Mercati emergenti, BlackRock: “Appetibili, ma serve selettività”

Gli investitori possono guardare con ottimismo ai mercati emergenti nel 2026, dopo un 2025 solido. Tuttavia, la performance differenziata tra Paesi e settori richiede un approccio attento e selettivo. È questa la fotografia scattata dagli esperti del BlackRock Investment Institute (BII).

La valutazione è positiva: “Riteniamo che le attività dei mercati emergenti possano consolidare un avvio solido dopo un 2025 forte”, scrivono gli analisti. La preferenza va al debito in valuta forte degli EM, mentre per le azioni si raccomanda selettività.

I motivi dell’ottimismo risiedono in un quadro macro globale favorevole. “Una crescita globale resiliente – se stabile – e un dollaro USA stabile o più debole dovrebbero supportare sia le azioni che le obbligazioni dei mercati emergenti”, spiegano gli esperti di BlackRock. A questo si aggiunge l’orientamento al ribasso dei tassi da parte delle principali banche centrali, compresa la Fed, favorita da un mercato del lavoro statunitense che sembra in una fase di stasi”.

Il 2025 è stato un anno da record per gli afflussi di capitale negli EM, e lo slancio è continuato all’inizio del 2026. L’indice MSCI Emerging Markets ha registrato un guadagno di quasi il 9% a gennaio, il migliore per il mese dal 2012. Tuttavia, le performance sono fortemente disperse: “Le azioni sudcoreane sono schizzate oltre il 20% dopo i grandi guadagni dello scorso anno, mentre l’India è ancora in ritardo anche con il recente accordo commerciale con gli Stati Uniti“. Questa divergenza, secondo BlackRock, “premia un approccio attivo e l’essere selettivi”.

Un ruolo chiave è attribuito alle mega-forze, cambiamenti strutturali di lungo periodo che sovrascrivono i tradizionali driver macro. In primo piano c’è l’Intelligenza Artificiale. “Il tema AI si è ampliato a mercati come Corea del Sud e Taiwan nell’ultimo anno, con la loro forza nella produzione di hardware per l’AI – in particolare semiconduttori – a trainare i guadagni”, osservano gli esperti. L’aumento dei piani di spesa in capitale per l’AI annunciati dai colossi tecnologici statunitensi è visto come un altro fattore positivo, con le catene di approvvigionamento dei metalli industriali e della manifattura fortemente radicate nei mercati emergenti.

Alla luce di questo quadro, la strategia proposta è chiara. “Preferiamo il debito in valuta forte degli EM“, ribadisce BlackRock, citando anche politiche fiscali migliorate in alcuni grandi paesi emergenti e la ricerca di opportunità attive nell’alto rendimento. Le obbligazioni in valuta forte sono preferite a quelle locali anche per via del rischio di volatilità valutaria in un anno ricco di elezioni, come in Brasile.

Per quanto riguarda le azioni, la selezione punta ai beneficiari delle mega-forze. “Favoriamo i leader nella nuova economia cinese – AI, automazione ed energia rinnovabile“, scrivono gli analisti. Vengono inoltre citati i vantaggi per Messico, Brasile e Vietnam dal riassetto delle catene di approvvigionamento globali, mentre i prezzi più robusti delle materie prime sono un vantaggio per l’America Latina.

In conclusione, gli esperti di BlackRock vedono i temi rialzisti del 2025 ancora in gioco, ma avvertono: “Preferiamo la selettività man mano che la dispersione aumenta”. La corsa dei mercati emergenti è dunque ancora in pista, ma la scelta del cavallo giusto sulla quale scommettere diventa ogni giorno più cruciale.