation di Candriam, secondo cui ci troviamo di fronte a una fase di mercato ben più complessa di una semplice pausa. “Dietro questa stasi apparente, si nascondono tensioni crescenti e una ridistribuzione del capitale. Lo scenario a cui stiamo assistendo non è una pausa generalizzata del mercato. Si tratta piuttosto di una rivalutazione dei modelli di business”, spiega Dufossé. Ecco i principali nodi tematici che stanno ridefinendo gli equilibri globali.

  1. IA: dalla concentrazione alla polarizzazione

Il settore tecnologico sta vivendo una metamorfosi profonda. Non si parla più di un unico grande trend, ma di una netta separazione tra vincitori e vinti.

“Per gran parte dello scorso anno, l’AI è stata sinonimo di concentrazione nelle mega-cap. Questa fase sta ora evolvendo”, afferma Dufossé. Da un lato, la domanda di infrastrutture fisiche resta robustissima: semiconduttori, hardware per data center, reti e sistemi di raffreddamento continuano a beneficiare di ingenti investimenti da parte degli hyperscaler.

Dall’altro lato, il panorama per il software tradizionale si fa più oscuro. “Alcuni segmenti dell’universo software e SaaS sono alle prese con una dinamica differente. Gli agenti e gli strumenti di automazione basati sull’IA minacciano di ridurre i prezzi e di erodere i tradizionali modelli di abbonamento”, avverte l’esperta di Candriam. Il problema non è la mancanza di domanda, ma la “sostituzione competitiva”.

Questa frattura ha implicazioni geografiche precise. “L’Asia, in particolare Corea e Taiwan, resta esposta al ciclo di hardware e semiconduttori. Gli Stati Uniti rimangono centrali nella leadership dell’AI, ma non più in modo esclusivo. L’Europa, spesso considerata in ritardo, trae indirettamente vantaggio attraverso le supply chain industriali”, conclude Dufossé sul punto. “Il tema dell’AI non si sta esaurendo, ma sta maturando e dividendo”.

  1. La grande desincronizzazione dei mercati

Se c’è una parola chiave per interpretare il momento attuale, secondo Dufossé, è “desincronizzazione”. Il vecchio modello di mercati che si muovono all’unisono è superato.

“Il tratto distintivo di questa fase è la desincronizzazione. Regioni, settori e valute non si muovono più all’unisono”, sottolinea. Lo si vede chiaramente nella divergenza tra indici ponderati e non, tra hardware e software, e persino tra le valute: “Le valute dei mercati emergenti si rafforzano anche se i tassi USA rimangono elevati”.

Questa dinamica si riflette anche nel mondo delle materie prime, dove non esiste più un unico “trend commodity”.

  • Metalli di base: sostenuti da forze convergenti come infrastrutture AI, elettrificazione e spesa per la difesa.
  • Petrolio: più esposto alle tradizionali dinamiche di offerta e domanda ciclica.
  • Metalli preziosi: mantengono un ruolo strategico “sostenuti dal calo dei rendimenti reali, dalla diversificazione delle riserve e dal rischio geopolitico”.
  1. Bond e valute: alla ricerca di nuovi punti di riferimento

In un contesto di disinflazione ormai data per scontata, il dibattito tra gli investitori si è spostato altrove. “La disinflazione procede in tutte le economie sviluppate. Il dibattito si è spostato dalle pressioni sui prezzi ai limiti dell’allentamento monetario”, osserva Dufossé.

Di conseguenza, anche l’approccio ai titoli di Stato sta cambiando. Non sono più visti solo come una semplice scommessa sulla duration (l’esposizione al rischio tassi). “I rendimenti dipendono sempre più dalla credibilità fiscale e dalla stabilità politica, non solo dalle traiettorie di inflazione e crescita”, avverte la manager. Per questo, Candriam mantiene un leggero orientamento lungo via Bund tedeschi.

Sul fronte valutario, la visione è chiara: “Manteniamo una visione costruttiva sulle valute dei mercati emergenti rispetto al dollaro USA”. Inoltre, “una posizione tattica lunga sullo yen giapponese offre diversificazione sullo sfondo di una persistente incertezza”.

  1. La strategia di Candriam per i prossimi mesi

In sintesi, per l’investitore, la bussola non può più puntare solo ai grandi numeri della macroeconomia. “La crescita globale non sta diminuendo. Semplicemente, in questa fase non è determinante per gli investitori. Le dinamiche settoriali e tematiche assumono un peso maggiore”, conclude l’esperta.

Il messaggio finale è un invito a guardare oltre la superficie. “La superficie può sembrare calma, ma i mercati sono in fase di rotazione, rivalutazione e riallocazione del capitale. Nei prossimi mesi gli investitori dovranno comprendere questa ridistribuzione e posizionarsi di conseguenza”.