Obbligazioni: cinque idee di investimento da Wellington Management

Dopo un 2025 caratterizzato da solidi rendimenti totali, i mercati obbligazionari restano al centro delle strategie per il nuovo anno. Stimolo fiscale, investimenti legati all’intelligenza artificiale e deregolamentazione finanziaria dovrebbero sostenere la crescita, ma il quadro resta complesso: incertezza sul commercio globale, interrogativi sull’indipendenza delle banche centrali e prospettive di inflazione poco chiare accompagnano la fase finale dei cicli di allentamento monetario nei mercati sviluppati.

“In presenza di rendimenti che restano per lo più elevati, riteniamo che i mercati obbligazionari offrano ancora agli investitori un punto di ingresso convincente, ma l’aumento del rischio di volatilità rende essenziale un approccio attivo”, afferma Marco Giordano, Investment Director di Wellington Management, che di seguito illustra le sue cinque principali idee obbligazionarie per gli investitori europei nel 2026.

Obbligazionario senza vincoli, flessibilità nella fase finale del ciclo

Le strategie total return non vincolate da benchmark sono, secondo Giordano, le più adatte ad affrontare l’ultima fase del ciclo economico e del credito. La divergenza nelle politiche monetarie tra le diverse aree potrebbe infatti amplificare la dispersione tra crescita e inflazione, aumentando il rischio di dislocazioni in un contesto di valutazioni elevate.

“In un contesto di questo tipo, il successo dipenderà probabilmente da selettività e disciplina”, sottolinea Giordano.

Due le direttrici privilegiate: strategie globali sui titoli di Stato e multivaluta, capaci di distinguersi nelle fasi di incertezza macro, e strategie prive di vincoli, in grado di allocare con flessibilità tra i diversi segmenti del credito. Centrale resta il mantenimento di adeguate esposizioni verso asset liquidi, come i governativi, per rafforzare la resilienza senza sacrificare rendimento.

Impiego nel portafoglio: diversificazione, liquidità, derisking, rendimento totale.

Credito investment grade europeo, reddito e stabilità

Nonostante la compressione degli spread, il credito investment grade europeo continua a offrire opportunità interessanti grazie a rendimenti governativi ancora elevati. Il ciclo resta robusto, la domanda degli investitori sostenuta e i fondamentali degli emittenti di qualità elevata solidi.

“Ci attendiamo che le fasi di volatilità nel 2026 possano creare opportunità significative di generazione di alpha tramite selezione dei titoli e allocazione settoriale”, osserva Giordano.

Le obbligazioni IG europee presentano inoltre un cuscinetto di duration in grado di compensare eventuali deterioramenti improvvisi dei fondamentali creditizi. In prospettiva, l’asset class potrebbe offrire un profilo di performance stabile e un crescente potenziale di alpha con l’ampliarsi della dispersione.

Impiego nel portafoglio: reddito, riduzione del rischio, liquidità.

High yield in euro, rendimenti interessanti ma più dispersione

Gli spread sono vicini ai minimi storici, ma i rendimenti complessivi restano attraenti. Il calo dei tassi e gli investimenti trainati dall’IA dovrebbero prolungare il ciclo del credito, mentre in Europa condizioni di finanziamento favorevoli e risparmi familiari solidi sostengono il quadro.

“I fondamentali societari dovrebbero restare complessivamente stabili e i tassi di default scendere verso le medie di lungo periodo nei prossimi 12 mesi”, spiega Giordano.

Tuttavia, l’aumento dei rischi di coda, dalle possibili allocazioni inefficienti nel private credit all’indebitamento legato ai data center fino alle tensioni geopolitiche, potrebbe accrescere la dispersione. Il 2026 si prospetta quindi come un anno in cui l’analisi fondamentale rigorosa farà la differenza tra vincitori e perdenti.

Impiego nel portafoglio: total return e reddito.

Debito dei mercati emergenti, motore di rendimento e diversificazione

Il debito dei mercati emergenti può rappresentare sia una fonte di rendimento sia uno strumento di diversificazione, soprattutto per gli investitori europei. Pur essendo storicamente più volatile, il segmento beneficia oggi di rendimenti elevati che costituiscono una proxy ragionevole dei ritorni attesi.

“Vediamo ragioni per mantenere una visione strutturalmente positiva sull’asset class, anche perché i rischi stanno sempre più originando dai mercati sviluppati”, evidenzia Giordano.

Inflazione contenuta, margini per ulteriori tagli dei tassi e sostegno fiscale contribuiscono a un contesto macro costruttivo. Resta però fondamentale monitorare le dinamiche di fine ciclo, l’evoluzione dei dazi statunitensi e le tensioni geopolitiche, fattori destinati ad aumentare la dispersione e a rendere cruciale la selezione bottom-up.

Impiego nel portafoglio: reddito, rendimento, diversificazione.

Credito cartolarizzato, diversificazione e protezione strutturale

Il credito cartolarizzato si conferma una componente preziosa nelle strategie multisettoriali. Nel 2026 il segmento dovrebbe continuare a offrire rendimenti interessanti rispetto alle obbligazioni corporate investment grade, grazie a protezioni strutturali e a una duration degli spread più contenuta.

“Il credito cartolarizzato offre esposizione a driver economici distinti, come consumi e mercato immobiliare, contribuendo a ridurre la correlazione con il credito corporate tradizionale”, conclude Giordano.

I fondamentali sono in fase di normalizzazione, ma la performance varierà in modo significativo tra sottosettori. Tra i segmenti più interessanti figurano RMBS non-agency, ABS su crediti al consumo di qualità elevata, CMBS selezionati e opportunità mirate nelle CLO, sostenute da fondamentali solidi nel mercato dei prestiti bancari.