Small cap Usa, T. Rowe Price: “Non è un fuoco di paglia, la svolta è nei fondamentali”

Dopo un lungo inverno durato quasi tre anni, per le small cap Usa sembra essere tornato il sole. Da ottobre 2025, questi titoli hanno iniziato a correre, lasciando indietro i giganti di Wall Street e rialzando la testa dopo un periodo di profonda sottoperformance. Ma gli investitori ora si chiedono: si tratta di un fuoco di paglia o dell’inizio di un nuovo ciclo?

Secondo Tim Murray, Capital Markets Strategist della Multi-Asset Division di T. Rowe Price, ci sono tutte le condizioni per parlare di un’inversione strutturale. E il motivo principale è che, questa volta, a spingere i corsi non è stato solo il sentiment, ma i fondamentali.

La svolta tecnica e il recupero degli utili

Il cambiamento di rotta è stato netto. Dalla fine di ottobre al 27 gennaio 2026, l’indice S&P SmallCap 600 ha registrato un rendimento dell’8,95%, a fronte del +2,33% delle large cap. Un’accelerazione che ha in parte risucchiato il vorace gap accumulato dal 2022, quando le small cap avevano sottoperformato di quasi 30 punti percentuali.

«È importante sottolineare che il rimbalzo delle small cap non è stato determinato solo dal sentiment. Sotto la superficie, anche i fondamentali hanno subito una svolta», spiega Murray. Il riferimento è agli utili: dopo un crollo del 36% dal 2022 al settembre 2025, gli ultimi dodici mesi hanno fatto segnare un rimbalzo del 27%, riducendo il gap rispetto ai picchi del 2022 a un ben più gestibile -19%.

I sei motori del rally

Ma cosa ha acceso la miccia? Murray individua una congiuntura favorevole su più fronti:

  1. Tassi in discesa: la Fed ha ripreso a tagliare i tassi a settembre. «Le società a piccola capitalizzazione tendono ad avere un indebitamento maggiore rispetto alle società a grande capitalizzazione e hanno anche una quota maggiore di debito a breve termine e a tasso variabile», ricorda lo strategist. Un contesto di tassi in calo, quindi, le avvantaggia in modo sproporzionato.
  2. Fine dell’incertezza tariffaria: con l’attenuarsi dei rischi legati ai dazi, la fiducia di imprese e consumatori è tornata a crescere. Inoltre, l’indebolimento del dollaro ha dato una mano a quelle small cap che generano ricavi all’estero.
  3. Banche regionali più solide: pilastro del finanziamento per le PMI, gli istituti regionali mostrano segnali di ripresa grazie a una curva dei rendimenti normalizzata e a prospettive di allentamento normativo. «Le banche regionali stesse rappresentano anche una quota significativa dell’universo delle small cap statunitensi», aggiunge Murray, sottolineando il doppio effetto positivo: migliorano le condizioni di finanziamento e migliorano gli utili di una fetta consistente dell’indice.
  4. L’IA si allarga: dopo aver favorito soprattutto i giganti tech, la domanda legata all’intelligenza artificiale si sta diffondendo a macchia d’olio. Alcune small cap beneficiano direttamente della spesa per infrastrutture, altre stanno aumentando la produttività implementando l’IA nei propri processi.
  5. Stimoli fiscali in arrivo: il “One Big Beautiful Bill Act” approvato di recente sta iniziando a iniettare liquidità nell’economia reale attraverso la spesa pubblica e gli incentivi agli investimenti. Un impulso che, secondo Murray, diventerà più evidente nei prossimi mesi.

La view tattica: sovrappeso confermato

Per T. Rowe Price, questi segnali non sono passati inosservati. Forte di questa analisi, la casa di investimento ha mantenuto e addirittura incrementato la propria esposizione sul segmento.

«In previsione di questo cambiamento, il nostro comitato di asset allocation ha mantenuto una posizione di sovrappeso nelle small cap USA rispetto alle large cap USA e negli ultimi mesi abbiamo gradualmente aumentato tale sovrappeso», rivela Murray. «Riteniamo che il miglioramento del contesto dei fondamentali fornisca una base solida per la performance futura dei titoli a bassa capitalizzazione».

La domanda, a questo punto, non è più se si tratti di un rimbalzo tecnico, ma di quanto possa essere profonda e lunga questa nuova fase rialzista per i “piccoli” di Wall Street.