Asia-Pacifico, crescita moderata e politiche divergenti: le strategie di Pimco

Nel 2026 l’Asia-Pacifico si presenta con una crescita in rallentamento, inflazione sotto controllo e politiche economiche sempre più divergenti tra i vari Paesi. È questo il quadro delineato nell’outlook di PIMCO, firmato da Stephen Chang, Adam Bowe e Tomoya Masanao.

“Gli investitori dovranno essere selettivi, concentrandosi sulle opportunità di valore relativo mentre i percorsi di politica economica divergono”, sottolineano gli esperti di Pimco, evidenziando come tassi d’interesse, valute e condizioni del credito richiederanno una gestione attiva e disciplinata.

Secondo la società, l’allentamento fiscale in Cina, Giappone e Stati Uniti sta contribuendo a stabilizzare la crescita regionale, mentre l’inflazione resta in gran parte contenuta. Tuttavia, la traiettoria dei singoli Paesi si fa sempre più eterogenea.

Cina: sostegno politico, ma deflazione persistente

In Cina, dopo un 2025 solido, la crescita è attesa rallentare verso la parte bassa del 4%. Il governo punta a mantenere il Pil in una forchetta 4%-5%, ma il contesto resta complesso.

“La domanda domestica mostra pochi segnali di ripresa”, osservano gli esperti di Pimco, ricordando che le vendite al dettaglio stanno perdendo slancio e che il settore immobiliare continua a pesare sulla fiducia e sui consumi.

L’inflazione dovrebbe rimanere contenuta, mentre le autorità sono pronte ad ampliare il deficit fiscale per sostenere consumi, welfare e infrastrutture strategiche. La banca centrale dovrebbe proseguire con un orientamento accomodante attraverso tassi più bassi e ampia liquidità.

Dal punto di vista degli investimenti, “le prospettive a breve termine per le obbligazioni cinesi restano favorevoli, in particolare per i titoli governativi a più lunga scadenza”, spiegano da Pimco, citando il contesto di bassa inflazione e politica monetaria espansiva.

Giappone: rendimenti più alti e normalizzazione graduale

In Giappone, il rendimento dei titoli di Stato decennali ha superato il 2%, un livello che non si vedeva da tre decenni. Secondo Pimco, le valutazioni sono ora più coerenti con i fondamentali macroeconomici del Paese.

“La Bank of Japan dovrebbe continuare la normalizzazione in modo graduale”, affermano gli esperti, ipotizzando un rialzo dei tassi tra 25 e 50 punti base nei prossimi 12 mesi.

Con rendimenti più elevati, il mercato obbligazionario giapponese torna interessante. “Possiamo costruire portafogli con un potenziale rendimento totale superiore al 3% in yen, mantenendo un profilo di rischio coerente con i benchmark domestici”, spiegano da Pimco, segnalando una preferenza per la parte lunga della curva, come i titoli trentennali.

Australia: politica restrittiva e crescita resiliente

L’Australia sta attraversando una fase di transizione da una crescita trainata dalla spesa pubblica a una più sostenuta dalla domanda privata. Tuttavia, l’inflazione è tornata sopra il target della banca centrale.

“Riteniamo che un tasso di riferimento al 3,6% sia già restrittivo e sufficiente a riportare l’inflazione verso l’obiettivo nel 2026”, osservano gli esperti di Pimco.

Nel reddito fisso australiano, la società vede opportunità interessanti: i rendimenti dei titoli governativi decennali risultano superiori di circa 50 punti base rispetto agli omologhi statunitensi, offrendo reddito, diversificazione e potenziale apprezzamento del capitale. Interessanti anche alcune alternative di spread di alta qualità, come obbligazioni statali AA e cartolarizzazioni residenziali AAA.

Valute e credito: gestione attiva in un contesto frammentato

Sul fronte valutario, Pimco prevede un graduale apprezzamento del renminbi, che potrebbe sostenere le valute delle economie più aperte, mentre i mercati maggiormente orientati alla domanda interna rischiano pressioni legate alla crescita più debole.

Nel credito, le condizioni tecniche restano favorevoli e il settore tecnologico continua a beneficiare di investimenti strutturali, ma “la disciplina sui prezzi resta essenziale”, avvertono gli esperti.

In sintesi, il 2026 si prospetta come un anno di divergenze crescenti in Asia-Pacifico. “Gli investitori che sapranno valorizzare le differenze regionali, privilegiando carry di alta qualità e valore relativo, saranno meglio posizionati per cogliere le opportunità in un contesto frammentato”, concludono gli esperti di Pimco.