L’entertainment si conferma uno dei settori più dinamici dell’economia globale, trainato negli ultimi dieci anni dall’evoluzione dello streaming e dall’ingresso di nuove forme di fruizione dei contenuti. A dominare la scena restano Netflix e Disney, due colossi che mostrano solidi fondamentali ma che continuano a scontrarsi con un andamento borsistico incerto.
Secondo David Pascucci, market analyst di XTB, “l’entertainment è un settore vasto e in continuo sviluppo, con nuove forme come lo streaming che stanno caratterizzando la crescita dell’ultimo decennio. Netflix e Disney rappresentano i maggiori player di mercato, con numeri interessanti lato risultati e nuovi sviluppi per l’anno nuovo”.
Netflix: conti solidi, borsa debole
Netflix resta il punto di riferimento del settore streaming. L’ultima trimestrale ha evidenziato una crescita del fatturato del 16% su base annua e del 18% su base trimestrale, accompagnata da un miglioramento di utili e margini. Un segnale chiaro di una profittabilità in aumento, elemento chiave in ottica di lungo periodo.
“Netflix sta riuscendo ad aumentare la sua profittabilità all’interno del settore, un aspetto fondament ale per il lungo termine”, sottolinea Pascucci. “Il 2026 sarà caratterizzato dallo sviluppo del core business, con nuove serie e film, ma anche da iniziative come contenuti live e video podcast”.
Sul fronte strategico, spicca inoltre la finalizzazione dell’acquisizione di Warner Bros, destinata a ridisegnare gli equilibri del mercato. Tuttavia, nonostante i risultati positivi, il titolo in borsa ha perso oltre il 35% dai massimi di luglio 2025.
“Questo andamento dimostra che un titolo può presentare ottimi fondamentali ma performare male sui mercati”, spiega l’analista di XTB. “Nel lungo termine il movimento potrebbe essere recuperato, ma ciò non significa che il titolo sia oggi a sconto. Serviranno segnali tecnici chiari per confermare un ritorno al rialzo”.
Netflix e Warner: l’accordo dell’anno
L’operazione da 82,7 miliardi di dollari, interamente in contanti a 27,75 dollari per azione, consente a Netflix di mettere le mani su uno dei cataloghi più iconici della storia dell’intrattenimento, che include Harry Potter, l’universo DC e Il Trono di Spade.
“Questa mossa punta a rendere Netflix leader incontrastata dello streaming e a rafforzarne la presenza nella produzione cinematografica di alto livello”, afferma Pascucci. “Non va dimenticato che Warner possiede anche la piattaforma Max, appena arrivata in Italia, e in futuro non è da escludere un’integrazione dell’offerta tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027”.
Disney e il ritorno alla redditività
In attesa della trimestrale del 2 febbraio, Disney si presenta come un gruppo focalizzato sul ritorno alla redditività e sul consolidamento della propria posizione. Per il primo trimestre 2026 sono attesi utili per circa 375 milioni di dollari, dopo anni di investimenti significativi per l’acquisizione di nuovi clienti.
Nel 2025 lo streaming ha generato 1,3 miliardi di dollari di utile, mentre i parchi tematici restano il pilastro del gruppo con 10 miliardi di dollari di profitti. Per il 2026 sono previsti investimenti per 24 miliardi di dollari in nuovi contenuti e 9 miliardi in infrastrutture, inclusi l’aggiornamento di Disneyland Paris e il lancio delle nuove navi Disney Destiny e Disney Adventure.
Nonostante ciò, anche Disney soffre in borsa: il titolo è ancora in calo di circa il 45% rispetto ai massimi del 2021.
“È una condizione particolare se si considerano le potenzialità di lungo periodo del gruppo”, osserva Pascucci.
Un settore promettente, ma da monitorare
Il quadro complessivo evidenzia un settore con basi solide ma fortemente condizionato dal contesto macroeconomico. “Il problema non è il settore in sé, ma l’ambiente in cui è immerso, ossia l’andamento generale dei mercati finanziari, soprattutto nel breve termine”, conclude Pascucci. “Una situazione macro complessa potrebbe incidere sulle abitudini di consumo, colpendo proprio l’intrattenimento”.
Netflix e Disney, secondo l’analista di XTB, restano scelte interessanti in ottica di lungo periodo, ma nel breve termine potrebbero essere soggette a elevata volatilità. “È un settore molto promettente nei portafogli di lungo periodo, ma da tenere sotto stretto controllo nel breve”, conclude.
