I mercati azionari hanno tutte le carte in regola per continuare a correre. È quanto emerge dall’ultimo report mensile della Strategy Unit di Pictet Asset Management che fotografa un contesto di liquidità abbondante, politica monetaria accomodante e inflazione domata.
«I mercati azionari hanno iniziato l’anno in modo positivo e dispongono di tutti gli elementi per continuare a guadagnare», scrivono gli esperti di Pictet AM. «Le condizioni di liquidità sono favorevoli, i governi di tutto il mondo aumentano la spesa pubblica, le prospettive di crescita economica sono solide e l’inflazione sembra essere sotto controllo».
Di qui la scelta strategica: sovrappesare le azioni, sottopesare le obbligazioni, con un aumento mirato dell’esposizione ai settori industriali e, soprattutto, ai mercati emergenti.
Il grande riposizionamento verso i mercati emergenti
Il cuore della nuova asset allocation batte a Est. Pictet AM ha incrementato la ponderazione delle azioni emergenti (esclusa la Cina) e mantiene un’allocazione superiore al benchmark anche per i titoli cinesi.
«Prevediamo che il divario di crescita del PIL tra economie emergenti e sviluppate si allargherà a 2,5 punti percentuali quest’anno (2,3% nel 2025), spianando la strada a una sovraperformance degli asset dei mercati emergenti», spiegano da Pictet AM.
A favorire il flusso di capitali verso queste geografie concorrono l’indebolimento del dollaro, l’ampia liquidità globale e la crescita del commercio intra-regionale. I prezzi elevati delle materie prime, inoltre, giocano a favore dei mercati ricchi di risorse come Brasile e Sudafrica.
Le attese sugli utili sono nette: «Quest’anno le aziende dei mercati emergenti avranno una crescita degli utili superiore all’11% – la più elevata al mondo – maggiore di quella delle aziende statunitensi e giapponesi (entrambe al 10%) e doppia rispetto al tasso che prevediamo per Regno Unito, Svizzera ed eurozona».
Intelligenza artificiale: il boom si sposta a Est
Se l’IA è stata finora associata ai grandi nomi della tecnologia americana, il testimone sta passando ai produttori di hardware e semiconduttori di Corea, Taiwan e Cina.
«Prevediamo guadagni particolarmente robusti nel settore tecnologico dei mercati emergenti e nei servizi di comunicazione», affermano gli analisti di Pictet AM. «Questi settori sono destinati a beneficiare della forte domanda di hardware e semiconduttori per l’IA e della progressiva riconfigurazione delle catene di approvvigionamento, causata dalle tensioni commerciali e geopolitiche».
Sul fronte settoriale, tecnologia e servizi di comunicazione restano le posizioni di sovrappeso principali. La preferenza va ai fornitori di chip, server, hardware per data center, storage in cloud e di rete. In ombra, invece, le aziende di software: «Devono far fronte a pressioni a breve termine dovute all’aumento dei costi di calcolo e alla limitata disponibilità di chip e memorie AI grade».
Cina: crescita da obiettivo, ma resta il nodo dei consumi
La Cina rappresenta un capitolo a sé. Il Paese soddisfa l’obiettivo governativo del 5%, ma il quadro non è così chiaramente positivo come in altre aree emergenti.
«L’economia fatica a passare da una crescita guidata dalle esportazioni a una spinta dalla domanda interna», sottolinea il rapporto. Tuttavia, i titoli cinesi dovrebbero trarre sostegno dall’allentamento della politica normativa, monetaria e fiscale, nonché dal miglioramento temporaneo delle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina.
Stati Uniti ed Europa: luci e ombre
Nel mondo sviluppato, l’economia statunitense mostra segnali contrastanti. Il sentiment delle aziende è positivo e si registrano propositi di nuove assunzioni, ma la spesa delle famiglie è finanziata dal risparmio più che dal reddito: «Una situazione probabilmente insostenibile nel medio termine», avvertono da Pictet AM.
I multipli dell’S&P 500 restano elevati (22 volte gli utili) e offrono «protezione limitata in caso di rallentamento della crescita e di ripresa dell’inflazione».
Per l’Europa, le prospettive di crescita dipendono dall’efficacia degli stimoli fiscali e della spesa per le infrastrutture, in particolare in Germania. «Riforme strutturali come l’Unione dei Mercati dei Capitali, i miglioramenti del mercato del lavoro e la diversificazione energetica potrebbero essere ulteriori catalizzatori per la crescita. Per contro, la forza dell’euro rimane un rischio per gli esportatori».
Giappone: yen forte e svolta monetaria
Tokyo è l’unico tra i grandi mercati a vivere una fase di stretta monetaria. La Bank of Japan, secondo Pictet AM, continuerà a normalizzare il bilancio e ad aumentare i tassi sia ad aprile che a dicembre, intervenendo anche sui mercati valutari per rafforzare lo yen.
«L’apprezzamento della valuta e il suo potenziale effetto negativo sulle esportazioni rappresentano un problema», si legge nel rapporto. Le prossime elezioni anticipate potrebbero aprire le porte a un ampio pacchetto di stimoli pubblici, ma il rischio è che la stretta della banca centrale finisca per frenare la crescita del PIL.
Industriali, sanitario e finanziari: le scelte settoriali
Accanto alla tecnologia, Pictet AM ha portato a sovrappeso i titoli industriali, che dovrebbero beneficiare dell’aumento della spesa in conto capitale globale e della spesa pubblica europea.
Il settore sanitario rimane in sovrappeso per le sue proprietà difensive e valutazioni interessanti. «L’aumento dell’attività di M&A, con i grandi nomi della farmaceutica che acquisiscono realtà minori per accedere a nuove tecnologie e tagliare i costi, dovrebbe creare nuovo valore per gli azionisti».
Sovrappeso confermato anche sui finanziari, sostenuti dal rafforzamento dello slancio di crescita e dalla curva dei rendimenti più ripida. Ma con un avvertimento: «È necessario che gli investitori siano sempre più selettivi, soprattutto negli Stati Uniti. La spinta della Casa Bianca verso una finanza più accessibile potrebbe ridurre i ricavi e la redditività delle banche».
I rischi: inflazione, fiscalità e sentiment
Non mancano i fattori di cautela. «Quanto più a lungo durerà questa situazione di politica monetaria accomodante, tanto maggiore è la probabilità di un mutamento improvviso del sentiment degli investitori, soprattutto in caso di nuove pressioni inflazionistiche».
I premi per il rischio sono ai minimi storici, il sentiment sugli utili migliora, gli afflussi sui mercati azionari restano solidi (72 miliardi nelle ultime quattro settimane). Ma le valutazioni – specialmente negli Stati Uniti – lasciano poco margine di errore.
Per ora, tuttavia, la strategia è chiara: restare investiti, guardare a Est, puntare sull’IA reale (quella dei chip e dell’hardware) e tenere d’occhio i bilanci delle banche.
L’asset allocation indicata da Pictet AM

